Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Vichinghi e Fantasmi

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La critica cinematografica di quest’oggi parlerà di due pellicole che difficilmente potranno interessare al pubblico femminile ossia Beowulf e 1408, due pellicole facili per una metà pomeriggio di svago innocente.
Sul giudizio del primo pesa purtroppo il fatto che una simpatica mano amica, durante la proiezione del film, abbia aperto la mia Smart provocando 70 euro di danni e 3 giorni di officina per rubare 4€ in spicci, un coltellino multilame e una ventina di cd tarocchi.
So che un critico serio e competente non dovrebbe farsi influenzare, ma essendo io carente sia in serietà che in competenza posso dire che l’episodio fa scendere la pellicola sotto la sufficienza.
Le aspettative per l’ultima fatica di Robert Zemeckis erano importanti e sono state in larga parte disattese. La storia prende spunto da quella che a detta degli storici è la prima forma di racconto scritto in lingua inglese. Considerando che noi possiamo miseramente contrapporre “la commedia” il primo commento sarebbe “Me Cojoni”, ma questo forse leverebbe dignità ad un mito molto classico che prevede un eroe, un paio di mostri e una strega un po’ zoccola.
In molti tratti la trama ripercorre i punti salienti della leggenda di Artù, soprattutto quando il possente guerriero baratta la sua integrità con una stantuffata ad Angelina Jolie, per poi confrontarsi in un duello all’ultimo sangue con il figlio della colpa giunto a vendicarsi (Artù, Morgana, Mordred, non vi ricorda nulla? Ma cacchio leggete di più!).
Purtroppo invece di picchiare e squartare come si richiederebbe a un serio vichingo il protagonista passa gran parte del tempo a chiappe al vento urlando “io sono Beowulf” come un ossesso annoiando mortalmente la platea.
L’amarezza è accresciuta dal poco sfarzo usato nell’ambientazione minimalista e dalla pochezza dei mostri affrontati, un drago cardiopatico e un gigante audioleso ucciso a cazzotti sull’orecchio lesionato dall’otite.
Il film è sconsigliato ma, se proprio dovete, vedetelo al cinema visto che sonoro e fotografia sono le cose migliori e sarebbe un delitto torturarle con un Mivar da 21”.
1408 invece è la trasposizione dell’omonimo racconto di Stephen King, tratto da “tutto è fatidico”. Come sempre la storia viene stravolta e annacquata (sfido io, fare di 20 pagine un film da due ore non è cosa da tutti) da derive buoniste in cui il bene supremo comunque la sfanga.
Uno scrittore di dubbia fama e dal talento sprecato si cimenta a passare una notte in una stanza, la 1408 appunto, di un hotel di NY per confutarne la fama di ricettacolo di spettri e cloaca del male.
Sfortunatamente i fantasmi nella stanza ci sono davvero e sono anche parecchio incazzati e scaraventeranno il malcapitato in una trappola ad orologeria destinata a ripetersi all’infinito e da cui si può evadere solo col suicidio.
Anche se raccontato così sembra una gran porcata il film è comunque un horror godibile per i non lettori del bardo del Maine, regalando qualche brivido di buon livello e qualche felice commento all’uscita dalla sala in attesa di alcuni titoli di riferimento della categoria come il remake di Halloween targato Rob Zombie (La casa del diavolo, La casa dei mille corpi) previsto per il nuovo anno dove si annunciano più teste mozzate che fiocchi di neve.
Visto che ho ricevuto critiche per aver detto che “Crash” è una zozzeria,  vi segnalo l’uscita della nuova fatica del suo regista ossia “Nella valle di Elah film antimilitarista sul dramma dei reduci dal golfo. Andateci voi e poi mi raccontate, a me mi c’hanno già fregato una volta anche se ne valeva la pena.
Prossimamente prometto un film per famiglie e uno che potrete proporre alla vostra ragazza senza dovervi vergognare.

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novembre 28, 2007 - Posted by | Mariani Consiglia

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