Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Una piccola chicca

liberty.jpg 

Bastian contrario per natura, ho sempre tratto forza dalla diversità delle mie opinioni da quelle del popolaccio brutto e infame.
E’ per questo che la scena che mi si è presentata davanti alla fine della proiezione di “Cloverfield” conforta e conferma la sensazione di aver assistito a una gran pellicola. All’accendersi delle luci di sala la prima frase udita è stata: “Amo’ ma che c***o m’hai portato a vede (il verbo va pronunciato tassativamente tronco)?”  “ma che c***o ne so, me pareva bono”. Per rendere esattamente il tono, il dialogo deve essere effettuato tenendo in bocca una manciata di ghiaia provando anche a buttare giù un sassetto o due per aumentare il senso di malessere.
Di fronte alla mandria di ruminanti che usciva delusa dalla sala ho preso coraggio ed ho dato il voto, 7 pieno.
Il film ripercorre il filone del mostrone distruttore stile Godzilla ma in una chiave nuova che lo rende una piccola gemma nel genere. Per una volta non si segue più la storia del figaccione pilota di caccia che risolve tutto ma quella di persone qualunque che per tutto il film non fanno altro che correre per portare a casa la pelle e non si sognano proprio di confrontarsi col bestione di turno.
Stravolgendo le regole base dei film Horror\Mostruosi il film ci catapulta in una NY sotto scacco e praticamente rasa al suolo in cui due coppie fuggono come topolini in un labirinto di ansia e macerie.
Girato tutto in Handycam, cosa che dà qualche piccolo problema di nausea, Cloverfiled impressiona positivamente per pochi piccoli accorgimenti di buonsenso che di solito mancano ai protagonisti di lavori analoghi.
Primo, quando un mostro di 75 metri viene verso di te, comincia a correre che è difficile che ti stia riportando il frisbee.
Secondo, una galleria buia non è un posto furbo dove nascondersi quindi se trovi una luce accendila.
Terzo, se di primo acchito ti sembra di aver avuto un’idea stupida, non perseguirla, avevi ragione.
Completano un prodotto davvero ben fatto, una regia serrata, effetti molto ben fatti ma non strabordanti, un finale cinico e una bella parata di modelle in canottiera aderente che solleva sempre lo spirito affranto del fruitore medio.
In soldoni consiglio la visione a un pubblico, ahimé, esclusivamente maschile visto il genere di estrema nicchia.
Rimane però intatta la soddisfazione per una cosa fuori dal coro che merita di essere ricordata.
Buona visione

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febbraio 4, 2008 - Posted by | Mariani Consiglia

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