Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Un passo avanti!

 

sagrestano
Troppe volte, per una sorta di snobismo culturale largo e profondo come il gran canyon, ho riversato pensieri malevoli e superficiali sulla chiesa cattolica (a dirla tutta più sui suoi illustri esponenti che sull’istituzione in se) per un suo scadimento in termini di performance.
Non essendo addentro ai contenuti, mi sono sempre concentrato sulla forma corrucciandomi per la perdita di smalto del Santo Padre rispetto ai suoi predecessori.
Giulio II mosse guerra a Firenze per lo sfizio di avere Michelangelo a Roma, Bonifacio VIII inchiodava le lingue dei suoi detrattori alle porte delle chiese come goliardico monito e quando ho visto il sacrestano di Vigevano aspettare i fedeli alla messa della domenica con una svastica al braccio mi sono detto: “questa è proprio l’occasione giusta per un revival, per ritirare fuori dalle segrete di Castel Sant’Angelo la vecchia garrota o lo schiaccia pollici.”
Ho atteso in silenzio la prevedibile ondata di sdegno ma quando nelle navate della basilica ha cominciato a riecheggiare un sommesso fischiettio di Lilì Marlene, ho compreso di aver preso una cantonata.
Il fatto però non era ne così nuovo ne così grave, oddio magari per qualcuno un Papa che non squarta uno del genere e ne appende le carni alle porte della città potrebbe essere un fatto grave ma mi rendo conto di essere antiquato, per cui stavo archiviando il tutto infiocchettandolo con le maledizioni per essere nato nel paese o quantomeno nell’era sbagliata quando la Tv mi è venuta in soccorso al grido di “mal comune, mezzo gaudio” facendo apparire il pontefice mite e coccoloso come Zum, il delfino bianco del cioccolato Galak.

zum
Con la coda dell’occhio, sul punto di abbandonarmi a Morfeo, ho intravisto un vegliardo che farebbe fare il segno della croce all’imperatore di guerre stellari incrociato con Stalin.

Approfondendo, ho scoperto che questo quinto cavaliere dell’apocalisse appiedato risponde la nome di Fred Phelps, professione pastore calvinista con l’hobby degli anatemi.

Il tono e gli argomenti erano talmente stupefacenti che per i primi dieci minuti ho pensato fosse una parodia esagerata di questi papponi dai capelli turchini che lanciano lodi congiunte a Dio ed ai bonifici bancari su teletevere. Mai stato più lontano dal vero.

Fred senior, perché ha avuto anche la faccia tosta di riprodursi, è il fondatore di un sito che mira a riequilibrare il concetto di parità dei diritti sessuali negli stati uniti, godhatesfags.com, letteralmente “dio odia i froci”. Tanto di cappello.

Questa simpatica accolita di trombamaiali degli stati rurali USA gira la nazione manifestando di fronte a cliniche per l’aids, funerali di omosessuali e altri luoghi di svago con cartelli come quelli che potete leggere dabbasso.

godhates
Avvocato, alle primarie democratiche per il senato ha preso il 15% con un programma che prevedeva le lodi a dio per lo tsunami in Indonesia. Nei suoi scritti e nelle sue interviste il lucido reverendo definisce il suo movimento:

Antigay, antisemita, anticattolico, antiirlandese e.. antisvedese!!!
Resta per me misterioso come si possa coniugare l’odio per gli omosessuali e quello verso un paese composto mediamente da gnocche bionde con due pere così!

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maggio 8, 2009 - Posted by | Editoriali, Er cuppolone

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