Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Remake Subliminali

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Le persone che mi conoscono di tutto mi possono accusare tranne che di avere gusti difficili (gradirei poche battute in merito).
Sebbene mi piaccia fare questioni per qualsiasi cosa, lo faccio sempre e solo per il gusto di fare casino e per il confronto ed ho una spiccata propensione alla bocca buona. Non esiste cucina che non gradisca, musica che snobbi e soprattutto film che non veda.
Andando al cine un paio di volte a settimana è quasi obbligatorio sapersi accontentare soprattutto se si è consapevoli di andare a vedere una pellicola non proprio memorabile. Per questo motivo non disdegno affatto i remake di vecchie pellicole, che magari non ho avuto la fortuna di vedere al cinema, specie se sono un tributo di un regista poco affermato a qualche mostro sacro.
Quello che mi fa incazzare invece sono i film con storie palesemente uguali successi abbastanza recenti e che non hanno nemmeno il buongusto di omaggiare gli sceneggiatori originali citandoli nel titolo.
In questa chiave parlerò oggi di due blockbuster su cui riponevo molte speranze ossia “I am Legend” e “American Gangster”.
Sul primo film c’è pochissimo da dire, la storia è identica (non simile, non “mi ricorda qualcosa”, ma identica) a “28 giorni dopo” di Danny Boyle.
Interamente girato in una New York regredita a novella Atlantide, per un paio d’ore seguiamo Willy Smith che bivacca per la città sfuggendo ad umanità resa feroce ed albina (minchia che maledizione!!) da una cura per il cancro.
Se vi ricordate il film inglese avvicinatevi al cinema solo in cambio di una sontuosa promessa sessuale o di un regalo importante, se invece foste all’oscuro di tutto potete andare relativamente tranquilli tenendo presente che i dialoghi sono un po’ carenti essendo il protagonista l’ultimo uomo del pianeta.
Altrettanto deludente, viste le attese, il nuovo film di Ridley Scott “American Gangster”. Di suo il film non è “Accio, accio” anzi lo consiglierei a tutte le coppie o a quelli che si vergognano ad andare a vedere “Alien Vs Predator” ma non hanno lo stomaco per i film Armeni in monocromo. Purtroppo avevo delle aspettative molto alte ed essendo un patito sfegatato dei gangster movie vedere Scott che scopiazza le ambientazioni di “Quei bravi ragazzi” e “Cop Land” mi ha fatto rodere il chicchero.
Denzel Washington è un cattivo fiacco e Russel Crowe ha una faccia (e una panza) da alcolizzato che nemmeno Gascoigne al suo ultimo anno di Lazio.
In due ore e venti veniamo immersi nella Harlem anni ’70 in cui il boss della mala nera più fregnone che si sia mai visto (due omicidi in tutto) mette su un impero del narcotraffico con l’appoggio cordiale della mafia cattiva quanto suor Paola. Praticamente sembra un film della Disney a parte simpatiche scene gratis di donne nude ed eroinomani.
Aridateme Joe Pesci che ammazza la gente con una stilografica.

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gennaio 22, 2008 - Posted by | Mariani Consiglia

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