Le verità nascoste
Durante la settimana, da tantissimi amici o anche solo da conoscenti, mi sono sentito rivolgere la seguente domanda: “ma come, il Papa si frattura una mano in modo misterioso e tu non dici nulla?”.
Li per li sono rimasto di sasso. Non c’è mai stata ombra di malizia in me. In tutti questi anni mi sono sempre considerato un avversario fiero ma leale dello stabile sito in via della conciliazione e quindi non vedevo nulla di strano o di sospetto nella frattura tranne forse il fatto che i nuovi gessi somigliano moltissimo alle uniformi dei pizzardoni a piazza Venezia.

Poi le richieste si sono fatte sempre più pressanti e certo di fare cosa gradita anche all’interessato in nome del motto “vox populi, vox dei” ho messo in moto la macchina investigativa.
Sono bastate poche indagini mirate nel mondo della distillazione clandestina per scoprire laverità.
Seguendo il richiamo del sangue e dell’istinto secolare della sua nazione (no, non perseguitare le minoranze) il santo padre ha cominciato a fare il birraio e il rarissimo reperto di cui sono entrato in possesso lo dimostra.

Pare che la frattura sia arrivata al culmine di una festa di presentazione del marchio in cui l’allegro alemanno, forse non lucidissimo, ha provato a impressionare gli invitati (la solita gente.. Corona, Belen, Paris Hilton, Mike Tyson, i Beckham, Cosimo Mele e Sircana…) aprendo una bottiglia con un colpo di karate portato col taglio della mano e centrando invece la fronte del chierichetto che la teneva sulla testa per rinverdire il mito di Guglielmo Tell.
PS Come TUTTE le foto contenute in questa scatola di vaniloqui, anche queste sono al 100% vere e non frutto di fotoshop o contraffazioni, spero che in sede di giudizio possa essere considerata una attenuante
Bocca mia taci !!
Prosegue la battaglia a distanza fra il Vaticano e Monteverde! Il tono si mantiene più sui dispetti che sulle offese tangibili però ci sono rimasto male quasi come quando in seconda media non fui invitato alla festa di Marzia Pasanisi dove si sarebbe fatto il ballo del semaforo con possibilità di rimediare un bacetto sulla guancia.
Le mie spie sparse per tutto lo stivale mi hanno inviato la locandina di un incontro-discussione su un tema in cui mi sento legittimamente chiamato in causa e per cui non ho ricevuto nemmeno un sms.
E come fare un forum sullo stress da divorzio e non invitare O.J. Simpson

Un passo avanti!

Troppe volte, per una sorta di snobismo culturale largo e profondo come il gran canyon, ho riversato pensieri malevoli e superficiali sulla chiesa cattolica (a dirla tutta più sui suoi illustri esponenti che sull’istituzione in se) per un suo scadimento in termini di performance.
Non essendo addentro ai contenuti, mi sono sempre concentrato sulla forma corrucciandomi per la perdita di smalto del Santo Padre rispetto ai suoi predecessori.
Giulio II mosse guerra a Firenze per lo sfizio di avere Michelangelo a Roma, Bonifacio VIII inchiodava le lingue dei suoi detrattori alle porte delle chiese come goliardico monito e quando ho visto il sacrestano di Vigevano aspettare i fedeli alla messa della domenica con una svastica al braccio mi sono detto: “questa è proprio l’occasione giusta per un revival, per ritirare fuori dalle segrete di Castel Sant’Angelo la vecchia garrota o lo schiaccia pollici.”
Ho atteso in silenzio la prevedibile ondata di sdegno ma quando nelle navate della basilica ha cominciato a riecheggiare un sommesso fischiettio di Lilì Marlene, ho compreso di aver preso una cantonata.
Il fatto però non era ne così nuovo ne così grave, oddio magari per qualcuno un Papa che non squarta uno del genere e ne appende le carni alle porte della città potrebbe essere un fatto grave ma mi rendo conto di essere antiquato, per cui stavo archiviando il tutto infiocchettandolo con le maledizioni per essere nato nel paese o quantomeno nell’era sbagliata quando la Tv mi è venuta in soccorso al grido di “mal comune, mezzo gaudio” facendo apparire il pontefice mite e coccoloso come Zum, il delfino bianco del cioccolato Galak.

