Parole sfuse che costano meno

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Garbatella

E’ nato prima l’uovo o la gallina?

Breve, brevissimo inciso a compendio di “daje France’”.

Sono stato lodato in maniera diffusa ed entusiasta per la mia apertura di credito nei confronti del nuovo pontefice, fatto abbastanza raro visto i pregressi. Sono un po’ lusingato, un po’ stupito perché ho sempre pensato di essere stato un avversario leale, un filo prevenuto ma con motivi abbastanza validi.
Stavolta è tutto diverso.
Con tutto il rispetto per i ruoli mi ricorda l’arrivo di Carlos Bianchi sulla panchina della Roma. Ci credevo tantissimo. Per lui mi sono fatto 8+8 ore di pullman per andare a Cesena per il primo turno di coppa Italia tornando malamente bastonato dal condor Agostini e Darione Hubner e nonostante tutto ero convinto che ci avrebbe salvati, un esempio cristallino di fede dogmatica (malriposta in quel caso).
Non sarebbe il primo argentino che  ci da la sola, il nome da difensore centrale ce l’ha, potrebbe essere il cugino di Roberto Trotta venuto a tormentarci quasi vent’anni dopo ma come tutti i tifosi della Roma ci basta un accento sud americano per farci gongolare e sperare in grandi successi per cui fiducia massima ed avanti tutta anche perché ieri Francesco primo ha fatto un grande passo in avanti ricordando ai fedeli che “il sudario non ha tasche”.
Capisco che il collegamento fra me ed il pontefice non sia per tutti ma io sto ridendo da un giorno e così tutti gli avventori del locale del tedesco anche se temo che nemmeno le parole del Santo Padre li convincerà a mettersi le mani in saccoccia e portare qualcosa da mangiare prima del derby.

Daje France’ , me ne devi una

marzo 25, 2013 Posted by | Er cuppolone | 5 commenti

Daje France’

L’altra sera sono stato convocato nella mega sede centrale generale di viale Regina Margherita per parlare con imprecisati mammasantissima del mio futuro che vista la congiuntura ipotizzavo potesse essere fare l’uomo sandwich sulla tangenziale per pubblicizzare il fotovoltaico.
La riunione è poi stata cancellata con un congruo anticipo di 14 minuti per ragioni legate credo all’area 51 ed alla congiura della magistratura comunista per cui ho ammortizzato un delizioso viaggio di 70 minuti per un aperitivo in zona piazza Fiume con una collega molto carina e con la vocazione della crocerossina.

Non faccio quasi mai gli aperitivi e ieri forse ho capito perché. Ingollare con frenesia vino rosso tamponandolo con un paio di arachidi nel tardo pomeriggio m’ha dato una bella stranita e poco prima delle 8 sono tornato verso casa, un po’ confuso ma soddisfatto.
Il traffico sotto la pioggia era infernale, sembrava una di quelle scene di film coi morti viventi  in cui tutta la città viene evacuata. L’acqua arrivava a secchi sui finestrini ma sono quasi certo di aver visto anziani inferociti salire sul tram con la chiara intenzione di mangiare il conducente ed alcuni SUV davanti a me serrare la formazione ad anello come le carovane per respingere gli Apaches.

Per far passare il tempo ho acceso la radio e tutte le stazioni trasmettevano la stessa cosa. “ecco vedi, allora c’è davvero l’invasione degli zombie o almeno dei nord coreani” ho pensato e invece poi ho realizzato che avevano appena eletto il nuovo papa. La tentazione di tenere duro nella posizione di anticlericale militante e spegnere è stata forte ma ho pensato che criticare prima è un po’ come fischiare un giocatore della roma all’ingresso in campo. Solo incompetenti ed occasionali lo fanno per cui ho lasciato acceso per sentire chi fosse.

La persona che ha dato l’annuncio doveva aver fatto anche lui un aperitivo importante perché aveva la bocca impastata e biascicava con un latino degno di un istituto tecnico di Cosenza e l’unica cosa che s’è capita è stata il nome.. Jorge, Mario… Bergoglio, argentino, bairense. Praticamente uno stopper del Catania.

