Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Las Cronicas Peruanas (Quarta parte) (Quasi serio)

Leggendo distrattamente gli episodi precedenti delle cronache peruviane risulta abbastanza chiaro come questo viaggio non fosse partito proprio sotto i migliori auspici.
Una volta però archiviato un terremoto e un’inondazione ero partito con l’ingenuo convincimento di aver placato la furia del fato.
Il giorno della partenza  per Arequipa, con i muscoli e soprattutto il morale dolorante a causa dell’ignominioso 6-3 patito dai bambini locali, avevo valutato con molto favore l’itinerario che ci avrebbe riportato sulla costa per una bella giornata si sole, mare e magari un bagnetto nel freddo pacifico.
Perso in un paesaggio maestoso in cui un deserto spietato precipitava nel blu dell’oceano ho incamerato senza entusiasmo una notizia fornita dall’autista colta in mezzo a una conversazione… “ah, potremmo incontrare qualche problema, la Panamericana è chiusa per alcune manifestazione dei minatori”.
Nella mia idea di pingue occidentale borghese una manifestazione rappresenta una rottura di coglioni che ti lascia tre ore in macchina per colpa di qualche migliaio di fancazzisti meridionali fuoricorso iscritti a lettere che sfilano per il centro imbrattando la città. A corredo di questo branco di mufloni stanchi c’è qualche finto Vip che vuole ripulirsi da un’accusa di consumo di coca e Grillo o la Guzzanti che insultano Berlusconi. E’ chiaro che con questi presupposti ho accolto la notizia mentalmente con un “chedupalle.. vabbe’ e che sarà mai?”. Grosso, grosso errore.
Una fila di camion di decine di chilometri avrebbe dovuto farmi capire che non mi trovavo a via Nazionale, Roma ma a Chalas, città mineraria del mezzogiorno peruviano e che uno sciopero da quelle parti è una cosa un po’ più seria, sia da parte dei manifestanti che da parte delle forze dell’ordine. Per lasciar comprendere a chi non abbia avuto a che fare con la giustizia sudamericana di cosa stiamo parlando dico solo che quello che resta di “Sendero Luminoso” è recluso con la chiave di cioccolato ad un altitudine di 4000 (quattromila) metri e tutte le volte che Amnesty protesta il reclamo viene accolto con la massima serietà dal ministro degli interni che non chiede di meglio per foderare la lettiera del suo gatto.
In ossequio a questa politica della distensione l’esercito il giorno prima aveva intensamente provato a dissuadere la folla con la dialettica, senso di responsabilità e fucili d’assalto semiautomatici per cui ci siamo trovati 10mila minatori a volto coperto e cinque feretri allineati al centro della strada. Salute.

Come ho già detto, in Perù anche un chierichetto sembra un assassino del porto di Marsiglia per cui lascio immaginare i volti di queste persone distrutte dalla fatica, dal cordoglio e dalla sete (ah si, per venire incontro ai manifestanti l’esercito aveva chiuso gli acquedotti). Fortuna vuole che queste persone fossero tanto truci quando gentili e che il massimo contributo richiesto sia stato qualche dollaro per comprare da bere e di parlare fuori dal paese del fatto che sono disposti a usare il veleno per estrarre l’oro per sfamare le famiglie a casa, tanto in una miniera mediamente muori prima dei 40 a causa delle frane per cui andarsene da sani gli pare una gran fregnaccia.

Sceso dal bus mi sono mischiato con la folla (mischiato è una parola grossa visto che risultavo omogeneo come una foca albina lasciata a morire in mezzo alla savana), mangiato una cosa al mercato perché a stomaco pieno si lotta meglio e provato a parlare con questa moltitudine polverosa che mi guardava con uno stupore genuino ed era contenta che un tizio così buffo circolasse per la città.

Con una dignità che non ho mai visto, l’oratore dal palco si è scusato per il disagio che ci stava arrecando e ci ha fatto passare. Purtroppo il megafono era orientato male e in fondo al corteo hanno pensato volessimo forzare il blocco e un sercio grosso come una testa di maiale è volato dritto sul parabrezza esattamente all’altezza del mio naso.. Ha rimbalzato.. Ora non credo di aver accumulato sufficienti buone azioni per avere diritto a questa grazia ma comunque prometto di impegnarmi di più.

 To be continued (si ritorna al cazzeggio)

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maggio 3, 2010 - Posted by | Editoriali

1 commento »

  1. “Quasi serio” eh ?

    A proposito di “Sendero” e Perù, ho recentemente letto “Abril rojo” (I delitti della settimana santa) di Santiago Roncagliolo (Premio Alfaguara de Novela 2006); già che l’esperienza di viaggio l’hai fatta (e nonostante te sei pure riuscito a tornare), se trovi il tempo di dargli un’occhiata magari mi potrai dire se è accurato.

    ciao,
    Fabio

    Commento di Anonimo | maggio 5, 2010 | Rispondi


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