Con la coda dell’occhio, sul punto di abbandonarmi a Morfeo, ho intravisto un vegliardo che farebbe fare il segno della croce all’imperatore di guerre stellari incrociato con Stalin.
Approfondendo, ho scoperto che questo quinto cavaliere dell’apocalisse appiedato risponde la nome di Fred Phelps, professione pastore calvinista con l’hobby degli anatemi.
Il tono e gli argomenti erano talmente stupefacenti che per i primi dieci minuti ho pensato fosse una parodia esagerata di questi papponi dai capelli turchini che lanciano lodi congiunte a Dio ed ai bonifici bancari su teletevere. Mai stato più lontano dal vero.
Fred senior, perché ha avuto anche la faccia tosta di riprodursi, è il fondatore di un sito che mira a riequilibrare il concetto di parità dei diritti sessuali negli stati uniti, godhatesfags.com, letteralmente “dio odia i froci”. Tanto di cappello.
Questa simpatica accolita di trombamaiali degli stati rurali USA gira la nazione manifestando di fronte a cliniche per l’aids, funerali di omosessuali e altri luoghi di svago con cartelli come quelli che potete leggere dabbasso.

Avvocato, alle primarie democratiche per il senato ha preso il 15% con un programma che prevedeva le lodi a dio per lo tsunami in Indonesia. Nei suoi scritti e nelle sue interviste il lucido reverendo definisce il suo movimento:
Antigay, antisemita, anticattolico, antiirlandese e.. antisvedese!!!
Resta per me misterioso come si possa coniugare l’odio per gli omosessuali e quello verso un paese composto mediamente da gnocche bionde con due pere così!
Nobile Lignaggio
Breve ma sentito post per annunciare una importante scoperta scientifica. L’anticlericalismo è riconducibile a una malformazione genetica e come tutti i difetti del caso può saltare le generazioni. Prova incontrovertibile è la benemerenza che Leone XIII volle accordare ai miei antenati insignendoli della prestigiosa medaglia d’oro.
Sua santità portava sempre con se questo portentoso rimedio contro l’influenza e la tosse e, come riportato sulla confezione, lodava le virtù miracolose.
Il fatto che fosse un preparato a base di alcool e cocaina non deve far sorridere i maliziosi ma far comprendere come l’evangelizzazione del sud America sia stato un momento di grande crescita per la chiesa cattolica.

Addendum:
Leone XIII è stato il motore primo della fondazione delle scuole gesuite a Milano (che porta il suo nome) ed a Roma (dove sono andato io).
Devo dire che ora tutto ha molto più senso…
Affideresti la tua anima a uno così?

In 10 anni di Istituto Massimo (non sono arrivato a 13 perché fui ritenuto non conforme al rigore dell’istituzione) ho avuto modo di apprezzare la capacità dei gesuiti di conciliare la dottrina cristiana con l’economia, l’ammaestramento circense, la forgia dei metalli e praticamente qualsiasi altra cosa che quel distratto di nostro Signore omise parlando dei doveri di un uomo di chiesa.
Fin da piccolo sono rimasto molto affascinato da questi signori così particolari, che tutto sembravano tranne che un ordine sacerdotale ma piuttosto una sorta di Confcommercio della spiritualità.
In due lustri gli ho visto fare un po’ di tutto (non menzioniamo nemmeno il fatto che per una cifra pari al PIL della Danimarca non siano riusciti a darmi uno straccio di educazione) dal battere cassa per gli affamati sfoggiando un Rolex d’oro ad affittare vocabolari di latino e greco agli studenti che li avessero dimenticati a casa, però quello che è successo a Bergamo non l’avevo visto mai.
Sabato Don Giuliano Tam ha guidato una manifestazione di quartiere per promuovere l’apertura di un centro di aggregazione giovanile. Peccato che fosse la nuova sede di Forza Nuova!!!
Il prelato mattacchione, che si auto definisce gesuita itinerante, è lefebriano (ma che per caso come quell’altra simpatica canaglia del vescovo Williamson? Eh si.. come lui) e nelle ultime elezioni europee è stato candidato per alternativa sociale, partito di monellacci che credo promuova l’integrazione tramite partite di hockey e gare di motocross visto che tutti i partecipanti alla manifestazione avevano un bastone e un casco.
In attesa che Adolfo (aaah ora si spiegano parecchie cosucce) Nicolàs, padre generale della compagnia di Gesù (anche se non sono proprio certo che il figlio dell’uomo li frequenti, al massimo ci avrà preso un caffè di tanto in tanto), convochi l’esuberante sacerdote e lo riconduca alla ragione con amore, comprensione e un tubo in ghisa da un pollice, vorrei ricordare che:
1) pare che Gesù alla fine fosse ebreo
2) che le fosse parecchio scuretto..
San Antonio allu disert

