Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Ferragosto, il natale col mare

Immagine 026

Dotato di una spocchia degna di un principe russo decaduto, in genere disdegno le ferie estive. E’ abbastanza raro che cada nei tranelli dei viaggi agostani (a parte la benedetta trasferta al monastero buddista di cui ho gia parlato) e questa scelta si coniuga perfettamente con il piacere di dedicare almeno ferragosto alle tradizioni di famiglia che normalmente scanso se non quando  vengo adescato con un numero di portate pari ai decimali scoperti del P greco (64).

Come ogni anno il piano che avrebbe portato al sequestro della patente ed all’infarto intestinale era ben consolidato. Festa notturna a Gaeta cercando di rimanere vivi e di non essere ripescati a faccia in giù al largo delle coste tunisine e pranzo il giorno successivo nell’avito paese di Roccamonfina con la sfida di scoprire se le pareti del mio stomaco siano in grado o meno di sopportare le 5 atmosfere di pressione.

Purtroppo il viaggio in Tailandia del cugino Alessandro, anima nera, principe della vita notturna dell’agro pontino e storico organizzatore del baccanale, ha sparigliato l’oscuro disegno costringendomi ad abbandonare la prima parte del programma decuplicando quindi  le mie possibilità di giungere vivo ed incensurato alla fine della settimana.

La notte del 14 era stata quindi ridisegnata all’insegna della sobrietà di modi e costumi con una gustosa cena di pesce, magari un bicchiere di vino di troppo e l’idea di guardare i fuochi d’artificio sul mare. Grossolano errore.

A nemmeno metà cena, con l’orologio che segnava stentatamente le 23:00 il cielo si è rischiarato a giorno.

Era dai tempi della diretta di Peter Arnett da Bagdad che non vedevo una tale serie di scie luminose e razzi traccianti. Dando fondo a tutte le scorte delle armi di distruzione di massa sottratte agli iracheni, gli abitanti del basso Lazio hanno inscenato la ricostruzione storica del bombardamento di Dresda con centocinquanta (150) minuti ininterrotti di esplosioni, botti, fontane e un dispiego di mezzi degno dell’inaugurazione di un albergo a Las Vegas.

Passati i primi 20 minuti di sincera ammirazione il sentimento che è subentrato abbastanza velocemente è stata la rottura di coglioni, tanto più che in casa il cane e i gatti schizzavano contro i muri come le palline di un flipper anni ’70.

Faticosamente archiviata la pratica pirotecnica, per la prima volta da anni sono andato a dormire prima dell’alba consapevole che la giornata successiva avrebbe richiesto uno stato psicofisico degno ti un maratoneta (della fettuccina).

La mattina dopo, assieme al mio cugino stacanovista sottratto a fatica all’ufficio ed alla sua affascinate ragazza siamo partiti alla volta del paese per affrontare la solita benedetta inondazione di nonne, zii, cugini e oramai sempre più frequentemente di nipotini.

La fortuna principale del pranzo di ferragosto per noi rami secchi è che la bravura clamorosa ai fornelli di tutte le donne chiamate in causa è tale che alla fin fine noi passiamo bellamente inosservati dinanzi alla stratosferica prolificità di tutti gli altri cugini.

Di fronte alle 115 polpette di melanzane di zia Ninì, dei 2 vassoi di insalata russa da campionato del mondo di zia Marinella o della lasagna di zia Maria, qualche bimbo in più o in meno scompare.

Gradito ospite a sorpresa di quest’anno è stato un terzo sano di porchetta che faceva beatamente capoccella a metà tavolata.

Immagine 024Immagine 119
Non cito per decenza il resto delle innumerevoli altre pietanze che a metà pomeriggio mi hanno fatto somigliare a un pitone che avesse ingoiato una gazzella sana però per dare ai meno consapevoli il livello di difficoltà del pasto faccio presente che zio Giampiero ha portato in dono 0,3 metri cubi di mozzarella di bufala (l’equivalente della cilindrata di un centinaio di BMW X5) assorbendo da solo la produzione giornaliera del casertano.

Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato ritrovare in piena battaglia accanto a me mio padre che, vivendo una seconda giovinezza gastrica, si è schierato in prima fila di fronte al tavolo delle vivande sconfiggendo quasi da solo un temibilissimo gateau di patate dal peso specifico superiore a quello dell’uranio fissile.

Ad essere completamente onesti tutta la famiglia si è distinta per fierezza e spirito pugnace visto che a metà pomeriggio nessuno si è tirato indietro quando a tavola sono state servite le crostate per la merenda.

Una volta riacquistata la capacità di respirare senza rantoli e fattoci strada fra una serie di corpi riversi a terra ci siamo incamminati verso il mare per un bagno ristoratore che dando ascolto agli ammonimenti dell’infanzia avrebbe dovuto svolgersi a novembre visto tutto quello che s’eravamo mangiati.
A chiudere una giornata meravigliosa la visione di un piccolo capolavoro del cinema espressionista comperato (su mia istigazione) la mattina da mio cugino: Zombie Strippers. Film dalla trama semplice e toccante. Tette grosse e pioggia di sangue, come è possibile sbagliare?

Annunci

agosto 20, 2009 - Posted by | Editoriali

6 commenti »

  1. …dopo una descrizione delle tue, è come se fossi stato li con voi, ma se fosse accaduto, dati i miei ben noti dati di trigliceridi e colesterolo all’età di 37 anni (suonati) avrei dovuto pormi un freno che mi avrebbe fatto morire di rimorso, perciò forse alla fine è stato meglio cosi.
    Non vedo l’ora di mettere le mani su una testimonianza solida del tuo racconto, che non è la mozzarella di Zio Giampiero, ma le mozzarelle di Jenna (purtroppo solo da vedere, ma meglio di niente).
    A presto.
    a.

    Commento di cugino andrea | agosto 20, 2009 | Rispondi

  2. proprio un bel post, raccontato con molto più (sincero) entusiasmo di quello dell’anno scorso

    Commento di Anonimo | agosto 27, 2009 | Rispondi

    • vi dovete da firmare!!!!

      Commento di zemariani | settembre 2, 2009 | Rispondi

  3. viva jenna la bufala del sesso!!

    Commento di gepi | settembre 3, 2009 | Rispondi

  4. sei sicuro di volere le firme? potrebbero non farti piacere

    Commento di Anonimo | settembre 10, 2009 | Rispondi

    • Certo che sono sicuro! siete sempre tutti i benvenuti

      Commento di zemariani | settembre 20, 2009 | Rispondi


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: