Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Cronache Qatariote, mese terzo: Automobili da sboroni

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Non credo possa esistere un paese migliore di questo per possedere un’auto. Niente bollo, assicurazione economica, strade larghissime, benzina gratis o quasi. Il paradiso per ogni automobilista.

Chiunque voglia far parte della società civile qui deve possedere un mezzo meccanico;  c’è solo l’imbarazzo della scelta che però deve essere fatta con cura per non essere malvisti dalla popolazione locale che ha come requisito minimo il fatto che la cilindrata debba essere maggiore od uguale al proprio reddito. Considerando che da queste parti un estratto conto viene fornito dalla banca direttamente rilegato in pelle e con indice credo di aver chiarito il concetto abbastanza chiaramente.

In fondo alla grande scala sociale dei veicoli c’è la Toyota Corolla bianca, 1800 di cilindrata, una macchina che in un mondo normale e sensato ti farebbe sentire quasi a posto con la coscienza d’automobilista ma che in Qatar viene vista appena sopra i carrelli del supermercato tant’è che spesso al posto delle chiavi ai proprietari viene consegnato un gettone che viene espulso dalla portiera quando incastri la tua macchina con un’altra al Carrefour. Questo tipo di vettura rappresenta almeno il 70% del parco circolante ed è posseduta da tutti gli immigrati di bassa fascia che fanno funzionare questo enorme luna park sabbioso. Generalmente mal vista dai posteggiatori, viene relegata negli angoli più remoti e caldi dei parcheggi sotterranei come Quasimodo per preservare i ricchi ed innocenti occhi dei piccoli emiri da questi ammassi di lamiera trasudanti povertà.

Lo scalino successivo, il mio, è quello delle cosiddette “vorrei ma non posso”. Jeep, mini suv e simili che viste da fuori sembrano ambire a maggior dignità ma che sotto il cofano celano motorizzazioni meschine, sotto ai tremila benzina senza turbo, poco meno del robot da cucina del Qatariota medio.
Le VPNP sono viste un po’ come le ragazze di facili costumi; fanno comodo a tutti ma nessuno le rispetta per cui veniamo regolarmente scavalcati in fila ai benzinai ed agli autolavaggi da astronavi in titanio con sedili di alligatore ed i bambini locali possono usare le nostre portiere come quaderni su cui scarabocchiare con chiodi d’oro massiccio (per favore, niente pippe sul fatto che l’oro sia duttile e non possa graffiare. E’ una metafora).

All’ultimo gradino delle auto prodotte per gli esseri umani ci sono quelle degli espatriati ricchi, in genere tedesche, che vengono usate principalmente dalle mogli per portare i figli a scuola. Teoricamente avrebbero anche i requisiti per incutere un certo rispetto ma sono guardate con schifo e commiserazione dai locali perché progettate secondo assurdi requisiti come le basse emissioni, prive di sospensioni pneumatiche e senza uno straccio di clacson bitonale per terrorizzare gli straccioni delle corolla.

Sherlock Holmes diceva che una volta esaurite le spiegazioni possibili, quelle rimaste anche se altamente improbabili, dovevano corrispondere alla verità. Ecco, non esiste altro aggettivo che “improbabile” per descrivere il rimanente parco veicoli appartenente esclusivamente alla popolazione indigena.
Tendenzialmente esistono 2 grandi sottogruppi: i monster truck e le astronavi che, chiariamoci bene, non sono alternative ma semplicemente sfoggiate in occasioni diverse dallo stesso proprietario che le impila in garage con la noncuranza con cui accumuliamo la lanuggine dell’ombellico.
I monster truck vengono utilizzati in genere durante le ore diurne per mansioni familiari, hanno i vetri oscurati, 4 o anche 6 ruote motrici, un’altezza che richiede per salire l’aiuto di un palafreniere domiciliato nel bagagliaio ed una cilindrata minima di 6000 benzina, di poco inferiore a quella del traghetto per il Giglio con cui generalmente condividono la stazza a secco.
Vengono utilizzati per percorsi impervi come i parcheggi dei centri commerciali o vialetti delle ville e sebbene di aspetto molto sportivo celano finiture in oro ed alabastro con rivestimenti in animali estinti. Sono perfette per incutere timore e deferenza nelle maestranze  irretite come daini nel bosco dagli enormi fari gialli sempre accesi. Appaiono nello specchietto come la balena di pinocchio, pronti ad ingoiarti in un sol colpo alla prima frenata imprevista. Visto che l’unica infrazione con conseguenze penali è il semaforo rosso, forti di un reddito di cittadinanza di  3000 euro mensili dedicato eslcusivamente al pagamento delle multe, i proprietari le lanciano senza ritegno a 180 km/h conferendo loro la quantità di massa della cometa di Armageddon ed una periocolosità anche maggiore essendo il Qatar privo di Bruce Willis.

Quando però il sole tramonta  il povero qatariota cerca il giusto descanso e tira fuori dall’orbita di parcheggio intorno a Saturno la sua astronave.
Contrariamente ai Jepponi, le astronavi sono ad appannaggio esclusivamente maschile e sono utilizzate per fare vasche nei compound, creare ingorghi inestricabili di fronte alle discoteche e gare di drift nelle rotonde.
Aston Martin,  Bentley, Ferrari e Maserati sono considerate auto banali alla portata dell’uomo della strada, almeno la versione base (103 anni del salario di un contadino della basilicata), per cui le strade invase da modelli sperimentali con sigle avveneristiche, pezzi di cofano segati per ospitare cilindrate aggiuntive e scarichi cromati come canne d’organo.
Non è infrequente rinunciare a far lavare la macchina perché l’autolavaggio è intasato di rolls royce (giuro) per cui se ci si vuole distinguere dalla massa non si ha altra scelta che andare su cromie assurde proprie della foresta amazzonica (verde raganella, viola melanzana satinato, strisce alla ringo people) o virare su prototipi sperimentali realizzati da scienziati nazisti in fuga dal ’45 e frenati con piccoli paracadute, ovviamente in seta cruda e visone.

Prossimo capitolo: intrattenimento

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ottobre 20, 2015 - Posted by | Editoriali

6 commenti »

  1. Foto… foto…

    Commento di FabioR | ottobre 20, 2015 | Rispondi

  2. sono piu che certo che la mia Smart cabrio farebbe un figurone!!!

    Commento di cugino And | ottobre 21, 2015 | Rispondi

    • temo che le smart cabrio siano usate come fioriere negli yacth

      Commento di zemariani | ottobre 22, 2015 | Rispondi

  3. Ma in tutto questo ci sono campi da calcetto? Magari ammantati con l’erba di Winbledon (quella che non si fuma!)… Grande Mago! Complimenti… il tuo blog e’ sempre uno spasso ^_^

    Commento di marcomastroddi | ottobre 31, 2015 | Rispondi

    • il mio boiler preferito..
      noi gioghiamo qui, http://www.aspire.qa/Facilities.aspx. cerca la foto del campo da calcio climatizzato.

      Commento di zemariani | ottobre 31, 2015 | Rispondi

      • mmmm ecco… li’ non sei autorizzato a sbagliare UNO STOP!!! ^_^

        Commento di marcomastroddi | novembre 4, 2015


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