Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Piccole soddisfazioni

Ho sempre provato una forte attrazione per i film di animazione. Per anni sono sgattaiolato nei cinema con qualche amico scemo quanto me, mischiandomi a turbe di piccoli bacherozzi a cui auguravo severe disfunzioni all’ipofisi per il loro baccano.
Il dover sempre litigare con vecchie nonne malate di gotta e i capelli turchini per non saper controllare il loro circo di bertucce  poi mi privava della sufficiente serenità per gustare lo spettacolo rendendo inutili i rischi che correvo abbandonando le aule universitarie o il posto di lavoro.
Poi è uscito “la città incantata”, ha vinto l’Orso d’Oro in Germania ed è passato il concetto che andare a vedere dei cartoni animati superata la pubertà non è per forza sintomatico di degenerazione sessuale , di essere Michael Jackson o entrambe le cose.
Per chi non avesse dimestichezza con le grandi manifestazioni della settima arte, di solito i film in cartellone a Berlino sono usati al posto cloruro di potassio per le esecuzioni dei pluriomicidi in Texas per cui l’affermazione di un film colorato e gioioso fu vista da molti come il primo segno dell’arrivo dei quattro cavalieri dell’apocalisse.
Da allora, con qualche fatica, riesco a farmi accompagnare da più amici in sala anche grazie al fatto che finalmente l’ultima proiezione utile non è più quella delle 16:30.
Proprio in virtù di questa estensione degli orari, nella giornata di venerdì, il mio cugino serio e posato megadirigente di multinazionale, quello che dorme sul divano dell’ufficio e che fa le teleconference la domenica di fronte alle linguine allo scoglio (ai molti non fregherà nulla, ma la tirata è dedicata all’interessato) mi fa: “frate’ andiamo a vedere Coraline in 3d?”.
Non m’è parso vero. Avevo perso il treno per la visione con gli altri sfaccendati e disperavo di avere una seconda occasione, tanto più che le critiche si erano rivelate tiepide ed ampiamente al disotto della mia fanciullesca eccitazione.
Cominciando dai titoli di coda.. il voto è altissimo, non 9 ma forse a 8 ci si avvicina senza grossi sforzi. Per me il film si piazza sicuramente sul podio assoluto nel 2009, primo staccato nella sua categoria e molto vicino al podio assoluto per l’animazione quindi se ne deduce che la famiglia Cutrì (autori delle succitate recensioni) di cinema non capisce una mazza.
La storia è molto gotica, con una piccola bambina insoddisfatta che migra in un mondo gemello in cui tutto è meglio che nella vita reale. Questo paese dei balocchi è un inganno intessuto da una “altra madre” che vuole divorare la sua anima per tenere la protagonista sempre con se.
Girato in stop motion (tipo i gatti Mio&Mao) il film è un’esplosione di luci e di colori.
Se Obelix era caduto nella pentola della pozione magica acquistando una forza senza fine, Neil Gaiman e Henry Selick (autore e regista) hanno attraversato l’atlantico in una tinozza di LSD rimanendo perennemente strafatti e riversando ogni goccia di allucinogeno nella pellicola.
Ogni scena è un’invenzione, ogni inquadratura una sorpresa. Tutto in una chiave assolutamente non convenzionale e sicuramente inadatta ai bambini (una madre che ti vuole cucire dei bottoni al posto degli occhi non è certo il viatico ottimale per una notte di sogni tranquilli). La tecnica del 3d aggiunge una spettacolarità non fine a se stessa ma utile a farsi trascinare senza riserve nel miglior altro mondo dai tempi di “Alice nel paese delle meraviglie”.
Chi non lo va a vedere al cinema perde uno spettacolo. Se poi non ci va perché danno le repliche dei Cesaroni in tv si merita Amendola come testimone di nozze che gli intona l’ave Maria di Schubert coi rutti.

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agosto 5, 2009 - Posted by | Mariani Consiglia

1 commento »

  1. CHIUSURA COL BOTTO!!
    AHAHAH

    Commento di gepi | agosto 11, 2009 | Rispondi


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