Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

Indolenza

E’ davvero sorprendente il numero  di amici, parenti e conoscenti che mi chiedono il motivo di questo prolungato black-out creativo.
Saranno due mesi che non pubblico nulla, non perché non abbia nulla da scrivere ma semplicemente perché non trovo la scintilla per tradurre in maniera decente i pensieri. Un po’ il lavoro, un po’ il resto con le miriadi di accezioni possibili ma è difficile concentrarmi, come se invece di nuotare preferissi fare il morto a galla nell’atarassia.
Il cassetto è pieno di bozze che non mi soddisfano sugli argomenti più disparati, dalla vacanza in Turchia con la mia sorellina al fatto che viva in un paese stagnante come un lago di catrame dove il motivo di massimo dibattito politico sia la legittimità di  supporre la maggiore età di una ragazza dalla forma del culo. Tutta via a tutti questi scritti manca quel quid che li renda degni di essere sottoposti al giudizio degli altri (nel mondo in cui io sono sovrano dell’universo questi brogliacci saranno comunque oro per il curatore di alcuni libri postumi) e quindi sono rimasto in attesa di un dono dal cielo che mi liberasse come un novello prometeo.
Domenica scorsa, come piccola compensazione di un sabato disastroso passato a prendere schiaffi calcistici dalla mattina (sul campo) alla sera (allo stadio) il padreterno ha voluto regalarmi una meravigliosa mattina di sole per stemperare l’amarezza pallonara e permettermi di compiere un tragitto classico che mi lascia di godere appieno del mio quartiere: Bar (caffè e giornale) –  Snai (giocata delirante 3 euro contro 12mila) – Villa Pamphili (per leggere il giornale e comprendere quanto abbia buttato i miei soldi in sala scommesse).
Monteverde  è un’oasi felice, un luogo intimo in cui ancora conosco quasi tutti i nomi dei negozianti al dettaglio, dove non mi dispiace fermarmi a farci due chiacchiere che terminano quasi sempre con “salutami a mamma”. Un posto dove i negozi hanno il quaderno per “segnare” tanto la possibilità che entri un cliente occasionale è la stessa di incontrare un unicorno e dove (fortunatamente) la pizza rossa è ancora avvolta nella carta paglia. Un luogo in cui inevitabilmente tutti i barbieri si chiamano Tony e dove il bar è il luogo dove un numero cospicuo di perdigiorno si raduna per un peroncino e due chiacchiere anche se è febbraio e sono le 10 di mattina.
Essendo cresciuto in questo quartiere tutti questi volti mi sono più che familiari, sono trent’anni che li vedo seduti ai tavolini a consumare stecche di sigarette anni 70 come le Muratti o le Kim, piazzando scommesse vergognose al picchetto, importunando le donne con commenti degni di una ciurma saracena e discutendo di massimi sistemi che si concludono quasi sempre con frasi del tipo.. “ma che ce voi fa’.. co’ sta crisi!”. Sono tre decadi che c’è la crisi e ci deve essere davvero perché giuro di non averli mai visti lavorare in vita mia se non consideriamo lavoro accompagnare la madre a prendere la pensione alla posta. Le loro mamme fra l’altro sembravano la Nerina della Lavazza quando io portavo i pantaloni corti per cui sospetto che da tempo le povere vecchie siano rinchiuse in un congelatore confidando che l’INPS non si insospettisca dei lieti 141 anni appena compiuti stando all’anagrafe.
Visto che la giornata era gloriosa ho pensato che non sarebbe stato male sedermi a condividere un po’ di saggezza popolare per cercare uno spunto ed invece preceduto dal rombo di una marmitta sfaciata ed una colorita bestemmia il destino ha messo sulla mia strada un profeta che mi ha aperto gli occhi.

Non riesco a scrivere,  colpa del lavoro? Delle donne? Degli amici? Della Roma?