Fino a pochi giorni fa il cognome “Repetto” era noto a quelli della mia generazione solo in quanto appartenente al biondino degli “883”.
Non avevo mai capito perché Pezzali dividesse il suo sudato denaro con uno che altro non faceva se non fingere di pestare i tasti di una pianola Bontempi ma recenti sviluppi mi hanno fatto apprezzare la lungimiranza del cantautore pavese che aveva anticipato i tempi creandosi un contatto niente meno che con il principe delle tenebre in persona.
Padre Tiziano Repetto infatti è un esorcista della diocesi di Roma (non parliamo di uno scappato da un circo o di uno di quelli coi capelli turchini che guariscono le persone con l’imposizione delle cambiali in tv) che nel giorno della morte di Eluana Englaro ha veduto bene di dare il suo contributo pubblicando il seguente articolo che riporto per intero, lasciandomi la facoltà di qualche improperio estemporaneo.
Lunedì 9 Febbraio, come al solito, ho celebrato esorcismi (mi piace immaginare l’agenda del pio prelato “ore nove: esorcismi; dieci-mezzogiorno: acquagym). O meglio, non proprio come al solito: le reazioni dei demonopatici sono state eccezionalmente violente: non hanno baciato il crocifisso, non hanno recitato alcuna preghiera, come in altre circostanze fanno al mio comando nel nome di Cristo e per l’autorità che la Santa Madre Chiesa mi ha conferito.
Quando è entrata S., circa 60 anni, sofferente fin da ragazza (ah ecco per cui direi che il buon padre ha lavorato molto bene) , ha mostrato subito più forza del solito. Prima, da solo, riuscivo a contenerla con l’aiuto di San Michele Arcangelo; lunedì, in due, non ci siamo riusciti. E’ alta poco più di un metro e cinquanta e pesa meno di 60 kg. Ha gridato fino a spaccare i timpani e ad un certo punto l’entità ha detto sbavando e digrignando i denti: “Con Eluana sono intervenuto io, non riuscirete a salvarla!”. Erano circa le 15,30. Eluana è morta poche ore dopo, la sera.
Stessa scena per R., 50 anni, posseduta a 13 anni per avere bevuto per sbaglio un filtro confezionato con ossa di defunti (in effetti anche io a casa spesso mi sbaglio fra la fanta zero e il filtro d’ossa della mia mamma). Mi ha detto che da una settimana non ha più le normali funzioni fisiologiche, a stento supera i 50 kg, eppure in tre non riuscivamo a tenerla ferma. Pure la sua entità (sono 7 demoni maggiori) ha asserito chiaramente che per Eluana non vi era speranza.
Tali fenomeni sono tipici dei demoni. A noi esorcisti è fatto divieto espresso di porre domande riguardanti questioni di attualità e simili, ma qui il demonio ha parlato di sua spontanea volontà. Ha predetto il futuro perché lui stesso era protagonista di tale evento, come ha peraltro ammesso orgogliosamente.
I protagonisti della storia di Eluana hanno compiuto la loro opera con l’azione diretta del demonio. E come se ciò non bastasse, a cadavere ancora caldo, sui giornali è apparsa la pubblicità del libro scritto dal papà di Eluana sulla dolorosa esperienza della figlia; una vicenda da cui qualcuno trarrà, dunque, anche dei vantaggi economici. E questo è l’aspetto più triste di tutti, quello che uccide Eluana una seconda volta.
Nel tentativo di farmi pensare alla chiesa cattolica ed alla sua agiografia in maniera spensierata e simpatica, in tenerissima età, la mamma mi aveva insegnato una filastrocca umbra in cui un saggio e scafato san Antonio si burlava di un diavolo pasticcione che veniva raggirato nei modi più bislacchi. Sono passati quasi duemila anni (Antonio nasce in Egitto nel 251 dc) ma il diavolo sembra sia rimasto un bel cojone ma almeno adesso non si sente solo perché ha qualcuno come lui con cui parlare.
Ma che simpatico vecchietto

1942, per le strade di Danzica un polacco cerca rifugio in un vicolo per sfuggire alle SS che lo stanno braccando. Un rumore di troppo e un tedesco si accorge del rifugio di fortuna e imbraccia il mitra pronto a sparare.
Il cielo di apre scosso da un tuono fragoroso e una possente voce echeggia dall’alto:
“Ferma!!! Questo giovane polacco un giorno sarà Papa, risparmia la vita del mio figlio diletto Karol” “e io?”, chiede il nazista, “tu pure Joseph”.
Il simpatico vecchino che settimanalmente si affaccia dal balcone di un immobile di prestigio ubicato in borgo pio a Roma ne ha appena combinata una delle sue.

