Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Masterceppa!

chef-tony

Normalmente non rileggo mai quello che scrivo. Mosso per lo più da fastidio e saccenteria quando vengo colpito dal sacro fuoco mi metto alla tastiera e quello che viene fuori, viene fuori. Tipo Kerouac con il famoso rotolo di carta per fax.

Queste poche righe invece erano rimaste li, buttate in un cantuccio telematico da quasi venti giorni perché il tema era stato dibattuto da tempo ma non ero proprio convinto soprattutto perché parlavano di due grandi amici, due fratelli che però alla fin fine meritano di essere bastonati come tutti gli altri, senza troppa indulgenza.

L’attentato di Sarajevo però mancava, almeno fino a lunedì sera, ore 23:50. L’ottimo Gepi ed io stavamo rientrando a casa dopo una serata delittuosa allo stadio olimpico cominciata ben prima in un pub aperto solo per noi. La Roma aveva appena buttato nel cesso le residue ed esigue possibilità di  scudetto ma ne avevamo una percezione sfumata perché un altro membro della brigata aveva avuto la felice intuizione di portare un amico irlandese che, per ricambiare il nostro calore, s’era sdebitato comprando 40 birre in 90 minuti. Con quaranta, non voglio dire un numero elevato per fare il fenomeno ma proprio 8X5.. essendo noi 7 potrete capire la gravità della situazione che non mi rendeva proprio incline al confronto dialettico.

A metà dell’olimpica, con la testa fuori dal finestrino tipo golden retriever per snebbiare la mente, torno in me quando Gepi risponde ad una telefonata del carissimo Francesco che avevamo appena lasciato al parcheggio. “Sarà successo qualcosa” penso io, “vorrà parlare della partita condendola con qualche sana Madonna” suppongo ed invece la chiamata prossima la mezzanotte è per… una visione collettiva della finale di master chef!

Ora, Francesco è quello che in qualche post fa ho invitato a comprare un pela patate perché fino ai 40 anni non aveva mai sbucciato una mela e Gepi è uno che può mangiarsi un pacco di tortellini crudi perché non gli va di mettere l’acqua sul fuoco, cosa cazzo ve guardate master chef?

Un pelato che parla come “quelo”, un cuoco che mette l’aglio nella carbonara ed un altro che sembra Oreste Lionello con i crampi per stipsi perché dovrebbero rappresentare il gotha della cucina italiana? Che cazzo mi significano? Fra l’altro i miei due amici (e rispettive mogli) sono il pubblico tipico di questa minchiata di trasmissione, gente che in cucina ci stende i panni o al massimo ci entra quando vuole visitare un posto che non ha mai visto… allora mi chiedo io.. cosa cavolo vi vedere a fare un programma del genere se poi l’ultima volta che avete cucinato è quando vi siete mangiati le unghie?
Cazzo è come guardare youporn senza farsi le pippe, è inumano!

Già che ci sono mi levo un altro sassolino che tenevo da parte da un paio di settimane.

Un premio, per quanto sia prestigioso, non è una patente di qualità. Comprare libri che vincono i concorsi letterari è una stronzata. Sappiate che le case editrici si spartiscono i vincitori a tavolino ogni anno per cui se volete sfoggiare cultura e vi comprate il premio Strega fate prima ad andare in Egitto, farvi estrarre il cervello dal naso con un uncino alla vecchia maniera, riporlo in un canopo e farne bella mostra su di una mensola, tanto non ne fate uso alcuno.

Allo stesso modo, credere che la palma di Cannes, l’orso di Berlino, il leone di Venezia, il Cicorione di Frascati e peggio di tutti l’oscar individuino il cinema di qualità equivale ritenere che la vendita dell’isola di Manhattan per 24 dollari ed una manciata di perline e specchietti sia stato un discreto affare immobiliare.

Gli oscar sono il tentativo triste con cui un mercato in cui incassano solo film con botti, astronavi, elfi e culi prova a darsi un minimo di dignità premiando film in cui generalmente un depresso affetto da qualche malattia mainstream si invaghisce di un’anoressica nativa americana sullo sfondo del midwest agricolo in sfacelo.

Volete una prova? Questi i più accreditati prima della serata sul red carpet.

  • American Sniper, unico film di spessore che parla di reduci strippati e come tutti i film di qualità non è stato considerato
  • Gran Budapest hotel, un film inspiegabilmente divertente che (vedi sopra) infatti non è stato cacato di striscio. Per il prossimo film consiglio al povero Wes Anderson di metterci un cagnolino epilettico e la statuetta non gli potrà sfuggire
  • Boyhood, una puntata di 12 anni della famiglia Bradford emozionante come fissare una sequoia che cresce
  • The imitation game, film discreto in cui un matematico omosessuale con problemi relazionali rimorchia una gnocca. Praticamente fantascienza se siete mai entrati nella facoltà di matematica
  • La teoria del tutto, altro film in cui un fisico rimorchia. Anche qui per fare inumidire gli occhi c’è una bella malattia degenerativa.
  • Birdman, 130 minuti di piano sequenza (ammirevole) in cui quattro depressi si immalinconiscono fino a tentare a turno vari suicidi
  • Selma, nemmeno hanno invitato il regista per cui male non deve essere

Credo che il cinema, come ogni cosa vivente, abbia esaurito il suo periodo fertile ed abbia finito le storie da raccontare. Non è colpa di nessuno però aspettarsi che  una mucca impagliata dia ancora del latte non è proprio una mossa da gran scienziati.

Ps
Masterchef è stato vinto da tal STEFANO. Giovedì passatelo in maniera più costruttiva.

Ps 2
Ge’, Fra’ una volta buttavamo i pomeriggio a guitar hero.. non era meglio?

Ps3
Menzione d’onore per la signorina Denise, neo lettrice che non conosco ma che ha speso parole che nemmeno mia madre avrebbe usato. Grazie, di cuore.

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marzo 4, 2015 Posted by | Editoriali | 2 commenti