Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Romapatico


Vorrei essere una persona migliore. Chi non lo vorrebbe? Purtroppo non è così e mi tengo i difetti che ho nella speranza che lo sforzo in positivo a migliorarmi spinga la gente che mi frequenta per lavoro o per piacere (mistero) alla comprensione ed all’indulgenza.
Mi è abbastanza chiaro che in uno di quei film apocalittici dove il mondo resta senza controllo per 48 ore la fila alla mia porta potrebbe essere lunghetta per cui ho provato a mettere in atto alcuni stratagemmi di depistaggio come vivere nello stesso palazzo dei miei nella speranza che la folla inferocita si divida almeno al 50% e sono certo che mamma apprezzerà il ruolo istituzionale di protezione che le accollo.
Nella lista lunga e variegata dei miei difetti c’è uno spirito di competizione smodato ed ossessivo che ha sempre fatto passare brutti quarti d’ora ai miei amici e che rende il mio essere “signorino” un vezzo dolorosamente necessario.
Normalmente con il passare degli anni la foga dovrebbe acquietarsi, nel mio caso ha semplicemente smesso di essere penalmente perseguibile ma rimane ingombrante quanto un carro Tiger nel tinello.
Non sono quindi in grado di sedermi ad un tavolo di carte senza rischiare un ceffone o allacciarmi gli scarpini senza la minaccia di una lama in petto cosa che mi è stata effettivamente promessa in un torneo di ex alunni qualche anno addietro.
Martedì scorso ho compreso che presto dovrò ritirarmi dalle competizioni sportive che non siano i combattimeli clandestini di gatti randagi perché il mio mondo è popolato da persone per bene con cui sono miscibile quanto il castrol XT e l’acqua sorgiva. In una partita fra colleghi mi sono trovato a voler strangolare un compagno di squadra talmente buono da far sembrare Madre Teresa Pol Pot e tutto questo perché ridacchiava e sorrideva in un match che stavamo buttando al cesso. In un giorno normale della settimana magari sarei riuscito ad attenuare, non eliminare questa smania belluina ma ormai mi è chiaro che questi eccessi siano portati al parossismo da una ipersensibilità cronica che potrei chiamare con un neologismo “romapatia”.
Difficile spiegare a chi non vive questo incubo cosa voglia dire avvicinarsi allo stadio con un ansia montante che ti impedisce di sorridere e che ti fa somigliare a un pendolare fradicio di pioggia alla banchina del treno quando la Roma perde ma chiunque mi conosce ha imparato quanto sia molto meglio verificare risultati e classifica prima di attaccare conversazione il lunedì mattina.
Ho passato un ottobre orrendo, con sconfitte imbarazzanti in campionato ed in coppa e l’obbligo civile di stare muto come una salma di fronte a tutte le persone che ti guardano increduli e dicono..: “eeeeh ma che faccia lunga.. ma mica sarà per Roma.. ma non ci posso credere, dai che è solo un gioco”.
“IL CAZZO” penso fra me è me ma provo a celarmi al mondo civile adducendo scuse più credibili del tipo.. “no, no.. è che una zingara mi ha predetto che morirò di peste prima di Natale”
Nonostante questo spleen giallorosso ogni risveglio il giorno della partita è una sensazione bellissima. Quelle farfalle che ti volano per lo stomaco come la prima volta che l’amica di quella che ti piaceva in seconda media t’ha dato un biglietto con scritto “ti vuoi mettere con me (No) (Si)” e che ti fanno davvero sentire re alle campane della domenica mattina (o i vespri del mercoledì per la champions).
Domenica c’è il derby e da qualche giorno dormo 4 ore a notte. Nello stesso tempo non vedo l’ora che sia finita e che il momento della partita non venga mai.
Sarà un caso ma vivo in uno stato di frenesia ed ansia che mi fa sembrare un colibrì fatto di anfetamine. Per fortuna s’è vinto in coppa campioni altrimenti domenica sarei arrivato allo stadio scavando un cunicolo come il conte di Montecristo.
L’infermeria non ci aiuta, il bollettino medico lascia in campo una lista di alluvionati del Polesine che però amo con quell’amore insensato e puro che prescinde da tutto e forse è meglio che giochino proprio i peggiori ed i più bisognosi d’affetto e assoluzione.
A chi segna al derby tutto viene perdonato, come l’indulgenza plenaria. Sono due anni che difendo ed applaudo un giocatore come Julio Baptista che fallirebbe ad un colloquio per essere assunto come raccoglitore di cocomeri e tutto per una singola perla in un novembre magico.
Il primato di quell’altri ovviamente ha fatto si che persone che davo per scomparse, rapite nello yemen o morte per il colera si siano rifatte vive con battute argute, motti di spirito e chiamandomi cuginetto..  Laziale, chi ti si incula e chi te conosce.  Fortunatamente io di cugini ne ho di qualità e froci della roma peggio di me.
Ci vediamo domenica dentro allo stadio amici miei. Forza noi e laziomerda

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novembre 5, 2010 - Posted by | Mariani e il calcio

10 commenti »

  1. VINCERAI IL DERBY MA PERDERAI LA PARTITA SUCCESSIVA

    Commento di CASSANDRA | novembre 5, 2010 | Rispondi

  2. ce mette la firma… nun succede… ma se…

    Commento di Anonimo | novembre 5, 2010 | Rispondi

  3. ANCHE IO CE METTEREI LA FIRMA

    Commento di CASSANDRA | novembre 6, 2010 | Rispondi

  4. invece le vinciamo tutte e due e te do un sacco de botte cassandra

    Commento di zemariani | novembre 6, 2010 | Rispondi

  5. …..sono commosso ed emozionato per questo post, che come dicono quelli bravi su escortforum, “quoto” in toto. Davvero non avrei saputo scrivere di meglio.
    Non faccio naturalmente alcun tipo di pronostico ma vorrei solo rendere partecipe i lettori del mio dramma, ovvero che dopo 17 anni salterò il derby, non andrò allo stadio, non lo vedrò in tv, non lo sentirò in radio. Sarò a 15000 metri di quota, lontano, lontanissimo da questa prova da sforzo per cardiopatici. Un corso di formazione a Parigi mi ha messo in questa situazione. Scenderò e aspetterò il primo SMS, se sarà di un laziale tornerò qui e scriverò qualcosa in un italiano più stentato e a quel punto pol pot sembrerà madre Teresa e la lama in petto la rischierò io..

    Commento di Andrea | novembre 6, 2010 | Rispondi

  6. Ora sei nella fase che me voi menà.
    Guarda che se Totti capisce meno di Cassano non c’ho colpa io!!!

    Commento di CASSANDRA | novembre 6, 2010 | Rispondi

  7. Come noto ho in famiglia una quotidiana benevolenza dettata dal sentimento meno razionale tra tutti quelli inclusi nel set della sfera emotiva. In settimana di derby (che scrivo in minuscolo quando giocano loro in casa, cribbio!), tal benevolenza e tolleranza torna però alla originaria e sana barbarie. In questi giorni e in quelli a venire, comunque vada (e esiste un solo modo ammissibile) la sola frase condivisa è “ve spaccamo er culo”. La bellezza di questo rapporto è che questo sentimento è mutuo e condiviso. Quindi LORO MERDE DAJE LA ROMA!!!!!! E ricordate cuggi’: il romanista non piange mai. Noi abbiamo vinto come apriamo gli occhi la mattina! DAJE SEMPRE!!!!!

    Commento di Cugino Luca frocio de Roma | novembre 6, 2010 | Rispondi

  8. Cassandra.. cassano a casa del capitano sta accucciato accanto al water per fare lo scopettone del cesso

    Commento di zemariani | novembre 7, 2010 | Rispondi

  9. Ricordati che devi perdere mercoledì

    Commento di CASSANDRA | novembre 7, 2010 | Rispondi

  10. corca… la mia frase è stata..
    invece le vinciamo tutte e due e te do un sacco de botte

    Commento di l'autore | novembre 8, 2010 | Rispondi


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