Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Menzione d’onore

In genere non mi piace sciacallare da altri siti, perché il lavoro va sempre rispettato però mi sembra assolutamente doveroso fare un’eccezione per il più grande genio che abbia mai calcato l’orbe dai tempi di Pitagora di Samo o Leonardo.
Per correttezza riporto prima il link della fonte corriere.it ma nel terrore che questo esempio mirabile di equilibrio e moralità possa essere sommerso dal susseguirsi delle notizie riporterò di seguito la notizia nella sua interezza.

IN SUDAN

Ladro di bici centrato da bazooka

Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg. 
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE – A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza»

Per chi non avesse praticità di armi anticarro o semplicemente fosse rimasto ancorato ad una obsoleta concezione di giustizia allego una foto dell’oggetto in questione.

Sarà a tutti quindi evidente che il novello Salomone per amministrare la giustizia abbia abbandonato la vetusta e biblica spada e sia ricorso a primo oggetto a portata di mano e che a Khartoum (chiunque potrà confermarlo) viene utilizzato quotidianamente per gli usi più disparati: dalla stampella per il bucato a mattarello per stendere la sfoglia della lasagna sudanese.
Resta solo da sperare che l’ottusità e la miopia dei magistrati locali (ah, Berlusconi ha sempre ragione), non tarpi le ali a questo airone del diritto che col suo esempio spinge tutti noi a volare alto verso i picchi più alti della legge e della sua interpretazione pragmatica.

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maggio 28, 2008 - Posted by | Editoriali, I Veri Geni

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