Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Solo superstizioni (i meridionali sono sempre meridionali)

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Due anni fa, durante un umido viaggio attraverso la foresta del triangolo d’oro, ho avuto occasione di visitare una magnifica pagoda.
Fino ad allora la parola pagoda per me aveva come unico richiamo visivo quello della carta del mercante in fiera per cui mi sono avvicinato molto incuriosito allo “stupa d’oro”, un magnifico pinnacolo coperto dal prezioso elemento che riluce come un secondo sole nel tramonto tropicale.
All’interno di questo monastero è in vigore una tradizione. Il più anziano e venerato bonzo siede all’ingresso e ti stinge al polso destro un semplice bracciale di spago come segno ben augurante. Il visitatore dopo può esprimere tre desideri al Buddha che saranno esauditi se formulati con cuore puro. A dirla tutta, ho sempre avuto qualche dubbio sul nitore del mio animo, ma appellandomi alle diversità culturali ho sperato che l’illuminato scambiasse i miei peccatucci per stravaganze culturali.
L’anno era stato davvero pessimo: marette sentimentali, un lavoro che mi teneva in macchina 2 ore e una Roma che mi faceva tribolare. I tre obbiettivi quindi erano fin troppo facili ed dato fondo alle mie finanze ho illuminato a giorno il tempio con incensi fuomogeni tanto che dei tifosi turchi di passaggio l’hanno scambiato per l’Aly Sami Yen di Instanbul ingaggiando una fitta sassaiola con i monaci erroneamente presi per supporter del Galatasaray.
Sarà stato il classico meccanismo di marketing per cui al tossico nuovo dai la roba migliore, sarà il caso.. ma il simpatico pennellone sdraiato con pallino in fronte si diede davvero da fare.
Al ritorno ho avuto una specie di idillio romantico con farfalline nello stomaco, due mesi dopo ho lasciato il lavoro per uno meglio pagato e con molte più prospettive e la Roma si giocò il titolo agli ultimi 40 minuti di campionato. Davvero niente male.
Forte di un sereno 2,8 su 3 ho sempre trattato il bracciale con una cura a metà fra la devozione mistica e il terrore per l’ignoto che si potrebbe tratteggiare come l’ibrido di un anacoreta e la scimmia di 2001 odissea nella spazio. Sebbene sia esteticamente innegabilmente brutto (il braccialetto, non io) l’ho sempre portato con quella spocchia classica di chi mastica due spiccioli di spiritualità e guarda il mondo e pensa: “ma che ne sapete voi, volgo materiale” e ne ho avuto una gran cura presagendo grandi sventure in caso di danneggiamento irreparabile.
Sabato pomeriggio mi trovavo all’aeroporto di Vienna, pronto per il ritorno a casa dopo quattro giorni in Slovacchia passati a maledire l’embargo di serrande che mi aveva reso ancora più rincoglionito del solito a causa della mortale privazione del sonno (tortura usatissima da qualsiasi struttura di intelligence e terribilmente efficace).
Dopo 2 ore abbondanti di macchina, con la barba lunga e onestamente trascurato mi sono avvicinato al bancone della Austrian per la carta di imbarco.
La contemporaneità degli seguiti è quasi surreale.
Tendendo il passaporto alla gentile signorina ho guardato il braccialetto rompersi spontaneamente e cadere. Nello stesso istante le parole “mi dispiace, il suo posto non esiste più, cancellato”. Tre secondi e un rumore sordo, “tock” , ci ha reso noto che l’impianto di climatizzazione dell’aeroporto s’era rotto.
La temperatura intorno a me è aumentata istantaneamente di 11°, un po’ per il guasto tecnico un po’ per una febbre cerebrale che mi ha fatto rovesciare gli occhi all’indietro scagliando oscure maledizioni Tolteche  all’indirizzo della povera banchista.
Riavutomi dalla possessione demoniaca e pulendomi il rivolo di bava verde che mi pendeva dal lato della bocca ho provato a fermare il tremore del sopracciglio ed ho chiesto squisitamente: “mi scusi, cosa vuol dire cancellato?” “ah no signore, il volo non è stato cancellato” “volevo ben dire” “solo il suo posto è stato cancellato”

“….. (dissolvenza)”.

Evidentemente preoccupata dalla fiamma magenta che brillava nella mia iride destra la signorina si è affrettata a precisare: “purtroppo per motivi insormontabili abbiamo ridotto la capienza del volo e il suo posto non esiste più, però non si preoccupi con un piccolo scalo tecnico via Zurigo riusciremo a farla arrivare”.

Una volta appreso che questo simpatico scherzo mi avrebbe riportato a casa alle 23:25 invece che  alle 19 e 15 mi sono avviato verso il bancone della compagnia con lo stesso furore degli orchi di Mordor all’assedio di Minas Tirith ma non prima di essermela presa con parecchi protagonisti della tradizione cattolica, ingiustamente trascurando di essere stato abbandonato dal Buddha e non dalla mia religione originale.

Quasi rassegnato, ma avido di fondo, ho chiesto quale fosse almeno l’indennizzo previsto per il disguido. Un’altra signorina, meno cortese della prima, mi ha risposto che la compagnia non prevedeva indennizzi per problemi non prevedibili quindi era inutile fare l’accattone.
“Non prevedibili il cazzo” E’ stata la mia risposta, in italiano, ma deve aver capito abbastanza bene l’alto valore giuridico della mia affermazione, aggiungendo, in inglese, che o mi dava una giustificazione scritta e firmata o l’indomani avrebbe ricevuto notizie dai miei avvocati. Aldilà dell’evidente cazzata che avevo detto visto che avevo l’aspetto di uno arrivato con un gommone da un paese privo di acqua potabile, il tono imperioso e la dizione corretta (unito a un rinnovato aiuto celeste  grazie alle immani quantità di piccoli voti con cui ho disseminato la Cina a maggio) hanno misteriosamente generato un biglietto di business sul volo originale, le scuse sentite della compagnia e l’accesso alla lounge per un bicchiere di vino.
In conclusione, da tutta questa vicenda, ho dedotto che:

  1. Buddha per quando vago è riconoscente
  2. se tanto mi da tanto se vince lo scudo
  3.  per quanto a nord, gli austriaci rimangono i terroni dei tedeschi e in quanto ben più meridionale di loro so che basta fare lo spocchioso e dire “lei non sa chi sono io”
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luglio 7, 2009 - Posted by | Editoriali

1 commento »

  1. […] a maggio in cina aveva da sola fatto sballare le quote per lemissione di CO2 del paese asiatico. https://tuttologia.wordpress.com/2009/07/07/solo-superstizioni-i-meridionali-sono-sempre-meridionali/ Inutile dire che dopo il primo mese di campionato ho ricevuto una serie di pernacchie talmente […]

    Pingback di Spocchia quasi giustificata « Parole sfuse che costano meno | maggio 18, 2010 | Rispondi


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