Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Armageddon, epilogo necessario

apoc

Una delle battute più memorabili di Pulp Fiction riguarda l’invecchiare: “Motherfuckers who thought their ass would age like wine. If you mean it turns to vinegar, it does. If you mean it gets better with age, it don’t.”

Ora non sono diventato così cinico e disilluso da sposarla in pieno, mi ritengo un pragmatico non un bisbetico, per cui la mia posizione è leggermente più temperata, semplicemente penso che da vecchi saremo le stesse persone che eravamo da ragazzi e che quindi un giovane, dinamico e spumeggiante stronzo sarà uno schifoso vecchiaccio. Nulla di più, nulla di meno. Ser Ciappelletto docet.

Esiste invece un foltissimo novero di persone che ritiene che l’età di per sé sia una patente di rispettabilità, una scusante aprioristica per qualsiasi comportamento. Ecco decisamente non sono fra questi. Una volta ebbi anche un litigio molto acceso con l’amico Luca perché reagii con un protocollo standard (auguri di morte, insulti alla progenie ed insinuazioni di coprofilia) quando un maledetto vegliardo mi tagliò la strada in macchina passando col rosso e mi fece pure il medio. Io volevo speronarlo e gettare la sua carcassa in un canale di acque nere ma Luca mi rimbrottò aspramente, diventando paladino del partito del vino che migliora (vedi sopra).

Di per se non è che io prepari agguati  agli anziani  tendendo lenze fuori dalla posta per farli inciampare o rimpiazzi il Kukident nei supermercati con la pasta al peperoncino, semplicemente sono poco incline ad attribuire benefici ad una categoria a gratis.

Credo che l’errore di Luca (ovviamente penso di essere nel giusto) derivi dal misurare gli anziani in base ai nostri nonni (o simili) che non erano vecchi, erano persone straordinarie, nate nel bisogno e forgiate nella difficoltà e che per fortuna nostra erano (soprav)vissute abbastanza per illuminare le nostre vite. Splendidi erano a vent’anni e meravigliosi sono rimasti quando, pazienti, provavano ad insegnarci a stare al mondo insieme ai nostri genitori.

Ora però i “nuovi” vecchi, delizioso ossimoro, sono una schiatta di persone abbastanza scialbe, esponenti di una generazione che di fatto non ha portato a casa nulla di particolarmente rilevante e che poco hanno da aggiungere. Se questi anziani almeno partivano con “quei genitori” e qualcosa hanno imparato attestandosi su una decente mediocrità sono semplicemente terrorizzato dai vecchi del futuro, versione imbiancata dei morlok a vita bassa che predano i centri commerciali ai giorni nostri.

L’altro giorno sul tram una signora con una meravigliosa testa bianca davanti a me finisce il suo cornetto, prende il fazzoletto di carta e lo butta per terra, non una svista, un gesto deliberato. Io alzo lo sguardo e comincio a fissarla  in stile Uri Geller nella speranza di fratturarle l’osso iliaco a colpi di occhiatacce per cui la signora, abbastanza pimpantella, ha raccolto il fazzoletto e lo incastra fra un vagone e l’altro soddisfatta di aver risolto l’inconveniente.

La megera coglie la mia espressione di disdoro e quasi oltraggiata replica: “non vorrà mica che lo metta in tasca o in borsa, ha toccato per terra ed ora è sporco, qualcuno pulirà”.

Una volta superato lo shock e dopo aver terminato di maledire i luminari della scienza medica che avevano allungato la vita di costei dai meritati 38 anni fino agli attuali 75, la vena della fronte ha cominciato a pulsare come un anaconda in fase digestiva per cui la signora, fiutando il peggio, ha attraversato tutto il vagone per scampare la giusta sorte, asfissia da kleenx lordo di catarro.

Come dicevo però non sono sono questi anziani che già stanno ai nostri nonni come le sottilette stanno al castelmagno a preoccuparmi ma i vecchi del 2050. Posto che non sono affatto certo di fare parte della categoria se un’afasia persistente non mi impedirà di farmi accoppare nel prossimo lustro, sono davvero preoccupato dall’involuzione della popolazione romana che già inizia a camminare appoggiando il dorso delle mani a terra e che in età avanzata, a rigor di antropologia comportamentale, dovrebbe passare le giornate a spidocchiarsi ed a tirare feci.

Prima di Natale, alla cassa del supermercato, ho assistito alla seguente scena. Lui, lei e figlioletto di nove anni, tutti rigorosamente in tuta e lui (dolore) con la tuta della Roma. Accanto ai soliti Ferrero Roches, lamette e cazzate varie il fantolino vede l’arbre magique della magica e comincia a richiedere insistentemente l’acquisto “Mooooocompri? Mooooocompri? Moooooocompri?” Il padre amorevolmente analizza l’oggetto e con fine spirito commenta “famme vede che cazzata hai trovato”.. annuisce e lo mette nel carrello. Il puttino estatico già immagina la futura collocazione ed esclama :“pensa che bello naa maghina de mamma” “chissancula tu madre”, dissolvenza, sipario, morte.

Ora Luca, mi chiedo.. questo signore invecchiando diventerà un benevolo patriarca come il nonno di Heidi o è meglio che comincio a far sellare i cavalli per l’apocalisse?

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gennaio 7, 2015 - Posted by | Editoriali

6 commenti »

  1. Ti voglio bene. Facciamo un giro assieme sul 542 la sera?? Comunque sabato cibo e bevande per tutti, vienimi a trovare e potrai esporre le tue tesi a tutti i vecchi del vicinato! Ce ne sono a bizzeffe…
    Ovviamente dovrebbero arrivare delle signorine in età da marito…dalle 16 in poi…

    Commento di Nonno | gennaio 15, 2015 | Rispondi

    • Mi dispiace amico mio ma ero in quel della Cantabria a mangiare, bere e vedere il balonpiè!

      Commento di zemariani | gennaio 19, 2015 | Rispondi

  2. Ma quando la vecchia ha risposto in quel modo hai fatto scena muta? Non è la prima volta che descrivi espressioni e movenze di un certo tipo di essere umano senza poi “commentare”. Avrai detto qualcosa, no? Chiunque avrebbe detto qualcosa.

    Commento di Lora Zepam | febbraio 16, 2015 | Rispondi

    • No, le ho agurato la morte in silenzio, rimesso le cuffiè e fissata con tutta la malignità possibile.

      Commento di zemariani | febbraio 24, 2015 | Rispondi

  3. te capisco, io do ai vecchi tutta la colpa del male dell’italia.

    Commento di roberto | marzo 5, 2015 | Rispondi

  4. Ti consiglio una sessione di “elder watching” in edicola: solo vecchi astiosi che, ringhiando, chiedono “mi dà libero-ilgiornale-ècolpadeizingheriedeinecri”.

    Commento di Cosimo Benini | marzo 10, 2015 | Rispondi


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