Probabilmente un po’ di tutto questo ma la risposta alle volte è semplicemente questa…

ps: la foto l’ho fatta da dietro la vetrina del bar.. hai visto mai che il profeta non predicasse la non violenza

febbraio 15, 2011 Posted by | I Veri Geni | 23 commenti

Crasi

La crasi (dal greco κρᾶσις, “mescolanza”) è la contrazione di una vocale o di un dittongo alla fine di una parola con una vocale o dittongo all’inizio della parola seguente.
In senso più esteso ma meno corretto è la sintesi di due concetti o stati d’animo in una sola.
Come altro poter definire dunque il desiderio del mio amico Paolo e mio di sintetizzare i simboli del natale e dell’infanzia.
Non credo serva aggiungere una piccola legenda dei personaggi ma fuori campo si possono intuire i Jetta Robot nel ruolo dei re magi, il disco di Goldrake come stella cometa e varie astronavine come pecorelle.
Buon natale a tutti
PS  la scadente qualità delle foto è colpa del mio telefono, spero che a breve il padrone di casa ne fornisca di migliori
PS2 Può sembrare pleonastico ma spero nessuno si senta offeso. E’ un presepe vero ed è buono come tutti gli altri.

dicembre 13, 2010 Posted by | I Veri Geni | 20 commenti

Vive la résistance

 Chiunque condivida con me la passione per i film horror sa benissimo che esistono due elementi fondamentali nella trama di una buona pellicola di zombies: la carica dell’orda e la ricerca dell’enclave di sopravvissuti.
Inevitabilmente arriva il momento nel film in cui una radio mezza rotta o un Brionvega in bianco e nero comincia a gracchiare annunciando che la speranza non è morta e che i protagonisti non sono soli a lottare. Questo ingenera di solito grande speranza ed alimenta spropositate aspettative che normalmente però conducono a qualche mossa incauta che farà del cast un pasto succulento per i non morti.
Dopo aver visto non meno di un centinaio di film sul tema ed aver giocato ad un numero non inferiore di video giochi sullo stesso argomento posso tranquillamente definirmi un esperto del settore e questo rende ancora più grossolana la mia mancanza nel fare l’ultimo collegamento fra fiction e realtà.
Analizzando con cura i caratteri distintivi di uno zombie si possono evidenziare le seguenti caratteristiche:
1) trascuratezza nell’abbigliamento
2) odore nauseabondo (dai film non si capisce ma si desume)
3) lineamenti distorti
4) frasi sconnesse ed incomprensibili
5) movimenti di massa caotici verso vicoli ciechi
6) rabbia folle
Ebbene il futuro è adesso, Romero non s’è inventato niente.
Domenica pomeriggio ero a casa dell’amico Francesco (già protagonista di altri post come quello sulla pista Sagittario di Latina) per provare le meraviglie del nuovo accessorio dell’Xbox e passare una sana giornata di svago irresponsabile. Al nostro fianco il fratello Gepi, pedina fondamentale di questi eventi.
Nemmeno il tempo di spingere il pulsante che un rumore sordo e uno sfavillio di luci rosse ci hanno informato che la console era passata a miglior vita con un tipo di danno che i blog più ottimisti etichettano come “bestemmia e butta via”.
“E mo?” fa il padrone di casa, “E mo se non sei un barbone usciamo e ne compriamo un’altra!!” ho replicato io ben sapendo con chi avevo a che fare. Nemmeno 3 minuti ed eravamo in macchina e li l’errore decisivo. Destinazione centro commerciale Roma Est.
Per chi non avesse familiarità col quadrante urbano incriminato (io per esempio) Roma Est sorge all’intersezione fra Collatina e Tiburtina nella ragnatela di strade che fa sembrare il corso di Città del Messico il giorno della parata nazionale il Mare di Bering durante una glaciazione.
Ho provato ad esporre la mia preoccupazione sulla scelta ma Francesco mi ha confortato confidandomi la conoscenza di strade segrete ed alternative che ci avrebbero portato in un baleno nel tempio pagano del consumismo. 71 minuti per percorrere 8 chilometri per giungere alfine sul set apocalittico del peggiore dei film di morti viventi, nel centro pulsante dell’orda.
Torme apocalittiche di gente orribile che vagabondavano su pavimenti di finto marmo, trascinando i piedi in pantaloni alle caviglie e comunicando solamente tramite vocali e poche sparute consonanti: “aaaaamaaaaa, ndo staaaamaghinaaa?”.
Per istinto di sopravvivenza ho quindi cercato un canne mozze ed una cabina del telefono per resistere agli attacchi ma con mia grande sorpresa ho scoperto che questi nuovi zombi non mordono, si limitano a caracollare da un negozio di cellulari ad un altro.
Affranto e derelitto dalla scoperta di questo mondo di non morti a pochi metri da casa mi sono rintanato fra le mura domestiche pronto a vendere cara la pelle quando è arrivato il mio messaggio di speranza. Non siamo soli a combattere, un partigiano del buongusto (robertolamicodemicugino) mi ha mandato il link al sito di questi combattenti, geni assoluti che mi hanno ridato la voglia di combattere.
www.harrr.org/trascendentale è in assoluto la cosa migliore che sia mai passata su internet dai tempi di youporn! Lunga vita alla resistenza (ed a youporn), cercando di rimanere il più possibile vivo prima dell’inevitabile cazzata che mi porterà al giusto epilogo.

