Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Tifoso occasionale porti male

L’acqua è bagnata, il cielo è blu, le donne sono umorali e si, tifoso occasionale, tu porti male ed io ti odio!
I luoghi comuni, per quanto doloroso possa essere ammetterlo sono praticamente tutti veri. Quasi tutti siamo cresciuti con idee progressiste, moderne ma alla fine se l’oroscopo è favorevole siamo più contenti e se troviamo un quadrifoglio non lo acciacchiamo con la suola come faremmo con tutta l’altra erba del creato per cui perché continuare a fingere? Accettiamo queste grandi verità del creato e cacciamo dagli stadi questi loschi figuri che ci rovinano la domenica (o il sabato o il lunedì notte o il martedì o il mercoledì, cazzo ci rovinano la vita!!).
Per poter cacciare (nel senso di lance ed archi, non nel senso di espellerli) questi odiosi parassiti del calcio è innanzi tutto necessario riconoscerli per selezionare le esecuzioni e non incorrere in genocidi che potrebbero portare a spiacevoli inconvenienti giudiziari fra l’altro dovuti all’insensibilità delle istituzioni ai problemi sociali.
Aldilà della superstizione questa è scienza e come tale intendo trattarla, riportando  appunti ed osservazioni rigorose registrate dalla mia equipe di cui fanno parte i professori Valentini e Giudice, grandi esperti della materia.

Il tifoso occasionale si divide in moltissime sotto categorie, tutte spiacevoli. Talune sono talmente avulse dall’ambiente che le circonda da risultare evidenti come un’orca adulta in rosticceria, altre provano a mimetizzarsi con stratagemmi , spesso puerili, ma questo li rende ancor più nocivi come la gramigna in un campo di grano.
Cominciando con i casi più facili il primo enorme indizio è l’abbigliamento. Così come per decenni avresti potuto riconoscere un italiano anche nella valle di Josafatte il giorno del giudizio dallo zaino Invicta il tifoso occasionale si avvicina allo stadio acquistando su tutte le bancarelle che incontra 2 m3 di paccottiglia per agghindarsi come un ultrà, secondo la sua percezione del fenomeno. Sul viale del gladiatori all’Olimpico è possibile riconoscerlo dalle due sciarpe per braccio, la maglietta di sintetico scadente di solito con il nome di un calciatore ceduto 4 anni prima alla legione straniera, ed al posto del logo (nel nostro caso del lupo) un cane pastore investito da un’ape car che guaisce agonizzando (nel caso dell’altra trascurabile squadra dalla capitale sulla maglia ci sarà  una specie di tacchino implume). Non avendo alcuna familiarità con il luogo si aggira confuso con il biglietto in mano, trascinando per l’altra un’accompagnatrice vestita come Moira Orfei la notte delle nozze, chiedendo informazioni a pezzi e bocconi per tenere con la sua compagna il piglio da vero duro metropolitano, mi guarda e mi fa: “scusa, ‘o stadio?” ed io: “mah, non so, prova dietro a quell’enorme coso d’acciaio e vetro dove stanno entrando quelle 45 mila persone, magari ti dice culo, io sto andando a vedere lo Schiaccianoci” (accendendo un fumogeno).
Dopo aver perso 30 minuti del suo (e del mio) tempo ai tornelli provando inutilmente ad inserire il biglietto nella feritoia usando qualsiasi assetto consentito dalla geometria euclidea, compreso l’origami a forma di cigno, viene fatto passare dallo steward sconsolato  ed inevitabilmente va a sedersi nel primo posto che ritiene consono, sciacquandosi le balle di quelle rune che alcuni alieni hanno impresso sul tagliando e che si dica assegnino un seggiolino specifico (so’ ultra.. se sa che allo stadio se fa così).
Quando il legittimo proprietario si avvicina e reclama il posto il T.O. sbuffa e recalcitra invocando una non precisata legge della giungla per farsi maschio agli occhi della sua bella che ha già cominciato a farsi le unghie color sangue raggrumato con una spatola da carrozziere ma che inopinatamente lo invita a conciliare: “ eddaiamo’ chettefrega, tanto…”. La scena si ripete almeno 12 volte fino a che, rimbalzato da una fila all’altra inevitabilmente mi ritorna accanto ed interpreta questo come un segno del destino e mi elegge come suo fratello da spalto.
Al calcio d’inizio in simultanea la coppia pone due domande, lei a lui:. “’ni quali semo noi? Quelli bianchi? (NB la partita è Roma – Samp quindi gli unici bianchi sono i paramedici della CRI)” e lui, purtroppo a me: “ah ma non gioca Balbo? mortacci”.. sospiro.
Durante la partita sempre per sentirsi parte di un gruppo segue gli umori della piazza, urlando insulti casuali verso ignari passanti ed abbozzando cori che non conosce di cui strazia le strofe ripetendo fuori sincrono le ultime tre lettere di ogni parola.
Se il disturbo si limitasse a questo, giuro che non mi lamenterei troppo ma il problema sensibile è che il T.O. porta una iella implacabile. Quando lo stadio comincia a popolarsi di questo sottoprodotto della passione sportiva la sventura è dietro l’angolo. Pali, traverse, infortuni si manifestano in messe copiosa ed inevitabilmente arriva il gol a cazzo di cane della squadra avversaria e lì l’odioso individuo dà il peggio di se lasciando lo stadio con 38’ da giocare per non trovare traffico sulla via del ritorno e rientrare il prima possibile alla sua miserabile vita ma non prima di aver lasciato la sua sentenza: “lo vedi perché nun ce vengo mai? Ste pippe, so tutti mercenari, 70 euri, ‘cci loro” mentre io sono scosso dalle convulsioni e rischio di morire per aver ingoiato la lingua. Ti odio molto.

