Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Ferragosto fuori stagione

La scorsa settimana, durante uno dei soliti appuntamenti vitelloni fatti di cene da decatleti e film da subnormali, io e il mio cugino lavoratore avevamo maturato il desiderio di passare un fine settimana nella casa dei nonni nell’incantevole paese di Roccamonfina (Ce), luogo di inenarrabili leggende gastriche più volte narrate nei post di ferragosto. L’agenda della due giorni prevedeva uno studio puntuale della curva di crescita della panza in funzione dei metri cubi di pizza rossa ingurgitati, una riceca di indubbio valore internazionale che il New England Journal of Medicine ci aveva commissionato per il numero di novembre.
Con grandissima sensibilità abbiamo registrato le lamentele del cugino Andrea, purtroppo impegnato in un sabato musicale e toccati dalla sua richiesta di spostare il viaggio abbiamo risposto “Esticazzi” fissando la partenza per sabato mattina, ore 11.
All’altezza di Valmontone, l’Anas ci ha informato tramite cartellonistica che la nostra fuga non era passata inosservata e che eravamo attesi.
animali
Il problema più annoso dell’inizio viaggio è stato stabilire l’ordine dei pasti e capire quale dei ristoranti della zona fosse dotato di defibrillatore vista la bellicosa quantità di pietanze previste.
Fortuna ha voluto che nel reperimento di queste informazioni fossimo venuti in contatto con i cugini padroni di casa che, conquistati dal programma, ci hanno dato appuntamento per una serata prestigiosa fatta di vino rosso, pizza dello stesso colore, 1 chilo di mozzarella a testa, salalma fresca, dolci con annessa Romanella e partita della nazionale, un progetto partorito nel più classico film di Fantozzi.
Non sapendo come occupare le ore di febbrile attesa che ci separavano dal calcio d’inizio (incredibile scoprire quanto non me ne freghi una cippa dell’Italia da quando non ci gioca più il capitano), in attesa dell’arrivo dei parenti e spinti da un fortunale in stile “mago di Oz”, abbiamo veduto bene di occupare le 4 ore minimie per un pranzo meridionale nel prestigioso ristorante “Il castagneto” , aperto praticamente solo per noi, in cui abbiamo personalmente causato l’estinzione di alcune razze suine della zona.
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Il caso vuole che Il ristorante succitato non si chiami il castagneto per caso ma perché immerso nel verde di un meraviglioso bosco ricolmo del gustoso frutto.
Come dei veri accattoni ci siamo fermati per strada raccogliendo un sacco di castagne in 3 minuti e lordandoci come maiali di fanga ma felici per il frutto della nostra scorribanda e scoprendo al nostra vera vocazione agreste.
Le ventiquattro ore successive sono state passate nel fitto dei boschi ed hanno prodotto 4 casse di castagne grosse come mandarini che sono state distribuite ad amici, parenti e colleghi con una munificenza degna del miglior Achille Lauro.
Dovete sapere che per qualche stranissimo incrocio astrale a Rocca qualsiasi cosa è commestibile, come nella casetta di marzapane di Hansel e Gretel, persino l’erbaccia che cresce ai lati delle scale è menta per i Moito. In poche ore siamo riusciti ad accumulare derrate alimentari sufficienti per l’invasione dell’Asia minore e in gran parte frutto spontaneo della terra! A rinforzo di madre natura è venuta la sagra della castagna nella piazza del paese in cui, forti di aver avuto le castagne gratis, abbiamo comprato praticamente ogni oggetto esposto aggirandoci in evidente stato di ebbrezza.
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Come se non bastasse, a rimpinguare un bottino di guerra secondo solo a quello di Traiano di ritorno dalla Dacia, il guardaboschi cui avevamo commissionato l’acquisto di qualche fungo si è presentato con una cassa di ovuli e porcini facendocene dono in segno di riverito vassallaggio dicendo “Ingegne’, parlando di soldi mi offendete”. Non sia mai!!!!
Al mio arrivo a casa mio padre mi ha accolto con un entusiasmo riscontrabile solo nella letteratura russa o in qualche libro minore dell’antico testamento ma suppongo che il cabaret di fichi fioroni colti la mattina dall’albero abbia pesato un po’.
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ottobre 13, 2009 - Posted by | Editoriali

2 commenti »

  1. Ho problemi ancora a respirare…Sarà la quantità spropositata di pizza di Rocca mangiata oppure la torta con mousse di castagne e cioccolato fondente di cui mi son leccata anche il piatto??????? :):):):)

    P.s. Si vede benissimo dalla foto che sono tutte falsità…ero assolutamente sobria!!!!! :))

    Commento di Mari | ottobre 15, 2009 | Rispondi

  2. leggere l’intero blog, pretty good

    Commento di Ragraibia-online | novembre 7, 2009 | Rispondi


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