Lo ammetto spesso sono stato prevenuto (anche se a consuntivo facevo bene) però Checco I m’ha fatto un’ottima impressione. Gentile, educato, s’è presentato dicendo solo “buonasera”, ha dismesso le pellicce alla Moira Orfei che la tradizione richiedeva ed ha recitato il padre nostro.
Può sembrare una cosa banale ma in un mondo senza decenza una persona per bene spesso è tutto quello di cui si ha bisogno.

Ho grandi speranze, il fatto che sia un grande competente di pallone e tifoso accanito del “Cyclon” mi conforta. Chi ha passione e fuoco nelle vene può sbagliare ma lo fa sempre per troppo amore.
Daje France’

PS
per mia mamma. Il Cyclon è il San Lorenzo de Almagro, squadra non proprio di vetta di Baires ma con la tifoseria più calda e fedele del sud America, una Roma sotto l’equatore. El nuevo gasometro è uno stadio vecchio e non particolarmente bello ma è fascino allo stato puro

Ps 2

Voglio darvi il primo scoop.

Dopo aver vinto svariate coppe campioni, un campionato del mondo ed un europeo la curia di Roma si è rivolta a Vicente del Bosque per il soglio di Pietro.

Gli hanno tagliato i baffi ma io non ci casco.
metro_big

marzo 14, 2013 Posted by | Er cuppolone | 16 commenti

Più che il dolor potea il digiuno

Dopo tanto, tantissimo tempo m’è tornata la voglia di scrivere.

Sono passati mesi interminabili in cui ogni idea mi sembrava sciatta e prima di mordente, decine di bozze poco convincenti si sono ammassate sul mio desktop senza che nessuna diventasse qualcosa di meglio di un buono spunto ed a nulla sono valsi i rimproveri e le esortazioni di tanti amici che mi invitavano a scrivere per il piacere di farsi una bella risata.
Vacanze, calcio, cinema, abbrutimento culturale, nessuno dei miei grandi filoni aveva più una pagliuzza d’oro da poter sfruttare quando come Paolo sulla via di Damasco (paragone improprio ma coglierete in seguito l’ironia) sono stato accecato da un raggio di luce ha bucato le nuvole ed ha squarciato il velo della mia pigrizia.
Già da qualche giorno l’idea mi ronzava attorno provocandomi; prima sotto forma di un vigoroso prete umbro che m’ha cazziato mortalmente di fronte a 100 inviati per aver fatto le foto agli sposi (inaudito) invece di restare  muto ed assorto nella sua brillante imitazione di Serse Cosmi, poi il decreto legge che proibisce le Snai vicino alle chiese, idea quanto meno stupida dal punto di vista commerciale perché nulla ti avvicina più alla fede della necessità di un gol al 94° per centrare una martingala da 300 €, ed infine la stilettata proveniente da un caro amico lontano che ha deciso di necessitare compagnia per il suo viaggio all’inferno ed ha pensato a me inviandomi questo.


La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “hanno fatto Selen vescovo”

PS al contrario dello splendido volume “modella il tuo scroto” che era un falso editoriale questo volume esiste ed è ordinabile onilne
http://www.ibs.it/code/9788863620511/laquo;apri-tua-bocca.html#.UEemJANrSlo.facebook

settembre 6, 2012 Posted by | Er cuppolone | 3 commenti

Un sabato qualunque

Ho scoperto qualcosa di estremamente poco rassicurante. Riesco a scrivere qualcosa di decente solo quando i succhi gastrici mi saturano le viscere e la vena del collo si dilata al punto da comprimere qualche chakra che libera la mia espressività. In sostanza se non mi incazzo non mi viene in mente nulla per cui mi trovo di fronte al dilemma artistico di svagarmi scrivendo corrotto internamente da un ulcera grossa come la tana di un cane della prateria o di fissare beatamente il foglio bianco, con un rigagnolo di bava calda che pende da un angolo della bocca, nell’estasi quieta della lobotomia frontale.

I 18 giorni passati in Slovacchia hanno avuto hanno svolto una funzione ansiolitica grazie ad alcolici a buon mercato, sorridenti donne bellissime  e persone gentili che ti ringraziano quando ti fermi alle strisce e che vivono i semafori come parte dell’arredo urbano e non come una incarnazione di satana.
Sereno e beato di tutto avevo voglia fuorché di perdere tempo in vaniloqui ma sono bastate 36 ore a casa per farmi tornare quel simpatico vecchiaccio bilioso che riconosco nello specchio la mattina.

