Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Esondazione

Per superare l’uggia legata a questa estate lunga con poche ferie ho approfondito la frequentazione di multisale climatizzate accompagnandomi con altri randagi d’agosto.

Si fa un gran parlare del cinema d’estate, di come la qualità dei film sia molto migliorata, di come non sia più come una volta, quando al periodo più caldo erano destinati solo gli scarti della distribuzione…. Un paio de ciufoli, ad agosto di solito esce una fiumana di mondezza che sommerge chiunque si avvicini al grande schermo.

Visto che però io sono di bocca buona, la novena infinita di horror in super8 e film per famigliole invece di scalfire il mio entusiasmo lo ha amplificato portandomi a vedere in poco più di 10 giorni dopo ferragosto ben quattro pellicole.

Il post però non è ad indirizzo cinematografico per cui mi limiterò ad alcuni flebili commenti su tre delle succitate opere per approfondire meglio la quarta per un motivo che sarà alfine comprensibile.

Se avete un po’ di ironia o una marmaglia di marmocchi è obbligatorio che voi visioniate “Kung fu Panda”, deliziosa nuova opera della Dreamworks sul classicissimo canovaccio dei cartoni: sfigato  preso per il culo diventa eroe e salva la ghirba a tutti.

Se invece avete un po’ di amore per i vostri testicoli lasciate perdere “le cronache di Narnia: il principe Caspian” che è una rottura di palle senza fine, molto meno curato del primo capitolo della saga, doppiato da una comunità di tossici terminali e diretto da una suora di clausura direttamente dalla cella del monastero vista la pochezza del risultato.

Assolutamente da vedere invece “Io vi troverò” (“e vi farò parecchio male”,  avrebbe dovuto proseguire il titolo) con uno straordinario Leam Neason nella parte di un attempato agente dei servizi segreti a riposo che, nel tentativo di recuperare la figlia rapita per caso, rade al suolo Parigi facendo più morti dell’epidemia di spagnola di inizio ‘900.

La tripletta è stata porta al poker dal più classico dei film post atomici “Doomsday”. Non è che il trailer m’avesse convinto un granché ma l’insistenza di mio cugino (che poi non riuscito a entrare nella sala a causa di una laocoontica lotta con la capote della sua smart sfortunatamente vinta dal mezzo meccanico) aveva piegato la mia riottosità.

Il film è una bella bufala che unisce tutti i film mai prodotti in materia (28 giorni dopo, fuga da NY, mad max, the reign of fire, l’armata delle tenebre e tanti altri ancora) in modo semplice e scorrevole regalando qualche scena originale ed infiniti spunti da riportare nel mondo moderno.

Dopo domenica infatti, dopo Roma-Napoli, a detta di qualsiasi organo di informazione il nostro paese è stato ufficialmente classificato come zona di guerra denuclearizzata invitando i cittadini a non uscire di casa e a chiudere le figlie pubere nelle cantine aspettando l’inevitabile arrivo del giorno del giudizio.

Come sempre in questi casi sono i vecchi rimedi quelli che funzionano meglio per cui mi sono fatto un giro in tram ed ho raccolto perle di saggezza che in stragrande misura sembrano proprio uscire dal succitato film catastrofico e che riporterò d’appresso nella speranza che qualche risoluto dittatore riesca a porle in essere.

Purtroppo il campione demoscopico non coinvolge una fascia abbastanza ampia di categorie ma sono certo che il volere delle massaie con la sporta piena di porri e peperoni gialli non sia stato condizionato dagli accadimenti della settimana prima e che il fatto che la totalità dei commenti fosse indirizzata contro i tifosi partenopei fosse solo un caso.

Avendo io un numero cospicuo di ancestori di quei pizzi mi limiterò ad esporre i desideri del popolo (Vox populi, vox Dei) senza esprimere o quasi giudizi personali visto che alla fine sono un mezzosangue e come tale inviso ad entrambe le culture.

Al primo posto dei provvedimenti richiesti con urgenza dalla folla c’è un’opera di grande ingegneria civile che prende spunto dal vecchio testamento (perché la folla è anche religiosa e sa cogliere frutto da secoli di erudizione cristiana): la colata di fuoco mediante canale sotterraneo dal Vesuvio.

Questa soluzione, caldeggiata dalla stragrande maggioranza delle occupanti del tram “8” presenta vantaggi sconfinati fra cui: la possibilità di realizzare un grandissimo spettacolo televisivo sfruttando la meraviglia del contrasto di colori fra l’azzurro del golfo e il rosso caldo del basalto fuso ridicolizzando i cinesi e la loro cerimonia di apertura dei giochi, l’occasione di allargare l’Autosole A1 in un tratto storicamente difficile per il traffico e la creazione di un nuovo parco archeologico per i nostri pronipoti che fra duemila anni avranno la possibilità di fruire di una nuova Pompei raddoppiando l’offerta turistica.

Le altre soluzioni, meno estremiste, trascuravano la città e si concentrandosi maggiormente sui suoi figli al seguito della squadra.

Una delle più brillanti idee prevedeva la deportazione complessiva degli esponenti del tifo organizzato al centro della foresta equatoriale africana dove questi virili e indomiti combattenti si sarebbero potuti confrontare con i guerriglieri di terre ospitali come la Liberia, lo Zimbabwe o l’Angola e verificare se le aste delle loro bandiere sono competitive quanto i macete dei locali.

Quasi tutte le altre soluzioni invece auspicavano un utilizzo dello treno stesso come veicolo di redenzione. Alcuni immaginavano di piegare i binari verso il mare ed aspettare che i vagoni si inabissassero nel Tirreno, altri avrebbero preferito prolungare la tratta fino ai campi di lavoro in Germania fortunatamente preservati dalla competenza del popolo tedesco che se fa una cosa la fa per farla durare.

La mia soluzione personale consisteva nel bloccare il convoglio all’altezza della piana di Fondi con le porte chiuse, srotolare delle manichette ed aprire i rubinetti e fermarsi ad osservare il livello dell’acqua che saliva. A corollario una decina di migliaia di vespe dell’Amazzonia potrebbero essere introdotte nei condotti dell’aria come simpatico diversivo per coloro che preferissero la porzione di spazio non ancora raggiunta dall’acqua. Mio cugino che invece ha il cuore buono e sa come i campi riarsi abbiano bisogno di essere irrigati riteneva più opportuno introdurre nei vagoni un centinaio di cani affamati per vedere se la necessità d’affetto fosse più forte dello stimolo del cibo, una specie di pet terapy estremizzata insomma.

Aldilà della volontà popolare sono comunque abbastanza certo che in un tempo brevissimo i nostri governanti sapranno trovare una soluzione al problema altrettanto fantasiosa e spensierata, non solo per i tifosi partenopei ma per chiunque voglia allontanarsi dal proprio domicilio senza il preventivo assenso del ministero degli interni visto che nel movimento si nasconde il germe della sedizione.

Il problema è che sono consapevole che col culo che c’ho alla prima trasferta sarò preso e deportato come vandalo per aver comprato una rustichella senza il salvacondotto del podestà, regalando alla mia povera mamma un titolo sulla gazzetta del tipo: “Ingegnere al venerdì, teppista la domenica: i frutti della degenerazione dei valori”.

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settembre 5, 2008 - Posted by | Editoriali

1 commento »

  1. Si dice Ministero dell’Interno…

    Commento di Eleonora | settembre 8, 2008 | Rispondi


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