Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Il ritorno del grande cinema

 

Nell’ultima settimana, complice la fine dei tornei di calcetto, di poker e del crescere della misantropia che mi preclude l’accesso a disco lounge frequentate da guappi tatuati con pannelli solari al posto degli occhiali sono tornato al mio secondo amore, il cinema.

Al contrario degli USA, in cui l’estate è il periodo d’oro, nel nostro paese la programmazione estiva è di norma dedicata a repliche e zozzate poderose a maggioranza horror o comunque porcherie generalmente etichettate come “roba da pischelli scemi”.

Visto che mi colloco assolutamente nel target sopraccitato e che di solito mi accompagno con più ragazzini (mentalmente) di Michael Jackson, non ho avuto alcuna difficoltà per trovare complici per una tripletta di prestigio, Funny games, Wanted e Hellboy II. Tre film non per tutti, ognuno a suo modo, che possono affascinare o deludere. Per me sono sempre e comunque soldi ben spesi.

Sul gradino più basso del podio “Funny games” remake americano di una produzione anni ’90 inglese con una storia raschiata all’osso ma efficace: una coppia di ragazzi dall’aspetto pulito si introduce in ville fuori mano per trucidarne gli occupanti come in un macabro gioco.

Ho sentimenti contrastanti in merito alla riuscita dell’esperimento che se da un lato scuote abbastanza con scene raffinate di violenza animale e rompe alcuni cliché come quello che proibisce di nebulizzare bambini sulle pareti di casa a colpi di doppietta dall’atro pecca di eccessi stilistici (odio quando gli attori parlano in macchina) per scimmiottare il glamour di arancia meccanica riuscendo invece più simile alle sequenze di Benny Hill quando da le pacche in testa al vecchietto.

Wanted invece è fico e basta. Un film di nicchia, uno spara-spara vecchia maniera in cui la storia è pretestuosa e serve solo ad evitare una sequenza ininterrotta di pistolettate, teste che esplodono e arti che volano. Giusto per dovere di cronaca accenneremo la trama che narra di un ragazzo ossessionato da malattie e vessato dai superiori che scopre di essere erede (in patrimonio ed abilità) del più grande assassino del mondo. Gli ex colleghi del killer lo proiettano nel loro mondo dove si integrerà meravigliosamente sforacchiando bersagli umani come al tirassegno del Luneur. L’unico neo di questo film, in cui si assistono a scene di lirismo macellaro puro come quella in cui il  protagonista fredda un uomo con una pistolettata in bocca e poi continua a sparare dal foro aperto nel cranio, è di aver stravolto la storia originale che fa di Wanted il miglior fumetto Marvel degli ultimi anni. Grande nota di merito per le Natiche (il maiuscolo è doveroso) della Jolie esibite con sapienza dal regista che le usa come panacea quando il ritmo rallenta.

Ultime parole per il secondo episodio di HellBoy, “l’armata doro” che, anticipo subito, è un film fortemente sconsigliato alle masse.

Sebbene mercoledì la sala fosse gremita dalla solita marmaglia pronta alla fila per risparmiare due euro sul biglietto da reinvestire nella suoneria del merdoso gatto che canta, non credo che l’opera incontrerà il favore del pubblico.

Ho percepito persino nei miei fidi accompagnatori una certa nota di perplessità per qualcosa che più che un film è una sequenza di visioni fantastiche dove Guillermo del Toro replica le magie de “Il labirinto del fauno” con una parata di colori e immagini da far venire i brividi.

Hellboy è un demone allevato dagli uomini ed assoldato dai servizi segreti americani per risolvere i problemi legati al paranormale con l’aiuto di altre creature fantastiche. Questa volta l’avventura si svolge quasi integralmente nel mondo nascosto in cui le creature magiche si sono ritirate per ripararsi dagli umani e dal quale, un ‘niticchia incazzati, sono intenzionati a scappare per riconquistare la terra grazie all’inarrestabile armata d’oro formata da robot indistruttibili che ricordano un po’ le schiere di automi di Kyashan.

Per me il film è semplicemente favoloso, nel vero senso del termine, una favola continua di sorprese e meraviglie che ricorda molto l’unico film capace di rompere il binomio inscindibile Orso d’oro = cazzata mortale ossia “La città incantata” e lo consiglierei a tutti… poi rimango in fila 1 ora a ponte Milvio per la fila delle selezione dell’isola dei famosi e spero solo nella piena del Tevere.

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luglio 18, 2008 - Posted by | Mariani Consiglia

1 commento »

  1. oltre alla mummia cinese abbiamo altre perle in arrivo?

    Commento di Cosimo | luglio 18, 2008 | Rispondi


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