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ottobre 3, 2012 - Posted by | Mariani e il calcio

7 commenti »

  1. Ma davvero hanno fatto lo “Schiaccianoci” all’Olimpico? Mi è sempre piaciuto Stravinskij. E a proposito Forza ROMA!

    Commento di Nonno | ottobre 3, 2012 | Rispondi

    • Troppo sottile marco?

      Commento di zemariani | ottobre 4, 2012 | Rispondi

  2. cugino stimato, non posso che associarmi alle commoventi parole di questo post, aggiungendo che quest’anno ahimé, la sfiga si é insinuata con piú violenza poiché il boemo, suo malgrado, ha ispirato un esercito di A.O. ovvero Abbonati Occasionali, una sciagura piú subdola, poiché L’A.O., oltre a tutto quello che hai descritto, porta con sé la saccenza e la spocchia di colui il quale ha acquisito il nuovo status (o peggio, lo ha recuperato dopo anni di letargo) e si fregia di questo come se ora gli fossero concessi tutti i diritti di un tifoso vero e proprio. Alla luce di ció, conieró un nuovo coro dell’era del boemo: Tifoso occasionale porti male, Abbonato occasionale sei laziale.
    daje Noi.

    Commento di cugino Andrea | ottobre 3, 2012 | Rispondi

  3. io propongo questo blog al Ministero dell’Istruzione come testo obbligatorio delle Scuole Elementari e come elemento di discussione in almeno 6 ore a settimana a partire dalle Scuole Medie fino alla 5^ Superiore

    Commento di Paolo | ottobre 3, 2012 | Rispondi

  4. caro cugino, SEI UN MITO! Hai scritto la sacrosanta verita’, percio’ fuori dalla curva il t.o. con le degne accompagnatrici!!!!!!!!

    Commento di cugina Alba | ottobre 4, 2012 | Rispondi

  5. Sei il nuovo Stefano Benni. Scrivilo un libraccio. Pubblicano di tutto al giorno d’oggi: come minimo ti danno un fondo sul Corriere dello Sport come rubrica fissa.

    Commento di Cosimo Benini | ottobre 5, 2012 | Rispondi

  6. Non ho capito la domanda su Balbo…

    Commento di Shar | novembre 27, 2012 | Rispondi


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