Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Ancora non ho trovato un perché

Questa è solo una nota a margine del post in cui provavo ad analizzare il mio (nostro) essere della Roma.
Fossimo stati una qualsiasi squadra di calcio ieri el Gardenero avrebbe rotto il naso a Materazzi con una gomitata, agguantato il pallone, lo avrebbe messo sul dischetto e ribaltato la porta  chiudendo il campionato con un rigore farlocco ma non sarebbe stato nel nostro stile.
Una domenica di tranquillità, magari velata da un sorrisino amaro figlio delle occasioni buttate al vento, sarebbe stato un regalo troppo importante per la psiche malandata di un romanista che credeva di averle viste tutte.

Invece agli undici metri si è presentato l’unico giocatore più sfigato di noi, bandiera di una squadra che della nostra iella ha fatto uno stile di vita ma senza la nostra connotazione goliardica. Gente che da sei mesi si piange addosso per uno scudetto stravinto che ancora potrebbe portare a casa senza sforzo, gente che invece di festeggiare l’anno passato s’è fatta sbattere in faccia la coppa con le orecchie dai dirimpettai, gente che ha perso un titolo giocando 11 contro 1 in uno stadio olimpico che tifava per  loro, gente allenata da una pazza isterica meshata con gli occhi a palla (non si capisce se per ipertiroidismo o per la sciarpa troppo stretta) e con un presidente che è la versione ricca del cavallo orazio, gente triste che facendo fede al proverbio non viene aiutata dal cielo.

Quindi ci ritroviamo al punto di partenza, anzi a un punto dall’arrivo, con sette giorni per sognare e fantasticare di quanto siamo forti e quanto ci meritiamo uno scudetto che ci verrà rapinato senza ombra di dubbio. Sette giorni di caroselli per un titolo che non abbiamo vinto e sette giorni per spiegare complotti cosi fantasiosi che in confronto l’assassinio di Kennedy e l’Area 51 sembrano le trame della recita di fine anno alla primina. Sette giorni di pressione minima a 290 e di pulsazioni col ritmo frenetico delle ali di una mosca intrappolata in un pugno.

Ci rivediamo fra sette giorni, con un tricolore sul petto o con un buco nel cuore da riempire gridando comunque di quanto sia bello “esse’ da a roma”

 

PS

Alemanno, non ti sognare di mettere i maxi schermi altrimenti sta cazzo di tirata scaramantica a che serve?

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maggio 12, 2008 - Posted by | Mariani e il calcio

1 commento »

  1. Nun c’è perchè!

    Commento di cosimo | maggio 13, 2008 | Rispondi


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