Un sabato qualunque
Ho scoperto qualcosa di estremamente poco rassicurante. Riesco a scrivere qualcosa di decente solo quando i succhi gastrici mi saturano le viscere e la vena del collo si dilata al punto da comprimere qualche chakra che libera la mia espressività. In sostanza se non mi incazzo non mi viene in mente nulla per cui mi trovo di fronte al dilemma artistico di svagarmi scrivendo corrotto internamente da un ulcera grossa come la tana di un cane della prateria o di fissare beatamente il foglio bianco, con un rigagnolo di bava calda che pende da un angolo della bocca, nell’estasi quieta della lobotomia frontale.
I 18 giorni passati in Slovacchia hanno avuto hanno svolto una funzione ansiolitica grazie ad alcolici a buon mercato, sorridenti donne bellissime e persone gentili che ti ringraziano quando ti fermi alle strisce e che vivono i semafori come parte dell’arredo urbano e non come una incarnazione di satana.
Sereno e beato di tutto avevo voglia fuorché di perdere tempo in vaniloqui ma sono bastate 36 ore a casa per farmi tornare quel simpatico vecchiaccio bilioso che riconosco nello specchio la mattina.
A onor del vero basta poco a farmi illividire però il tassista che all’aeroporto mi ha accolto con un “shiaooo” tirando il trolley nel bagagliaio come un martellista bulgaro è stato sicuramente un buon inizio.
La giornata di sabato non è proseguita molto meglio visto che, sulla via del pub che canonicamente precede lo stadio, ho incrociato nell’ordine:
1) il blocco dell’olimpica per una voragine (l’hanno riaperta? Si,si, vai sicuro)
2) 12 vigili che agevolavano il traffico a piazza pio XI giocando a ruba bandiera nella stessa
3) 40 mila giovinetti a piazza San Pietro che credo manifestassero per il saldo di alcune fatture non onorate.
Una volta informato che il raduno era la festa della gioventù ho avanzato qualche dubbio sulla convenienza di accostare la paglia al fuoco ma poi ho capito accorciare la filiera e facendo coincidere domanda ed offerta è la base di ogni buon affare.
Lodi quindi ad un brillante esempio di marketing moderno e poco importa se per passare il lungotevere c’ho messo 48 minuti con le pulsazioni stabilmente oltre il numero di giri della mia auto.
Arrivato al ritrovo dell’amico Helmut armato di una bottiglia da un litro di Borghetti ho trovato ad attenderci una simpatica avventrice lituana che ha smaterializzato le tensioni pre-match riuscendo ad asportare la ricotta da un cannolo senza l’ausilio del cucchiaino inducendo pensieri lussuriosi anche in un pullmann di bonzi di passaggio che hanno sconfessato il Dalai Lama per una più pratica venerazione della dottrina di Rocco.
Della partita non voglio parlare, ricordo solo che al gol di Toni sono rimasto inebetito per 20 secondi aspettando che il maledetto guardalinee alzasse la bandierina.
Una pizza in testa dell’amico Gepi mi ha riportato in una bolgia indiavolata e un secondo dopo ruzzolavo per le file dell’olimpico avvinghiato agli amici col Vese che inopinabilmente mi mordeva la ciccia.
C’ho messo parecchio a ritrovare la macchina, un po’ per l’euforia, un po’ per il borghetti e quando sono rientrato al pub la simpatica fanciulla era ancora lì la ma per fortuna i cannoli erano finiti altrimenti a ques’ora detterei queste parole urlando verso il colle gianicolo antistante Regina Coeli.
Nota a margine
No, non ho votato. In un paese dove il giorno in cui un attentato porterà la Russia a una guerra interna le 3 notizie più lette su corriere.it sono:
2Sesso e droga con uno sconosciuto Scandalo per la figlia di Bob Geldof
3Stupro di gruppo in una scuola media nel Bresciano: arrestati due ragazzi
votare corrispondere a sperare di risolvere la siccità mondiale sputando per terra.
Sogno un carrarmato al posto della municipale ad ogni incrocio
Seconda nota
Un viaggio mi terrà lontano dalla tastiera. A breve appariranno le “Cronache peruviane”. Faccio presente che gli incensi al Buddah ci hanno portato secondi. Sgozzerò una capra sull’altare della prima divinità Andina sul mio cammino
Peccato Natale sia passato
Esistono poche cose che riescano a mettermi effettivamente a disagio. Una di queste è l’affanno per i regali di Natale. Soffro moltissimo l’esigenza di fare qualcosa, l’ansia della scadenza, il presente di per se non è un problema. A me piace fare regali, prendere un pensiero per una persona cara ti da il benessere occidentale della spesa senza il senso di colpa di “mamma mia che puttanata mi sono comprato”, una versione sentimentale della Coca cola light: bollicine e rutti ma senza le calorie.
Maestra delle ricorrenze è mia madre che da sempre accumula regali di entità variabile in un cassetto profondo come il pozzo di San Patrizio per non essere mai presa alla sprovvista da una ricorrenza che sia il matrimonio di sua nipote o la circoncisione del figlio del portiere.
Quando ero piccolo guardavo questo covo di Alì Babà con immensa cupidigia, decine di piccoli pacchettini accuratamente archiviati per categoria merceologica, tutti da scartare e poco importava se in gran misura fossero ventagli spagnoli o barometri in plastica colorata.
Quest’ultimo natale mi sono trovato in difficoltà più marcate del solito. Troppe trasferte all’estero avevano cancellato anche le più esigue speranze di trovare dei regali degni di questo nome e temo di aver fatto davvero una figura miserrima arrabbattandomi e confidando nell’indulgenza dei miei cari.
L’anno prossimo sarà diverso, niente più sorrisi imbarazzati e frasi di circostanza come “uuuuuuuuuu è proprio quello che volevo” anche se il regalo è un’incudine in ghisa.
Ho trovato il regalo universale che acquisterò copiosamente per trionfare nelle prossime festività.
Non credo serva alcun tipo di commento ulteriore per l’oggetto qui di seguito.. unica nota: “funziona BENE con tutti i tipi di pile”. Miracolo! Ma come sarebbe potuto essere altrimenti?
