Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Barlumi di speranza

Un tempo quando un visionario voleva attrarre la masse, si recava al foro o al mercato di una grande città, si issava su un pulpito, su un palco o su una colonna e cominciava a predicare nella speranza di fare proseliti.

Sebbene l’idea di farmi arrestare per aver urlato a degli sconosciuti coperto con un lenzuolo mi abbia accarezzato le meningi, ho preferito affidare i miei pensieri stanchi alla deriva di internet per poter procrastinare il più possibile la mia inevitabile deportazione nelle patrie galere e rendere più agevole il compito ai magistrati accumulando un bel filotto di reati che vanno dalle ingiurie a capo di stato (SCV) alla corruzione di minore passando per apologia di reato.

Dopo la pubblicazione di “le grandi opere” ho ricevuto molti commenti divertiti, generalmente in chiave “ma guarda un po’ ‘sto matto”, di una nutrita schiera di affezionati lettori che si collocano sotto la categoria “progressista che s’è rotto le palle”. Mentre però di solito era palese la loro bonaria disapprovazione per le farneticazioni del mancato dittatore del mondo stavolta m’è sembrato di cogliere un tono possibilista. Dopo anni in cui comunque i miei vaticini rimanevano isolati e guardati con un filo di sospetto ho cominciato a vedere un barlume di speranza.

S’è acceso un fuoco in fondo al tunnel della rassegnazione della gente buona, inerme di fronte all’avanzante sciame di guappi e vajasse la cui ambizione massima nella vita e comprarsi il SUV con l’idromassaggio e il plasma sul tettuccio. Il fuoco della rabbia.

Gente per bene, mite che inspiegabilmente mi frequenta mi ha confessato che quando la responsabile dell’help desk dell’aeroporto per comunicare il proprio rammarico per lo smarrimento del bagaglio ha usato la frase “Aridaje, ma lo vo’ capiì che dei bagagli nun se ne occuppamo noi” la mano è andata alla cinta alla ricerca della pistola per porre civilmente fine alla conversazione.

Altra gente m’ha confessato che quando il responsabile dell’autosalone che gli aveva truffato 600€, alla sua domanda sullo stato del rimborso, ha risposto: “oddio me so’ scordato scusa, ma sai ce la vediamo fra giovani” la tentazione di imboccare nella vetrina è stata più che un breve fremito.

Alfiere di questo nuovo corso di ribellione al trucido, alle mutande di fuori e agli stabilimenti con gli altoparlanti che invitano all’applauso al tramonto scandito dai gong (http://www.singita.it/ita/index.htm e poi andate a preparare le molotov) è il signor Carlo protagonista del sensazionale video blog omonimo realizzato con una qualità davvero sorprendente per essere un prodotto non professionale.

http://www.youtube.com/user/eurobrome

Uomo squisito, grande affabulatore di folle, come un novello Terenzio, castigat ridendo mores (e se non sapete cosa vuol dire siete sul blog sbagliato) con pillole di cinque minuti su argomenti variegati e sempre pregni di significato.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscere questo grande artista nonostante sia il padre di uno dei miei più affezionati lettori e condivisori di fregnacce cinematografiche, Robertolamicodemicugino, ma spero un giorno di potermi confrontare con questo intelletto superiore per stringere un sodalizio e dare scacco ai troll che assediano la mia città.

Il tappo sta per saltare, bisogna solo stabilire se per riappropriarci del mondo di superficie ci sarà bisogno di uno sgrullone o basterà aspettare che le rate delle finanziarie (Ciro, ti ricordi di me?) riportino allo stato schiavi per le miniere di sale la feccia affiorante.

Daje Carlo fammi sognare.

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luglio 22, 2008 - Posted by | Editoriali

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