Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Pecoraro, rosica e schiatta

 

I Simpsons hanno marchiato a fuoco il fumettaro classico con il personaggio del proprietario de “la bottega dell’androide”: soprappeso, niente donne, abbigliamento approssimativo e un malsano attaccamento al proprio hobby da propugnare come dottrina.

Come per tutti i fanatici di una fede, il proselitismo è al primo posto nella lista delle priorità del fumettaro che ostinatamente prova a coinvolgere i suoi amici (se ne ha) nella sua passione.

In questo ha provato ad essere d’aiuto il cinema che ha massificato il supereroe rendendolo accessibile alla plebe (financo alle donne!!!!!) e riempiendo d’orgoglio il trippone in bermuda che sciorina miriadi di dati mentre garrulo scorta amici poco convinti al botteghino. Piccolo problema: i film tratti dai fumetti in genere fanno cacare più di un camion frigo rotto pieno di Activia scaduti.

Per decenni, a parte pochissime eccezioni, i produttori di Hollywood si sono accontentati di bozze di storie ridicole in cui bastava schiaffare un eunuco muscoloso in calzamaglia per attrarre marmaglie di ragazzini e rifilargli sòle clamorose.

Facendo una stima per forte difetto, ed attualizzando i prezzi, ho calcolato che nei 20 anni in cui mi compro i fumetti da solo dovrei aver speso  poco meno di diecimila euro e, avvalendomi di un eloquio non comune unito a pochissimi scrupoli ,per anni ho imposto, quasi sempre a quel santo martire di Gepi, visioni agghiaccianti di film come “Dare Devil” o “Ghost Rider”.

Quando nel 2003 Ang Lee propose una trasposizione di Hulk (da noi pronunciato ulk, anche se il wrestler che si chiama uguale inspiegabilmente invece è alk) pensai con gioia che il mio calvario fosse finito.

Come poteva toppare il regista de “la tigre e il dragone” nel realizzare un film in cui al protagonista è richiesto solo di devastare e ruggire ruttando? Forse allo stesso modo in cui il suo film successivo sulla frontiera e sui cowboy invece che di indiani sforacchiati parlava di recchioni? Eh si, in quel modo li.

Due ore di film intimista sulla diversità del mostro nei confronti del normale… una spaccatura di palle mai vista in cui le grazie di Jennifer Connely non mi salvarono dal sonno dei giusti.

Ieri però il mio riscatto. In una serata di grande cinema finalmente il verde è tornato ad essere sinonimo di furia e distruzione invece che di querule comari ambientaliste. Hulk rompe, Hulk spacca.

Da quando DC e Marvel hanno deciso di prodursi in toto le loro pellicole non ho più vergona a proporre agli amici i miei supereroi preferiti.

Così come Iron Man, Hulk è semplicemente ben fatto. Buona la scelta della trama fra le mille possibili, ottima quella dei protagonisti assolutamente in palla, grandiosi gli effetti speciali che vedono l’alter ego del professor Banner devastare città, favelas ed atenei e gradevolissimo l’omaggio al vecchio telefilm con una sigla vintage e il cammeo del buon Lou Ferrigno.

Per quasi due ore, un signor nessuno di regista (con tutto l’affetto per mio cugino “Danny the dog”  e “Transporter 2” non rimarranno nella memoria del pubblico) a dispetto di quello spocchioso di un cinese e della sua “montagna dei culi rotti” diletta un pubblico appassionato con spettacolari scene di battaglie campali, inseguimenti a perdifiato e intrecci narrativi poco complicati ma di sicura presa per una platea che altro non chiedeva che auto accartocciate e palazzi distrutti come castelli di sabbia sul bagnasciuga.

Pollice in su per un film semplice che riconcilia col genere ed ha anche il pregio di essere preceduto da tre trailers d’eccellenza che rallegreranno questo scorcio d’estate: Wanted, Hellboy 2 e la Mummia 3.

Cultura nun te temo!!!

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giugno 24, 2008 - Posted by | Mariani Consiglia

1 commento »

  1. un’onesta lettura del personaggio, senza svaccate: Hulk deve rompe tutto, sennò che Hulk è? Iron man, pur bellino, l’ho trovato troppo autocanzonatorio invece…Pecoraro credo che abbia apprezzato più i cowboy di ang lee del gigante verde…
    Molto carina la colonna sonora e davvero bravo Norton, indimenticato protagonista di La 25a Ora e The Illusionist, film graziato da un Duca Bianco in grande spolvero nei panni del “dio del fulmine” Nikola Tesla (Come dimenticare le Tesla Coil di Red Alert 2?)…
    Attendo con ansia di essere convocato per Wanted, Hellboy 2 e la Mummia cinese che mi pare molto, molto promettente.
    Daje

    Commento di Cos | giugno 24, 2008 | Rispondi


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