Rosario Elettronico TOP
Abbiamo testato personalmente il prodotto e lo abbiamo scelto perchè migliore e più completo dei precenti, oltre a proporlo ad un prezzo più conveniente. Rispetto agli altri modelli ha in più:
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COME TUTTI I ROSARI ELETTRONICI ATTUALMENTE IN COMMERCIO, NON HA LE LITANIE.
Il Rosario Elettronico, è un innovativo apparecchio di dimensioni ridotte, comodo e portatile. Il santo rosario è recitato da una voce e da un coro di persone che risponde.
Semplicissimo da utilizzare, il rosario elettronico può essere ascoltato come riflessione oppure si può rispondere alle Ave Maria come di consueto. Il rosario digitale è utile per chi viaggia, per chi vuole pregare in movimento (auto, treno,aereo, ecc.) ed è consigliato per anziani o ammalati.
Funziona a batteria è dotato di Memory Card intercambiabile per la recita guidata dei Misteri del Rosario Mariano in più lingue. L’inserimento degli auricolari disattiva automaticamente la riproduzione attraverso l’altoparlante. La regolazione del volume si effettua attraverso una rotella posta sul lato destro del riproduttore.
per i mafidati
Puntini sulle i
Sul fatto che io sia polemico oltre il ragionevole non v’è mai stato dubbio alcuno. Vivo per il contenzioso e se i miei genitori avessero anche solo sospettatato l’indole del loro frugoletto mi avrebbero posto come nome di battesimo Giuda, come il santo patrono delle cause perse.
Aldilà del fatto che mi piace litigare per qualsiasi cosa questo amore per il contraddittorio nasce anche da un obsoleto e visionario senso della giustizia che mi spinge in gineprai di qualsiasi tipo per assistere gli sventurati e sostenere bandiere che anche un missionario comboniano bollerebbe come una perdita di tempo.
Ritengo quindi doveroso scendere in piazza per protestare contro il più manifesto caso di plagio e violazione del marchi dai tempi in cui in classe mia alle medie un bambino si presentò con la felpa della “marinara yachting”.
Come tutti sapete qualche giorno fa un cittadino lievemente alterato ha ferito in maniera considerevole il presidente del consiglio tirandogli addosso da distanza ravvicinata una riproduzione del duomo di Milano (nemmeno una settimana dopo una donna ha scavalcato le transenne per rovinare su sua santità durante la messa di Natale. Riflettiamo sull’ironia di un mondo alla rovescia in cui sarebbero state più sensate una chiesa in testa al papa e una donna che zompa addosso a Berlusconi). L’episodio sarebbe potuto essere una magnifica occasione per vietare per legge la vendita di quella serie infinita di porcherie che affollano le bancarelle quali posacenere a forma di colosseo, David di Michelangelo-accendini e statue (!!!!!) della primavera del Botticelli mentre l’effetto più tangibile di questo gesto è stata una esplosione d’amore universale che non si verificava dai tempi di Woodstock.
Come evoluzione spontanea il partito delle libertà, con la breve parentesi del partito dell’amore libero assolutamente in linea con i processi evolutivi, si è tramutato nel partito dell’amore.
Con grande gioia il presidente Berlusconi ha fatto suo questo movimento ispirato al più nobile dei sentimenti commettendo però una grande ingiustizia non riconoscendo nulla a chi 18 anni prima di lui era stato antesignano del movimento.
Era il luglio 1991 e come tutti i sani liceali della mia età mi aggiravo per via del corso inebriandomi di belle fanciulle in abiti succinti. Arrivato all’altezza di piazza del popolo una folla considerevole mi aveva incuriosito attirandomi verso un comizio elettorale dove due delle più serie esponenti della politica italiana stavano calorosamente lanciando la candidatura europea di una collega.
Sono sempre stato molto sensibile alle tematiche del femminismo militante e quindi mi ero fatto strada nella calca per approfondire il programma elettorale e partecipare al dibattito certo di trovarmi di fronte alla nascita di un partito che avrebbe cambiato la storia delle istituzioni.
Mi trovavo di fronte al congresso di fondazione dell’unico e solo Partito dell’Amore.
Ho vissuto un sogno, altro che Martin Luther King, io c’avevo Moana e Cucciolina con Ramba Malù che con un coraggioso gesto 68ino a zinne de fuori predicava l’amore libero e per tutti!!
Già vi vedo a ridere sardonici.. vergogna! I roghi di reggipetto degli anni 70 si e Ramba no? Razzisti! Solo perché partecipava ad “acchiappa la chiappa” sull’isola di Schicchi non vuol dire che il programma non fosse valido, anche perché la Staller aveva promesso un voto di scambio con sesso orale ad ogni elettore! Mai in vita mia ho rimpianto tanto di non poter partecipare alla vita politica del paese.
Con donchisciottesco ardore oggi mi scaglio contro l’irriconoscenza della maggioranza.
Che il presidente faccia ammenda del suo abuso e reintegri nei quadri dirigenti almeno Riccardo Schicchi, statista illustre, con una carica di prestigio come quella di ministro per le attività culturali.
Alla fine Berlusconi m’ha promesso un posto di lavoro e quello lo posso pure trova’ da solo, Ilona era stata di manica ben più larga.
Le verità nascoste
Durante la settimana, da tantissimi amici o anche solo da conoscenti, mi sono sentito rivolgere la seguente domanda: “ma come, il Papa si frattura una mano in modo misterioso e tu non dici nulla?”.
Li per li sono rimasto di sasso. Non c’è mai stata ombra di malizia in me. In tutti questi anni mi sono sempre considerato un avversario fiero ma leale dello stabile sito in via della conciliazione e quindi non vedevo nulla di strano o di sospetto nella frattura tranne forse il fatto che i nuovi gessi somigliano moltissimo alle uniformi dei pizzardoni a piazza Venezia.