novembre 29, 2010 Posted by | I Veri Geni | 8 commenti

Spocchia quasi giustificata

Un brevissimo inciso all’interno delle cronache peruviane..
Nel mese di luglio, a valle di una trasferta resa tragica dalla rottura di un amuleto buddista, ho scritto un pezzo in cui favoleggiavo della benevolenza dell’illuminato nei confronti della maglia della Roma.
Se un’estate nella pagoda d’oro aveva portato ad essere campioni d’Italia per mezzora ritenevo quasi inevitabile il titolo per la stagione appena conclusa visto che la quantità di incenso bruciata a maggio in cina aveva da sola fatto sballare le quote per lemissione di CO2 del paese asiatico.
https://tuttologia.wordpress.com/2009/07/07/solo-superstizioni-i-meridionali-sono-sempre-meridionali/
Inutile dire che dopo il primo mese di campionato ho ricevuto una serie di pernacchie talmente sonore che mi hanno fatto dubitare del favore celeste…
Il campionato è finito, non abbiamo vinto. A consolazione di questo mancato successo il Buddah mi ha concesso di sbloccare il chakra della chiappa smodata annebbiando la ragione dell’amico alessio per indurlo a scommettere 10€ a punto di scarto sulla classifica della mia roma e della sua fiorentina che al momento della stretta di mano partiva con 7 punti di vantaggio. Al momento Alessio è in cerca di un lavoro part time per saldare il conto!
A tutti i miei amici di stadio, compagni di merende agli autogrill macinando chilometri e superando gli ostacoli.. una preghiera: lasciate perdere i viaggi in aridi paesi dalle confessioni inaffidabili come gli USA, l’Europa riformata o il sud America e concentratevi su mete mistiche, sarebbero bastati pochi bastoncini di incenso in più.
PS
per i laziali.. con voi non funziona, è inutile che ci provate. Al massimo tentate con Anubi che tanto baratro per baratro almeno vi assicurate di restarci comodi. 

maggio 18, 2010 Posted by | I Veri Geni | 2 commenti

FERMI TUTTI!!!

Le cronache peruviane cedono momentaneamente il passo a qualcosa di decisivo dell’evoluzione della specie.
Come in occasione dello sbarco sulla luna o di un golpe oggi con commozione posso dire che si fa la Storia! Tutto comincia da qua.
L’umanità compie un balzo in avanti di un millennio, nel 3010 il mondo si ricorderà che il futuro è iniziato oggi

[YOUTUBE : http://www.youtube.com/watch?v=zBQR38_laqY&feature=youtube_gdata]