(nella foto di repertorio, l’anziano svampito che cerca si spiccare il volo come superman o che millanta le dimensioni dei suoi attributi virili)
Spinto dalla nostalgica voglia di riabbracciare qualche vecchio commilitone per abbandonarsi ai ricordi, il santo padre ha appena riammesso nel seno della chiesa romana i quattro (ricchissimi) cardinali scismatici Lefebvriani scomunicati per ragioni a me sconosciute e che mi stanno a cuore quanto le sorti di Emanuele Filiberto a “ballando sotto le stelle”.
Premesso che ognuno è libero di scegliersi come vuole i compagni per la briscola e il tresette (e lodo la prudenza di selezionarne quattro per premunirsi contro defezioni dell’ultimora) qualche piccolo dubbio mi viene in merito all’identità di una delle pecorelle smarrite ossia Richard Williamson.

L’ardito prelato (nella foto in una riunione di famiglia con suo cugino Erick Priebke) si è lasciato andare a interessanti rivisitazioni secondo cui nessuno ebreo sia stato ucciso con le camere a gas e che il numero dei decessi è sicuramente gonfiato tant’è che non più di 200 mila persone sono morte nei campi di sterminio durante la guerra.
A parte qualche banale considerazione del tipo “perché duecentomila so’ pochi?” oppure “morti si, ma pulitissimi viste tutte quelle docce”, sono certo che l’indignazione furente del santo padre si abbatterà al più presto sul discolo inglese perché nulla fa incazzare di più un tedesco di un buon lavoro non riconosciuto!
Ps
Santità, prometto che se alla prossima udienza in vaticano (anche privata) a ‘sto sputo d’uomo gli da una pizza forte con tanto di anello vengo in chiesa per un anno per riconciliarmi con la mia parte cattolica ormai in via di dissolvenza
Spunti intriganti
I buoni propositi per l’anno nuovo generalmente hanno vita più breve di un cartata fumante di supplì paracadutati in Darfur ma quest’anno non sono riusciti nemmeno a passare la prima settimana.
Tutti i vizi del 2008 sono entrati dritti sparati nel 2009 come al panzer divisionen al confine polacco nell’estate del ‘39 per cui a sensazione di peccatore la notte di san Silvestro non c’è mai stata.
Visto che comunque la mia unica chance di paradiso è riposta nella speranza di ritrovare Visnù una volta passato a miglior vita (non ho mai maltrattato una vacca, intesa come animale, e mi piace parecchio il riso al curry per cui la dovrei sfangare) abbandono anche l’ultima buona velleità e torno a parlare dell’amato cupolone.
La colpa non è interamente mia, sono stato spinto nell’abisso da un amico malvagio che ha sottoposto alla mia attenzione un’esca ghiotta ed avvelenata.
A tutti coloro che non abbiano una spiccata sensibilità cattolica (non è ironico ma solo un riguardoso preambolo) suggerisco
http://artemisio.splinder.com/post/19445479/Il+frate+cappuccino+ed+i+maroc
blog indipendente di un bravo giovane che finirà all’inferno praticamente in qualsiasi scenario religioso possibile, dai neocatecumenali al dio gatto Basteh.
L’articolo in questione è “leggermente” aldilà di quello che il mondo civilizzato considera buongusto, ma una volta inebriati dalla puzza di zolfo che si sprigiona dalle prime righe è impossibile smettere di leggere.
Ho riflettuto molto se pubblicizzare questo piccolo figlio del demonio o meno e sono quasi pronto a giurare che avevo optato per un passaparola anonimo… certo poi quando Legrottaglie, atleta di Cristo (lo dice lui, sono quasi sicuro che Gesù non sarebbe così contento dell’accostamento) e modello del rinato e fervente spirito cattolico se ne è uscito con una gemma del tipo: “gli israeliani se la sono cercata, non hanno riconosciuto il vero dio e ora ne pagano le conseguenze” ho perso in determinazione.
Per chi volesse approfondire (http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/reati-preti/reati-preti/reati-preti.html ) e capire se per quelli come noi c’è speranza o meno segnalo che a piazza della cancelleria per la prima volta dall’anno di sua fondazione, il 1200, la Penitenziaria Apostolica (lo giuro non ho inventato il nome, si chiama così), una specie di affari interni per il clero, terrà pubblica udienza in merito ai cinque peccati che nemmeno la confessione può cancellare ossia:
- profanazione delle ostie
- reati sessuali di un religioso (forse tenerlo a S. Siro sarebbe stato più appropriato)
- violare la confessione
- l’interruzione di gravidanza
- Offendere la persona del papa (forse una capatina ce la faccio)
PS
Appendice di cinema.. quella porcata di “gomorra”, vivaddio, è stato purgato ai golden globes. Ha fatto man bassa “the millionaire” ma visto gli avversari che aveva ritengo che il mio filmino della cresima avrebbe potuto strappare almeno un paio di statuette

