Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Paragoni difficili

Il tema dei post, nelle intenzioni originali, sarebbe dovuto essere sempre di carattere cinico/ironico/goliardico. Non sono mai riuscito a prendermi troppo sul serio perciò preferisco affrontare le cose in maniera tangente che frontale, anche se come le rane mi piace gonfiare il petto per fare un po’ di cagnara.
Saltuariamente però capita qualcosa di straordinario, nel senso puro del termine, che fa saltare il banco e induce a riflessioni serie che stavolta mi va di condividere.
Ieri mia madre mi ha regalato una foto di quasi 20 anni fa, una foto dei miei nonni, ancora in buona salute, sorridenti ed abbracciati come due quindicenni alla prima cotta dopo 60 anni di matrimonio.

 

nonni.jpg
Oltre alla commozione naturale per due persone veramente un metro sopra la media, che non ci sono più, la foto mi ha fatto pensare ai modelli che ci ispirano.
La domanda è: dobbiamo inseguire risultati eccellenti sempre e a qualsiasi costo? Quand’è che l’utopia deve cedere il posto al realismo?Milton sosteneva che è meglio regnare all’inferno che servire in paradiso.. forse è possibile una dignitosa posizione di quadro fra le nuvole?
Aldilà di modelli vincenti pubblicitari di cui me frega poco, ricevo stimoli positivi, soprattutto dalla famiglia, che pongono traguardi belli tosti e ogni tanto guardando quanto sono lontani manca il fiato.
Il disagio maggiore nasce considerando che comunque tutti noi siamo partiti con un netto vantaggio su chi ci ha preceduti ma rischiamo di arrivare secondi per distacco.
Probabilmente abbiamo sempre creduto di avere tutto il tempo del mondo, tipo la lepre con la tartaruga, e ci siamo fermati a cazzeggiare perdendo abbrivio.
Se penso che, alla mia età, mio nonno era: fuggito di casa per imporre la sua volontà, laureato dando ripetizione la notte, sposato, messo al mondo un figlio e combattuto una guerra fra l’altro riportando a casa la pelle, direi che sono qualche passo indietro.
La cosa più facile da fare sarebbe dequalificare i traguardi dicendo che comunque certe cose fanno parte di un passato non riproponibile adesso (tipo la guerra, ma questa è una boutade) però visto che queste cose vanno di moda da un diecimila anni mi sa che è una gran cazzata in pienissimo stile “la volpe e l’uva” propugnata da un paio di generazioni di imbelli il cui maggiore traguardo è stato quello di portare le mutande fuori dai pantaloni o nella migliore delle ipotesi scrivere per ore in chat a una che abita due strade più in la e che ti racconta di essere la gemella perduta di Monica Bellucci quando le mancano solo i razzi di segnalazione per fare il canotto a bordo del traghetto per Olbia.
In finale tentare e magari fallire inseguendo un sogno è sempre meglio che accontentarsi di un pasto precotto e vale sempre la pena di tentare visto il premio in palio, alle brutte nel frattempo ci saremo goduti una bella illusione.

PS Una cosa che mi fa sorridere estemporaneamente è che tutte le citazioni di Esopo presenti nel post vengono proprio da mio nonno che invece di raccontarmi di Raperonzolo o di qualche altra sciacquapiatti salvata da un manichino di dubbia sessualità in calzamaglia turchese, amava raccontarmi le favole greche e le gesta degli eroi dei miti.
Grazie, sei sempre l’ispirazione che mi illumina quando fuori fa buio troppo presto.

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novembre 15, 2007 - Posted by | Editoriali

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