Poi le richieste si sono fatte sempre più pressanti e certo di fare cosa gradita anche all’interessato in nome del motto “vox populi, vox dei” ho messo in moto la macchina investigativa.
Sono bastate poche indagini mirate nel mondo della distillazione clandestina per scoprire laverità.
Seguendo il richiamo del sangue e dell’istinto secolare della sua nazione (no, non perseguitare le minoranze) il santo padre ha cominciato a fare il birraio e il rarissimo reperto di cui sono entrato in possesso lo dimostra.

Pare che la frattura sia arrivata al culmine di una festa di presentazione del marchio in cui l’allegro alemanno, forse non lucidissimo, ha provato a impressionare gli invitati (la solita gente.. Corona, Belen, Paris Hilton, Mike Tyson, i Beckham, Cosimo Mele e Sircana…) aprendo una bottiglia con un colpo di karate portato col taglio della mano e centrando invece la fronte del chierichetto che la teneva sulla testa per rinverdire il mito di Guglielmo Tell.
PS Come TUTTE le foto contenute in questa scatola di vaniloqui, anche queste sono al 100% vere e non frutto di fotoshop o contraffazioni, spero che in sede di giudizio possa essere considerata una attenuante
Bocca mia taci !!
Prosegue la battaglia a distanza fra il Vaticano e Monteverde! Il tono si mantiene più sui dispetti che sulle offese tangibili però ci sono rimasto male quasi come quando in seconda media non fui invitato alla festa di Marzia Pasanisi dove si sarebbe fatto il ballo del semaforo con possibilità di rimediare un bacetto sulla guancia.
Le mie spie sparse per tutto lo stivale mi hanno inviato la locandina di un incontro-discussione su un tema in cui mi sento legittimamente chiamato in causa e per cui non ho ricevuto nemmeno un sms.
E come fare un forum sullo stress da divorzio e non invitare O.J. Simpson

Un passo avanti!