A onor del vero basta poco a farmi illividire però il tassista che all’aeroporto mi ha accolto con un “shiaooo” tirando il trolley nel bagagliaio come un martellista bulgaro è stato sicuramente un buon inizio.

La giornata di sabato non è proseguita molto meglio visto che, sulla via del pub che canonicamente precede lo stadio, ho incrociato nell’ordine:

1)    il blocco dell’olimpica per una voragine (l’hanno riaperta? Si,si, vai sicuro)

2)    12 vigili che agevolavano il traffico a piazza pio XI giocando a ruba bandiera nella stessa

3)    40 mila giovinetti a piazza San Pietro che credo manifestassero per il saldo di alcune fatture non onorate.

Una volta informato che il raduno era la festa della gioventù ho avanzato qualche dubbio sulla convenienza di accostare la paglia al fuoco ma poi ho capito accorciare la filiera e facendo coincidere domanda ed offerta è la base di ogni buon affare.

Lodi quindi ad un brillante esempio di marketing moderno e poco importa se per passare il lungotevere c’ho messo 48 minuti con le pulsazioni stabilmente oltre il numero di giri della mia auto.

Arrivato al ritrovo dell’amico Helmut armato di una bottiglia da un litro di Borghetti ho trovato ad attenderci una simpatica avventrice lituana che ha smaterializzato le tensioni pre-match riuscendo ad asportare la ricotta da un cannolo senza l’ausilio del cucchiaino inducendo pensieri lussuriosi anche in un pullmann di bonzi di passaggio che hanno sconfessato il Dalai Lama per una più pratica venerazione della dottrina di Rocco.

Della partita non voglio parlare, ricordo solo che al gol di Toni sono rimasto inebetito per 20 secondi aspettando che il maledetto guardalinee alzasse la bandierina.

Una pizza in testa dell’amico Gepi mi ha riportato in una bolgia indiavolata e un secondo dopo ruzzolavo per le file dell’olimpico avvinghiato agli amici col Vese che inopinabilmente mi mordeva la ciccia.

C’ho messo parecchio a ritrovare la macchina, un po’ per l’euforia, un po’ per il borghetti e quando sono rientrato al pub la simpatica fanciulla era ancora lì la ma per fortuna i cannoli erano finiti altrimenti a ques’ora detterei queste parole urlando verso il colle gianicolo antistante Regina Coeli.

 

Nota a margine

No, non ho votato. In un paese dove il giorno in cui un attentato porterà la Russia a una guerra interna le 3 notizie più lette su corriere.it sono:

1«La Carlucci? È magra ma fortissima Io ho soltanto urlato e le ho prese» – Elezioni Regionali – Politica 

2Sesso e droga con uno sconosciuto Scandalo per la figlia di Bob Geldof

3Stupro di gruppo in una scuola media nel Bresciano: arrestati due ragazzi

 

votare corrispondere a sperare di risolvere la siccità mondiale sputando per terra.

Sogno un carrarmato al posto della municipale ad ogni incrocio

 

Seconda  nota
Un viaggio mi terrà lontano dalla tastiera. A breve appariranno le “Cronache peruviane”. Faccio presente che gli incensi al Buddah ci hanno portato secondi. Sgozzerò una capra sull’altare della prima divinità Andina sul mio cammino

