Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Asincrono


Il vocabolario recita: “Detto di processo o cosa non coincidente nel tempo con altri processi o cose”  ma nella prossima edizione credo metteranno la foto della mia faccia all’ingresso del secondo padiglione del MAXII.
Nonostante sia ben consapevole dei miei limiti e delle mie mancanze non ho mai lesinato gli sforzi per provare ad ammorbidire il mio lato pragmatico. In una famiglia in cui l’arte intride l’anima dei miei cari io sono sempre rimasto ai margini, un po’ come un bambino con le rotelle applicate alla bici davanti al pavé della Rubaix, io che per fare un cerchio ho bisogno del bicchiere e della scatola dei pastelli colorati ne utilizzavo a stento 3 essendo pure daltonico.
Fortunatamente Roma è una città fatta di bellezza per cui anche solo passeggiando per il centro sono riuscito col tempo a sensibilizzarmi avendo però come voragine da colmare la questione dell’arte contemporanea, tema su cui la mia città è sempre stata carente. Ad oggi io sto all’arte del nuovo secolo come la formina a stella sta al buco triangolare. Incompenetrabili.
Ho valutato quindi l’apertura della nuova sede del museo delle arti del 21 esimo secolo come una grande possibilità da cogliere per sprovincializzarmi ed abbandonare quei pregiudizi reazionari che mi fanno considerare quadri solo quegli oggetti dipinti con dei pennelli e che rappresentano oggetti descrivibili a parole e non con i simboli usati nei fumetti di topolino per stilizzare le parolacce.
Spinto da tutte queste nobili ragioni ma soprattutto dal motore primo delle maschili sfere, l’insensata ricerca del gustoso Solanum Tuberosum meglio noto come patata, ho varcato i cancelli del museo ottimamente accompagnato con la circospezione di Harrison Ford nella scena dell’idolo nel primo Indiana Jones.
Il palazzo che ospita le esposizioni è un gioiello, chiunque ami l’architettura e l’ingegneria non può che rimanere affascinato da un intrico di linee di prospettiva flessuose, pareti bianche che si susseguono appena distinguibili solo per l’ombra che proiettano ed un senso di continuità negli ambienti che ricorda i quadri di Escher.
Sono riuscito a trovargli pochi difettk, pochi ma drammaticamente cronici ed alla lunga ne pregiudicheranno la bellezza e l’affluenza del pubblico.
Il primo è la scelta dei materiali (tipioco degli architetti.. non parliamo degli architetti donna), tutte le pareti sono di un bianco neve su una superficie porosa come un guscio d’uovo. Non passerà un mese prima che impronte di mani zozze di sugna e nutella facciano bella mostra ovunque accanto a scritte come “Tania zoccola” o “Acilia regna sulla..”. Già adesso le belle vetrate in controluce sembrano una padella per le zeppole vista la quantità d’unto che le ricopre per cui stante la scarsa attitudine alla manutenzione di questo paese a breve tempo il Maxxi somiglierà alla latrina di un autogrill.
Il secondo difetto.. è che come una latrina è pieno di cacca sparpaglata. Mi spiace, lo so, è da bifolchi.. ma dopo essere stato alla mostra di Caravaggio è difficile per me convincermi che un corda di capelli appesa al soffitto possa essere considerata un’opera d’arte.
Non c’è una sola sala in cui non sia esposta un opera che mi ha fatto invocare un regno del terrore in cui gli autori fossero sottoposti a castrazione mediante esposizione dei genitali glassati alle termiti rosse.
Nel salone d’ingresso c’è una vettura dell’800 con un latticino all’interno e sotto la scritta “mozzarella in carrozza”, nella sala accanto 8 plafoniere zincate piene d’acqua e moscerini disposte a casaccio, in quella seguente 1 milione di mattoncini di Jenga bruciati da un lato e dulcis in fundo un’intera sala piena dei miei lavoretti di tecnica delle medie con le proiezioni ortogonali di cubi e coni a carboncino su formato a4.

La cosa più grave secondo me non è tanto che chi realizza queste opere non sia appeso per i pollici sopra una solfatara in ebollizione ma le frotte di lettori del reader’s digest che ruminano per le sale annuendo per darsi un tono all’esposizione della guida che, fissandoli senza ridere, gli spiega come un tronco spennellato di miele rappresenti lo strazio dell’artista dilaniato dalla modernità… ed il mio di strazio che per vedere sta cosa ho pagato 11 euro?

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ottobre 11, 2010 - Posted by | Mariani Consiglia

14 commenti »

  1. Pescara 11/10/2010

    “Mozzarella in carrozza” mi sembra meritevole …
    (anche se mi ricorda un po’ la barzelletta di Pierino con la candela ed il water).

    Ciao e buona kultura,
    Fabio

    Commento di FabioR | ottobre 11, 2010 | Rispondi

    • chicago di notte?

      Commento di l'autore | ottobre 11, 2010 | Rispondi

  2. Questa è figa dai!
    PS
    Non sai andare in bici senza rotelle, non era una similitudine ma un’amara realtà :p

    Commento di AnOnIMa | ottobre 12, 2010 | Rispondi

  3. oddio che mi hai ricordato… faccio presente che c’era una foto, mica il fagiano vestito da sagittario in persona

    Commento di l'autore | ottobre 13, 2010 | Rispondi

  4. shhhhhhhhhhhhhh ha funzionato…..

    Commento di l'autore | ottobre 17, 2010 | Rispondi

  5. hihihihi continuo a postare a iosa, anche nonsense <3
    Buona giornata!

    Commento di AnOnIMa | ottobre 18, 2010 | Rispondi

  6. ma un giorno o l’altro se potrà capi’ chi sei? fra l’altro aspetto il mio cadeaux giapponese

    Commento di l'autore | ottobre 18, 2010 | Rispondi

  7. E c’hai ragione pure te, sperando che tu già non lo abbia annoverato nel frattempo nella tua buffa collezione :)

    Commento di AnOnIMa | ottobre 18, 2010 | Rispondi

  8. quindi sei anche entrata a casa mia.. e dopo tutto ciò ancora non ho capito chi sei..

    Commento di l'autore | ottobre 19, 2010 | Rispondi

  9. Anche in quella che se non ho capito male ora è casa tua, ma che da giovani usavamo per cene e festicciuole :)

    Commento di AnOnIMa | ottobre 19, 2010 | Rispondi

    • o signore mio.. un’amica di scuola.. getto completamente la spugna

      Commento di l'autore | ottobre 19, 2010 | Rispondi

  10. Sai che ultimamente “Acilia regna” hanno cominciato a scriverlo in rumeno?

    Commento di Il Cobra | ottobre 20, 2010 | Rispondi

  11. C’è una cosa carina, fino a domani, o domenica: Kubrick quando faceva il fotografo…

    Commento di Shar | novembre 23, 2012 | Rispondi

    • Sarò a rimpinzarmi di bollito e bagnacauda, meno culturale ma di indubbia soddisfazione

      Commento di Anonimo | novembre 23, 2012 | Rispondi


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