Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Morte alla critica

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Normalmente non dedico un post ad un unico film, però la pellicola di venerdì forse merita un’eccezione alla regola.Vi ricordate la pubblicità dell’olio cuore con Nino Castelnuovo che salta la staccionata?Ecco provate a rigirarla con i dialoghi di Moccia e la fotografia di “Vita Smeralda” ed avrete “Into the wild” di Sean Penn.Onestamente non so nemmeno perché abbia abboccato, tutte le recensioni puzzavano di fregatura  lontano un chilometro e una vecchia volpe da sala come me avrebbe dovuto precognizzare la montatura eppure ci sono cascato con tutte le scarpe.Se vi è caduto l’occhio su qualche recensione sui maggiori quotidiani avrete letto parole enfatiche che riportano a una fusione felice fra Kerouac e London rivisti da un genio visionario……. Ma andate affanculo!!!Tutto il credito che Sean s’era guadagnato sposando Madonna e impersonando l’avvocato Kleinfeld si è volatilizzato come una nuvola di venditori abusivi all’arrivo della municipale, sono amareggiato.La storia è quanto di più stravisto si possa raccontare: un pischello terrone figlio di una famiglia oppressiva dopo la laurea saluta tutti e se ne va a vedere il mondo.Detto questo seguono 164 minuti, lo scandisco c-e-n-t-o-s-e-s-s-a-n-t-a-q-u-a-t-t-r-o minuti, di paesaggi ripresi con una super8 rotta. Nel frattempo questo fesso brufoloso sparge perle di saggezza tipo “amico, l’amore è in tutto quello che ti circonda, vivi l’amore” o “fottitene dei soldi amico, sono la prigione di questo mondo ipocrita”, se aggiungiamo una collezione di personaggi stereotipati come la coppia di Hippie in crisi e il bifolco agricoltore col cuore d’oro avrete il film che difficilmente si farà sfuggire il premio come stronzata del 2008. Mancava solo Step e il lampione coi lucchetti per fare l’en plein dei luoghi comuni sulla ribellione dei “Jeovaneee” (non so bene come  mettere per iscritto “giovani” in maniera strascinata).A condimento del tutto, come al solito purtroppo, una platea di buzzurri che commentavano ululando estasiati ogni singolo fotogramma, ben felici di poter fare i pavoni all’indomani per aver visto un film consigliato dalla critica (“Neruda? Ha vinto pure l’Oscar è c’ha du’ palle così”, citazione da “le finte bionde”).Perla della serata la coppia che avevo dietro io, lei greca, lui bolso bancario che traduceva tutto fra cui la di lei richiesta : “amore, cosa è democrazia? Democracy! Ah grazie amore” santo dio sei pure greca che cacchio pensavi volesse dire, autolavaggio?

Sine commentari!

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febbraio 18, 2008 - Posted by | Mariani Consiglia

3 commenti »

  1. Bravo lei…e io che mi sono dovuto sorbire le terga pelose di moretti mentre si produce in una performance da Siffredi de noantri, completa di mugugni e sbuffi che manco due mufloni al disgelo…

    Commento di cosimo | febbraio 18, 2008 | Rispondi

  2. e io me so sarvato…

    Commento di andrea | febbraio 20, 2008 | Rispondi

  3. […] domenico letizia: […]

    Pingback di Blog Cinema » Morte alla critica | febbraio 22, 2008 | Rispondi


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