Karma chameleon

Per chi non fosse pratico di ascetismo e tecniche di meditazione, un mantra è una successione di parole non obbligatoriamente di senso compiuto che aiuta ad allontanare i brutti pensieri ed a focalizzare il proprio io interiore sulla positività fino a raggiungere l’illuminazione.
L’immagine in testa al post è la trascrizione in tailandese di quello che probabilmente è il mantra più conosciuto al mondo, il famoso “Om, mani padme hum” (quello della vecchia pubblicità delle Halls Mentoliptus, per le capre videomaniache).
L’idea di base è molto buona: concentrarsi profondamente, scacciare tutte le perturbanti influenze esterne e accogliere il benessere. Certo, magari farlo su un altopiano del Tibet può essere più facile rispetto a chiudere gli occhi e cantilenare sul lungotevere verso le 19 con un Hummer dietro che ha messo una zeppa sotto il clacson però in momenti di crisi non si può sottilizzare e qualunque zattera va afferrata per evitare il naufragio ed evitare una condanna per vilipendio a capo di stato estero, percosse e disturbo della quiete pubblica.
Quando ero piccolo, papà mi diceva sempre: “prima di parlare, pensa cento volte a quello che stai per dire e poi stai zitto”. A valle di questo giusto consiglio paterno che ho seguito davvero poco mi chiedo: ma a via della conciliazione sono tutti orfani che aprono la bocca e gli danno fiato alla prima minchiata che gli capita per la testa?
Una settimana fa, durante un risveglio difficoltoso ho ascoltato nel giornale radio una notizia molto natalizia che mi aveva messo di buonumore: “la Francia propone una moratoria internazionale per abolire il reato di omosessualità”. Non faccio nemmeno a tempo a rallegrarmi per il bel gesto dei mangia ranocchie che la giornalista conclude: “ferma opposizione del vaticano”. Come “opposizione del vaticano”, in che senso? “Il cardinal vicario spiega” (ah ecco ora mi spiegherà) “che la contrarietà nasce dalla paura che questo possa essere considerato un precedente giuridico per il riconoscimento dei diritti delle coppie gay”……. Seguono 4 secondi imbarazzati di silenzio della speaker che da la linea alla cronaca politica che comunque da sempre spunti di buonumore.
Non molto convinto dalla sicuramente sensata risposta dei dottori della fede mi sono comunque alzato per preparare la colazione rimuginando continuamente sulle parole udite cercando di porle in maniera che una mente semplice le potesse capire e all’ennesimo colpo di spazzolino mi è sembrato di afferrare un concetto del tipo “accoppateli ma non sposateli” che mi sembra molto in linea con le necessità della chiesa visto che fortunatamente il reato di pedofilia e di omosessualità sono ben distinti in gran parte del mondo evangelizzato.
Sollevato dal fatto che le mie passioni siano considerate reato in un numero minore di stati rispetto al farsi i cavoli propri e portarsi a casa propria una persona dello stesso sesso, ho archiviato la boutade vaticana attribuendola a una partita fallata di olanzapina (o di un qualunque altro neurolettico) per contrastare la schizofrenia del prelato bontempone e pensando che alla fine per un punto passano infinite rette ho concluso che non era giusto tirare giù il colonnato di San Pietro con un cingolato per una capa bacata.
Forte della mia rinnovata pace natalizia mi ero quasi dimenticato del tutto dell’episodio quando ieri sera il nuovo presidente della CEI (che non è il comitato elettrotecnico italiano) ma il consiglio episcopale e che risponde al nome di Crociata (gesùgiuseppeemaria proteggeteci voi) ha calato il carico da 11 annunciando che la chiesa è contraria ai matrimoni misti perché falliscono e poi l’impatto ricade sui figli.
A parte che al momento non intravedo per me delle nozze con una bella berbera per cui me ne frega poco, a parte l’istintivo “fatte li cazzi tua” che mi è scappato a denti stretti, a parte tutto insomma… ma voi se aveste mai dubbi sul matrimonio e su come crescere i figli chiedereste lumi a un uomo che si veste di rosa shocking e merletti?