Addendum
Grazie ai delatori Simone e Fabio abbiamo anche la versione originale : Mow the lawn
 http://www.youtube.com/watch?v=4715fVRi444 
Nota bene.. all’inizio il gatto ha un magnifico pelo fulvo arruffato, alla fine diventa un devonian rex completamente liscio.. ogni volta che lo vedo capisco di aver sprecato 30 anni della mia vita

maggio 8, 2010 Posted by | I Veri Geni | 4 commenti

Numero 1

Era l’estate del 1996. La faraonica campagna acquisti della Roma aveva portato in una città semideserta e disillusa due pezzi da novanta del calcio internazionale, Roberto Trotta e Martin Dahlin.
Rapito ed entusiasta mi ero svegliato col pensiero fisso di recarmi al centro sportivo di Trigoria per salutare gli ambasciatori del calcio champagne del mister Carlitos Bianchi.
Per i non romani il centro sportivo Fulvio Bernardini è sito a 20 km dalla città, su una via larga come una mulattiera, senza marciapiedi, piena di zoccole e assolutamente non servita da alcun mezzo pubblico (almeno nel 1996).
La voglia irrefrenabile aveva avuto la meglio sul buonsenso che mi consigliava di attendere che la mia vetusta Austin Metro carta da zucchero tornasse dal tagliando per cui armato di una minerale da un litro e mezzo e tanto amore mi feci bei 5 km a piedi dal capolinea del bus più vicino al campo di allenamento per due delle più grosse pippe che si siano onorate di giocare con noi. Dimenticavo, facevano 42° e a metà tragitto ho intravisto il popolo di Israele in fuga dell’Egitto che vagava fra le dune accanto a me.
Parecchi anni dopo, per onorare un voto sacrificale propiziatorio al rinnovo del giocatore che più ho amato in vita mia ossia Aldair Nascimento do Santos, mi sono buttato di sotto dalla balconata dei Fedayn all’olimpico.
Questo per chiarire che aldilà di una patina assolutamente incredibile di seriosità cha la mia famiglia mi attribuisce (non ridete, ho scoperto che mia nipote non mi chiedeva di fare ripetizioni perché intimorita dal serissimo zio Emilio) esiste un rapporto insano che mi lega al giallo e rosso e che mi fa venire le farfalle nello stomaco tutte le volte che varco i cancelli dell’olimpico.
Sono lietissimo di apprendere che oltralpe, all’ombra della foresta nera c’è uno parecchio più scemo di me.. questo il video e le parole della meravigliosa dedicata al bomber Luca Toni, neo acquisto giallorosso.
Daje bomber! Daje la Roma!!

Fritti, Scampi, et Chianti, calamari
Luca sei per me – NUMERO UNO
Cannelloni, Luca Toni, Pepperoni
Luca sei per me – NUMERO UNO
Bella Donna, Mama Mia, Alimente
Ciao Ciao, Roma Roma, Ribery, Amore Mio
Mozzarella, Mortadella, Mit Nutella
Luca sei per me – NUMERO UNO
Prego, Foul an Luca Toni
Simulazioni, Stehe wieder auf (hey)
Prego, Luca Tore mache, Und bei Jubel lache, Campioni LUCA TONI
Zabaione, Minestrone, Oben Ohne
Luca sei per me – NUMERO UNO
Italiani, trifft Germani, große Klappe
Luca sei per me – NUMERO UNO
Bella Donna, Mama Mia, Alimente
Ciao Ciao, Roma Roma, Ribery, Amore Mio
Amaretto, Rigoletto, Benedetto
Luca sei per me – NUMERO UNO
Prego, Aqua minerale ,Grappa speziale
Cozze vongole
Prego, Foto di panini, Schicker Lamborghini, Luca Toni kriegt Millioni
Tortellini, Cappuccini, Con Martini
Luca sei per me – NUMERO UNO
Luca Toni, Telefoni, Berlusconi
Chiama qui per te – NUMERO UNO
Bella Donna, Mama Mia, Alimente
Ciao Ciao, Roma Roma, Ribery, Amore Mio
Schwarze Haare, Viel palare, Calcio di mondiale ma per me – NUMERO UNO
Welcome to the news of the world:
Colero ma-kio mio millo piascolo piccolo, no, Monaco di bavaria, Campioni del Mondo, no, EM ausgeschieden, no que bello, no, alora que bello
Gool de Luca Toni!!
Tortellini, Cappuccini, Con Martini
Luca sei per me – NUMERO UNO
Luca Toni, Telefoni, Berlusconi
Chiama qui per te – NUMERO UNO
Bella Donna, Mama Mia, Alimente
Ciao Ciao, Roma Roma, Ribery, Amore Mio
Schwarze Haare, Viel palare, Calcio di mondiale ma per me – NUMERO UNO