Troppe volte, per una sorta di snobismo culturale largo e profondo come il gran canyon, ho riversato pensieri malevoli e superficiali sulla chiesa cattolica (a dirla tutta più sui suoi illustri esponenti che sull’istituzione in se) per un suo scadimento in termini di performance.
Non essendo addentro ai contenuti, mi sono sempre concentrato sulla forma corrucciandomi per la perdita di smalto del Santo Padre rispetto ai suoi predecessori.
Giulio II mosse guerra a Firenze per lo sfizio di avere Michelangelo a Roma, Bonifacio VIII inchiodava le lingue dei suoi detrattori alle porte delle chiese come goliardico monito e quando ho visto il sacrestano di Vigevano aspettare i fedeli alla messa della domenica con una svastica al braccio mi sono detto: “questa è proprio l’occasione giusta per un revival, per ritirare fuori dalle segrete di Castel Sant’Angelo la vecchia garrota o lo schiaccia pollici.”
Ho atteso in silenzio la prevedibile ondata di sdegno ma quando nelle navate della basilica ha cominciato a riecheggiare un sommesso fischiettio di Lilì Marlene, ho compreso di aver preso una cantonata.
Il fatto però non era ne così nuovo ne così grave, oddio magari per qualcuno un Papa che non squarta uno del genere e ne appende le carni alle porte della città potrebbe essere un fatto grave ma mi rendo conto di essere antiquato, per cui stavo archiviando il tutto infiocchettandolo con le maledizioni per essere nato nel paese o quantomeno nell’era sbagliata quando la Tv mi è venuta in soccorso al grido di “mal comune, mezzo gaudio” facendo apparire il pontefice mite e coccoloso come Zum, il delfino bianco del cioccolato Galak.

Con la coda dell’occhio, sul punto di abbandonarmi a Morfeo, ho intravisto un vegliardo che farebbe fare il segno della croce all’imperatore di guerre stellari incrociato con Stalin.
Approfondendo, ho scoperto che questo quinto cavaliere dell’apocalisse appiedato risponde la nome di Fred Phelps, professione pastore calvinista con l’hobby degli anatemi.
Il tono e gli argomenti erano talmente stupefacenti che per i primi dieci minuti ho pensato fosse una parodia esagerata di questi papponi dai capelli turchini che lanciano lodi congiunte a Dio ed ai bonifici bancari su teletevere. Mai stato più lontano dal vero.
Fred senior, perché ha avuto anche la faccia tosta di riprodursi, è il fondatore di un sito che mira a riequilibrare il concetto di parità dei diritti sessuali negli stati uniti, godhatesfags.com, letteralmente “dio odia i froci”. Tanto di cappello.
Questa simpatica accolita di trombamaiali degli stati rurali USA gira la nazione manifestando di fronte a cliniche per l’aids, funerali di omosessuali e altri luoghi di svago con cartelli come quelli che potete leggere dabbasso.

Avvocato, alle primarie democratiche per il senato ha preso il 15% con un programma che prevedeva le lodi a dio per lo tsunami in Indonesia. Nei suoi scritti e nelle sue interviste il lucido reverendo definisce il suo movimento:
Antigay, antisemita, anticattolico, antiirlandese e.. antisvedese!!!
Resta per me misterioso come si possa coniugare l’odio per gli omosessuali e quello verso un paese composto mediamente da gnocche bionde con due pere così!
Nobile Lignaggio
Breve ma sentito post per annunciare una importante scoperta scientifica. L’anticlericalismo è riconducibile a una malformazione genetica e come tutti i difetti del caso può saltare le generazioni. Prova incontrovertibile è la benemerenza che Leone XIII volle accordare ai miei antenati insignendoli della prestigiosa medaglia d’oro.
Sua santità portava sempre con se questo portentoso rimedio contro l’influenza e la tosse e, come riportato sulla confezione, lodava le virtù miracolose.
Il fatto che fosse un preparato a base di alcool e cocaina non deve far sorridere i maliziosi ma far comprendere come l’evangelizzazione del sud America sia stato un momento di grande crescita per la chiesa cattolica.