Varie Amenità
L’ultimo post del mese più prolifico della storia del blog sarà dedicato ad argomenti vari, a macedonia, come si addice a un frigo che si svuota in vista delle ferie.
Innanzi tutto esprimo la soddisfazione per il nuovo posto di lavoro. Sono bastati due mesi per vincere la diffidenza dei colleghi e il tuttologo ha agguantato il ruolo che gli compete in una grande azienda.
L’open space risuona quotidianamente di “Emi’ tu che sai tutto…” Gongolo tronfio come Custer a Little Big Horn tre ore prima di scoprire la fregatura.
Venerdì, a questo incipit che tanto mi inorgoglisce è seguita la domanda: “ma che cosa deriva “ma che credi che vengo dalla montagna del sapone?””
Li per li sono rimasto un po’ spiazzato, alla fine esistono mille modi di dire di cui conosciamo il significato ma di cui ignoriamo l’etimo come “tira ‘na Gianna” o “E’ un cavolo e tuttuno” per cui con diligenza mi sono messo a studiare ed ho scoperto che il detto è molto meno antico del previsto.
“La montagna del sapone” è il nome popolare che aveva prima della guerra il quartiere di Primavalle, in Roma. Quando Mussolini fece radere al suolo mezzo borgo pio per realizzare via della conciliazione gli abitanti furono trasferiti nella zona periferica con la promessa di casa adeguate e molto confortevoli trovandosi invece in una borgata degradata e priva di servizi. Da allora venire da la, dalla montagna del sapone appunto, e sinonimo di fesso che si fa fregare.
Dopo questa perla di saggezza popolare (pregando chiunque avesse chicche del genere di inserirle a commento del post) aggiungo solo uno stanco commento in chiusura degli europei.. chi se ne frega di chi ha vinto. Avevo futili motivi per parteggiare per entrambi solo che mentre dei tedeschi avevo comunque soggezione ora dovrò subire le assurde vanterie dei cugini iberici col rischio di dovermi togliere la vita se Capello riuscisse nell’impresa di portare Albione sul tetto del mondo fra 2 anni.
A chiusura alcuni scarni commenti cinematografici, su tre zozzate che ho visto di sguincio incastrandoli fra una partita e l’altra.
Sex & the City è semplicemente molto triste. Vedere quattro tardone che fanno le giovani dimenando le natiche m’ha colmato di amarezza. Come in tutti gli adattamenti gli sceneggiatori hanno voluto (provare a) dare profondità ai personaggi privandoli della frivolezza che aveva reso irresistibile la serie. Se voglio vedere una cinquantenne depressa me ne vado alla SMA e non a New York.
Seconda piazza per “la notte non aspetta” esordio come sceneggiatore di uno degli scrittori più dotati del secolo, James Ellroy.. jimmy, torna a scrivere va..
Film onesto, senza molte pretese , che fa il verso a capolavori del genere come Training days e tutta la serie sulla pula corrotta di LA (non a caso tratti dai capolavori del succitato James). Nota di demerito per Keanu Reeves nei panni di un giustiziere carico di rabbia e centrato nella parte come la fatina dei dentini in un’orgia fetish.
Fuori dal podio “la setta delle tenebre” con Liucy Liu che impersona una vendicatrice vampira intenta a sterminare una combriccola di suoi consimili che vanta ben un garagista, un tetraplegico, una gnoccona e un liceale dal petto glabro.. solo spiraglio di luce una serie di nudità gratuite e di pummarola sparsa a mestolate sul set.
Il film accampa una seria candidatura come cazzata dell’anno anche se di solito il mese di agosto ha sempre in serbo qualcosa di imbattibile e “the bogeyman 2” promette molto bene.
Buon gelato a tutti!
Ps
Ringrazio i collaboratori del blog che mandano materiale scovato chissà dove. Dopo la foto bucolica del Santo Padre, finalmente spiegato il significato del discorso: ”Sono un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”, ecco un nuovo scoop che ci illustra il volenteroso pastore che cerca di arrotondare facendo il tassista abusivo.
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