gennaio 5, 2010 Posted by | I Veri Geni | 7 commenti

Primo classificato per distacco

Sapete bene che raramente ricorro a collaborazioni asettiche senza elaborarle ma in questo caso è doveroso non aggiungere nemmeno una parola.
E’ indubbiamente volgare.. esticazzi, ho le lacrime agli occhi da due giorni.
Dopo questo per me internet può pure chiudere.
Il cameo di Scott Baio impreziosisce un gioiello già splendente!

novembre 9, 2009 Posted by | I Veri Geni | 2 commenti

Dilemmi

 

Da qualunquista doc, ho sempre guardato alle grandi organizzazioni internazionali con sospetto. Grandi, ricchissime e scialacquatrici di danaro erano per me incapaci di produrre un solo risultato apprezzabile a fronte del loro costo smisurato.
Quando però i giudizi sono solo frutto di preconcetti è doveroso accettare nuovi elementi e riformulare.
Finalmente una campagna seria, dalle finalità chiare e dall’indubbio valore sociale.
L’opuscolo riportato dabbasso è rigorosamente autentico ed attualmente distribuito su una compagnia aerea di cui la mia fonte (grazie) non ha voluto fornire il nome.
Ora mi chiedo, una specie che ha bisogno di spiegazioni su come lavarsi le mani merita di essere salvata?

Ps. Devo ammettere che i punti 5,6 e 7 forse mi erano oscuri

come lavare

luglio 23, 2009 Posted by | I Veri Geni | 2 commenti

Il plauso del giorno

facebookberlusconiQuando ci vuole ci vuole…

marzo 20, 2009 Posted by | I Veri Geni | Lascia un commento

La palla è rotonda

Parecchie volte in passato mi sono trovato a scrivere di quella che è a tutti gli effetti la mia “Royal Family”, i Lefévre.

Usando la parola “Reale” non intendo né reali all’inglese con tanto di corna, figli degeneri alcolizzati\neonazisti e eredi con la consistenza morale di una sputacchiera da bordello né reali all’italiana curiosamente  caratterizzati dalle stesse qualità dei cugini d’Albione.

Famiglia reale perché fra un ramo ed un altro è amica di tutti, è presente ad ogni avvenimento sociale che si rispetti ed alla fine le loro sorti sono di pubblico e diffuso interesse perché senza di loro non sapremmo davvero cosa fare.

Come ogni monarchia che si rispetti, la famiglia Lefévre è pronta a dare supporto e consulenza appassionata su ogni aspetto dello scibile umano ma dovendo fare una lista di competenze al primissimo (o all’ultimo a seconda della severità di valutazione) c’è il calcio.

Di quattro fratelli che portano questo cognome, Saverio, Paolo, Stefano e Fabrizio, spero di poter vantare l’amicizia di almeno i primi tre che, come in un copione ben assortito, incarnano totalmente le anime della mia formazione calcistica: Paolo il laziale, Stefano lo juventino e Saverio il romanista.

Ora dimenticate tutto quello che credete di sapere sugli sfottò, sulle chiacchiere da bar e sulla banale rivalità fra tifoserie perché nel caso in oggetto parliamo di veri e propri professionisti.