Addendum:
Leone XIII è stato il motore primo della fondazione delle scuole gesuite a Milano (che porta il suo nome) ed a Roma (dove sono andato io).
Devo dire che ora tutto ha molto più senso…
Affideresti la tua anima a uno così?

In 10 anni di Istituto Massimo (non sono arrivato a 13 perché fui ritenuto non conforme al rigore dell’istituzione) ho avuto modo di apprezzare la capacità dei gesuiti di conciliare la dottrina cristiana con l’economia, l’ammaestramento circense, la forgia dei metalli e praticamente qualsiasi altra cosa che quel distratto di nostro Signore omise parlando dei doveri di un uomo di chiesa.
Fin da piccolo sono rimasto molto affascinato da questi signori così particolari, che tutto sembravano tranne che un ordine sacerdotale ma piuttosto una sorta di Confcommercio della spiritualità.
In due lustri gli ho visto fare un po’ di tutto (non menzioniamo nemmeno il fatto che per una cifra pari al PIL della Danimarca non siano riusciti a darmi uno straccio di educazione) dal battere cassa per gli affamati sfoggiando un Rolex d’oro ad affittare vocabolari di latino e greco agli studenti che li avessero dimenticati a casa, però quello che è successo a Bergamo non l’avevo visto mai.
Sabato Don Giuliano Tam ha guidato una manifestazione di quartiere per promuovere l’apertura di un centro di aggregazione giovanile. Peccato che fosse la nuova sede di Forza Nuova!!!
Il prelato mattacchione, che si auto definisce gesuita itinerante, è lefebriano (ma che per caso come quell’altra simpatica canaglia del vescovo Williamson? Eh si.. come lui) e nelle ultime elezioni europee è stato candidato per alternativa sociale, partito di monellacci che credo promuova l’integrazione tramite partite di hockey e gare di motocross visto che tutti i partecipanti alla manifestazione avevano un bastone e un casco.
In attesa che Adolfo (aaah ora si spiegano parecchie cosucce) Nicolàs, padre generale della compagnia di Gesù (anche se non sono proprio certo che il figlio dell’uomo li frequenti, al massimo ci avrà preso un caffè di tanto in tanto), convochi l’esuberante sacerdote e lo riconduca alla ragione con amore, comprensione e un tubo in ghisa da un pollice, vorrei ricordare che:
1) pare che Gesù alla fine fosse ebreo
2) che le fosse parecchio scuretto..
San Antonio allu disert