Per farvi forse capire di cosa stiamo parlando, considerate che dal 1990 in occasione delle partite di coppa della Juve il menù a casa di Stefano ha sempre dovuto comprendere, pena la certa sconfitta, i famosissimi “supplì imbattuti” della rosticceria di San Francesco a Ripa e che senza l’ostensione all’adorazione dei tifosi della sciarpa autografata “Totò Schillaci gol” non si procedeva alla sintonizzazione del canale.

Ho passato anni ad ascoltare che la juve avrebbe potuto considerare un offerta di Totti e 20 miliardi per Montero, di “Quanto è forte Pessotto”, del fatto che Moreno Torricelli fosse il più grande talento espresso dal calcio italiano e che Moggi e Bottega stessero al calcio come Mazzini e Cavour all’unità d’Italia.

Non avendo Paolo figli della mia età (sono cresciuto giocando assieme ai rampolli degli altri due) l’influsso nefasto della lazialità l’ho vissuto poco anche perché, era Cagnotti a parte, difficilmente Paolo trovava gli argomenti e i risultati per fronteggiare gli scatenati fratelli per cui il peso maggiore della Triade è sempre ricaduto sul giallorosso Saverio.

Conosco Saverio dal 1978.. ossia da trenta anni suonati. La famiglia Cesaretti-Lefévre è orgogliosa titolare di una delle più belle librerie antiquarie del centro e la passione per la cultura di mia madre (invero tramandatasi scarsamente alla generazione successiva) mi portava in questo tempio dello scibile ben prima di sapere che il mio primo amico si scuola fosse nipote dello stesso Saverio e figlio di Stefano.

Nel mio immaginario Saverio è una sorta di Dorian Gray romanista. Dopo quasi un quarto di secolo, sono pronto a giurare che non sia di una virgola e sono certo che nascosta in qualche soffitta ci sia una bandiera della magica che invecchia al posto suo sotto il peso delle sue predizioni non proprio sempre centralissime.

Sebbene egli sarà da me ricordato in eterno per perle del calibro di “Aldair dovrebbe aprire un negozio con scritto ”Vendo Classe”” o “No, al derby non credo di andare. E che pago per vedere gli allenamenti?”  o per la festa a base di vino bianco e porchetta offerta a chiunque passasse nella strada appositamente chiusa per festeggiare lo scudetto del 2001, sebbene tutto questo, la cosa che forse lo rende famoso al popolo tutto è l’esposizione del “curriculum”.

A dispetto del significato banale e scontato della parola il “curriculum” è un documento a sfondo mistico, probabilmente dettato dall’arcangelo Michele in persona, e contiene le previsioni di Saverio per il campionato che sta per incominciare. Come le pergamene del mar Morto o le centurie di Nostradamus è un manoscritto avvolto da mistero ed a metà strada fra arte divinatoria ed estasi bacchica. Al pari dello scioglimento del sangue di San Gennaro, la sua pubblicazione è attesa con impazienza dai frequentatori del negozio e il suo ritardo è sempre preso come presagio di sventura.

I “commentari” al curriculum potrebbero tranquillamente riempire le stanze della biblioteca di Alessandria e poco importa che in tutta la storia dell’oracolo non abbia mai visto la Roma fuori dai primi due posti o la Lazio lontano dagli ultimi tre.

Come ogni grande profeta che si rispetti Saverio è spesso inviso ai cinici e alla gente che risponde con la ragione alla fede e proprio uno di questi razionalisti si è macchiato del peggiore peccato possibile.. quello di blasfemia. Preoccupato per questa mancaza di fede e rispetto per i mistici mi appello alla popolazione del centro perché si mobiliti onde evitare che alla prossima festa dello scudetto, accanto alla statua di Giordano Bruno in campo de’ fiori ci sia quella di Saverio Lefévre.
Di seguito riportiamo fedelmente l’oltraggio e ci chiediamo dove mai sia finita la magia del natale in questo mondo fatto solo di numeri e non più di poesia.

loltraggio1

dicembre 23, 2008 Posted by | I Veri Geni, Mariani e il calcio | 1 commento