Fino a pochi giorni fa il cognome “Repetto” era noto a quelli della mia generazione solo in quanto appartenente al biondino degli “883”.
Non avevo mai capito perché Pezzali dividesse il suo sudato denaro con uno che altro non faceva se non fingere di pestare i tasti di una pianola Bontempi ma recenti sviluppi mi hanno fatto apprezzare la lungimiranza del cantautore pavese che aveva anticipato i tempi creandosi un contatto niente meno che con il principe delle tenebre in persona.
Padre Tiziano Repetto infatti è un esorcista della diocesi di Roma (non parliamo di uno scappato da un circo o di uno di quelli coi capelli turchini che guariscono le persone con l’imposizione delle cambiali in tv) che nel giorno della morte di Eluana Englaro ha veduto bene di dare il suo contributo pubblicando il seguente articolo che riporto per intero, lasciandomi la facoltà di qualche improperio estemporaneo.
Lunedì 9 Febbraio, come al solito, ho celebrato esorcismi (mi piace immaginare l’agenda del pio prelato “ore nove: esorcismi; dieci-mezzogiorno: acquagym). O meglio, non proprio come al solito: le reazioni dei demonopatici sono state eccezionalmente violente: non hanno baciato il crocifisso, non hanno recitato alcuna preghiera, come in altre circostanze fanno al mio comando nel nome di Cristo e per l’autorità che la Santa Madre Chiesa mi ha conferito.
Quando è entrata S., circa 60 anni, sofferente fin da ragazza (ah ecco per cui direi che il buon padre ha lavorato molto bene) , ha mostrato subito più forza del solito. Prima, da solo, riuscivo a contenerla con l’aiuto di San Michele Arcangelo; lunedì, in due, non ci siamo riusciti. E’ alta poco più di un metro e cinquanta e pesa meno di 60 kg. Ha gridato fino a spaccare i timpani e ad un certo punto l’entità ha detto sbavando e digrignando i denti: “Con Eluana sono intervenuto io, non riuscirete a salvarla!”. Erano circa le 15,30. Eluana è morta poche ore dopo, la sera.
Stessa scena per R., 50 anni, posseduta a 13 anni per avere bevuto per sbaglio un filtro confezionato con ossa di defunti (in effetti anche io a casa spesso mi sbaglio fra la fanta zero e il filtro d’ossa della mia mamma). Mi ha detto che da una settimana non ha più le normali funzioni fisiologiche, a stento supera i 50 kg, eppure in tre non riuscivamo a tenerla ferma. Pure la sua entità (sono 7 demoni maggiori) ha asserito chiaramente che per Eluana non vi era speranza.
Tali fenomeni sono tipici dei demoni. A noi esorcisti è fatto divieto espresso di porre domande riguardanti questioni di attualità e simili, ma qui il demonio ha parlato di sua spontanea volontà. Ha predetto il futuro perché lui stesso era protagonista di tale evento, come ha peraltro ammesso orgogliosamente.
I protagonisti della storia di Eluana hanno compiuto la loro opera con l’azione diretta del demonio. E come se ciò non bastasse, a cadavere ancora caldo, sui giornali è apparsa la pubblicità del libro scritto dal papà di Eluana sulla dolorosa esperienza della figlia; una vicenda da cui qualcuno trarrà, dunque, anche dei vantaggi economici. E questo è l’aspetto più triste di tutti, quello che uccide Eluana una seconda volta.
Nel tentativo di farmi pensare alla chiesa cattolica ed alla sua agiografia in maniera spensierata e simpatica, in tenerissima età, la mamma mi aveva insegnato una filastrocca umbra in cui un saggio e scafato san Antonio si burlava di un diavolo pasticcione che veniva raggirato nei modi più bislacchi. Sono passati quasi duemila anni (Antonio nasce in Egitto nel 251 dc) ma il diavolo sembra sia rimasto un bel cojone ma almeno adesso non si sente solo perché ha qualcuno come lui con cui parlare.
Ma che simpatico vecchietto

1942, per le strade di Danzica un polacco cerca rifugio in un vicolo per sfuggire alle SS che lo stanno braccando. Un rumore di troppo e un tedesco si accorge del rifugio di fortuna e imbraccia il mitra pronto a sparare.
Il cielo di apre scosso da un tuono fragoroso e una possente voce echeggia dall’alto:
“Ferma!!! Questo giovane polacco un giorno sarà Papa, risparmia la vita del mio figlio diletto Karol” “e io?”, chiede il nazista, “tu pure Joseph”.
Il simpatico vecchino che settimanalmente si affaccia dal balcone di un immobile di prestigio ubicato in borgo pio a Roma ne ha appena combinata una delle sue.

(nella foto di repertorio, l’anziano svampito che cerca si spiccare il volo come superman o che millanta le dimensioni dei suoi attributi virili)
Spinto dalla nostalgica voglia di riabbracciare qualche vecchio commilitone per abbandonarsi ai ricordi, il santo padre ha appena riammesso nel seno della chiesa romana i quattro (ricchissimi) cardinali scismatici Lefebvriani scomunicati per ragioni a me sconosciute e che mi stanno a cuore quanto le sorti di Emanuele Filiberto a “ballando sotto le stelle”.
Premesso che ognuno è libero di scegliersi come vuole i compagni per la briscola e il tresette (e lodo la prudenza di selezionarne quattro per premunirsi contro defezioni dell’ultimora) qualche piccolo dubbio mi viene in merito all’identità di una delle pecorelle smarrite ossia Richard Williamson.

L’ardito prelato (nella foto in una riunione di famiglia con suo cugino Erick Priebke) si è lasciato andare a interessanti rivisitazioni secondo cui nessuno ebreo sia stato ucciso con le camere a gas e che il numero dei decessi è sicuramente gonfiato tant’è che non più di 200 mila persone sono morte nei campi di sterminio durante la guerra.
A parte qualche banale considerazione del tipo “perché duecentomila so’ pochi?” oppure “morti si, ma pulitissimi viste tutte quelle docce”, sono certo che l’indignazione furente del santo padre si abbatterà al più presto sul discolo inglese perché nulla fa incazzare di più un tedesco di un buon lavoro non riconosciuto!
Ps
Santità, prometto che se alla prossima udienza in vaticano (anche privata) a ‘sto sputo d’uomo gli da una pizza forte con tanto di anello vengo in chiesa per un anno per riconciliarmi con la mia parte cattolica ormai in via di dissolvenza
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