marzo 29, 2010 Posted by | Editoriali, Er cuppolone | 3 commenti

Peccato Natale sia passato

Esistono poche cose che riescano a mettermi effettivamente a disagio. Una di queste è l’affanno per i regali di Natale. Soffro moltissimo l’esigenza di fare qualcosa, l’ansia della scadenza, il presente di per se non è un problema. A me piace fare regali, prendere un pensiero per una persona cara ti da il benessere occidentale della spesa senza il senso di colpa di “mamma mia che puttanata mi sono comprato”, una versione sentimentale della Coca cola light: bollicine e rutti ma senza le calorie.
Maestra delle ricorrenze è mia madre che da sempre accumula regali di entità variabile in un cassetto profondo come il pozzo di San Patrizio per non essere mai presa alla sprovvista da una ricorrenza che sia il matrimonio di sua nipote o la circoncisione del figlio del portiere.
Quando ero piccolo guardavo questo covo di Alì Babà con immensa cupidigia, decine di piccoli pacchettini accuratamente archiviati per categoria merceologica, tutti da scartare e poco importava se in gran misura fossero ventagli spagnoli o barometri in plastica colorata.
Quest’ultimo natale mi sono trovato in difficoltà più marcate del solito. Troppe trasferte all’estero avevano cancellato anche le più esigue speranze di trovare dei regali degni di questo nome e temo di aver fatto davvero una figura miserrima arrabbattandomi e confidando nell’indulgenza dei miei cari.
L’anno prossimo sarà diverso, niente più sorrisi imbarazzati e frasi di circostanza come “uuuuuuuuuu è proprio quello che volevo” anche se il regalo è un’incudine in ghisa.
Ho trovato il regalo universale che acquisterò copiosamente per trionfare nelle prossime festività.
Non credo serva alcun tipo di commento ulteriore per l’oggetto  qui di seguito.. unica nota: “funziona BENE con tutti i tipi di pile”. Miracolo! Ma come sarebbe potuto essere altrimenti?

Rosario Elettronico TOP

Abbiamo testato personalmente il prodotto e lo abbiamo scelto perchè migliore e più completo dei precenti, oltre a proporlo ad un prezzo più conveniente. Rispetto agli altri modelli ha in più:
– vivavoce e cuffie in un solo apparecchio (molto comodo)
funziona bene con tutti i tipi di pile
– regolazione del volume più comoda perchè con rotellina
– più accessori inclusi come l’astuccio in stoffa per riporlo
– sim card per le lingue
COME TUTTI I ROSARI ELETTRONICI ATTUALMENTE IN COMMERCIO, NON HA LE LITANIE.
Il Rosario Elettronico, è un innovativo apparecchio di dimensioni ridotte, comodo e portatile. Il santo rosario è recitato da una voce e da un coro di persone che risponde.
Semplicissimo da utilizzare, il rosario elettronico può essere ascoltato come riflessione oppure si può rispondere alle Ave Maria come di consueto. Il rosario digitale è utile per chi viaggia, per chi vuole pregare in movimento (auto, treno,aereo, ecc.) ed è consigliato per anziani o ammalati.
Funziona a batteria è dotato di Memory Card intercambiabile per la recita guidata dei Misteri del Rosario Mariano in più lingue. L’inserimento degli auricolari disattiva automaticamente la riproduzione attraverso l’altoparlante. La regolazione del volume si effettua attraverso una rotella posta sul lato destro del riproduttore.

per i mafidati

http://www.holyart.it/it/rosario-elettronico-6/rosario-elettronico-1310.html?_kk=rosario%20elettronico&_kt=d69857a4-e7e8-4dff-8df5-8ed1dd1d179d&gclid=CPKK-pbNxZ8CFUOFzAodkSS4fg

febbraio 3, 2010 Posted by | Editoriali, Er cuppolone | 4 commenti

Puntini sulle i

Sul fatto che io sia polemico oltre il ragionevole non v’è mai stato dubbio alcuno. Vivo per il contenzioso e se i miei genitori avessero anche solo sospettatato l’indole del loro frugoletto mi avrebbero posto come nome di battesimo Giuda, come il santo patrono delle cause perse.
Aldilà del fatto che mi piace litigare per qualsiasi cosa questo amore per il contraddittorio nasce anche da un obsoleto e visionario senso della giustizia che mi spinge in gineprai di qualsiasi tipo per assistere gli sventurati e sostenere bandiere che anche un missionario comboniano bollerebbe come una perdita di tempo.
Ritengo quindi doveroso scendere in piazza per protestare contro il più manifesto caso di plagio e violazione del marchi dai tempi in cui in classe mia alle medie un bambino si presentò con la felpa della “marinara yachting”.
Come tutti sapete qualche giorno fa un cittadino lievemente alterato ha ferito in maniera considerevole il presidente del consiglio tirandogli addosso da distanza ravvicinata una riproduzione del duomo di Milano (nemmeno una settimana dopo una donna ha scavalcato le transenne per rovinare su sua santità durante la messa di Natale. Riflettiamo sull’ironia di un mondo alla rovescia in cui sarebbero state più sensate una chiesa in testa al papa e una donna che zompa addosso a Berlusconi). L’episodio sarebbe potuto essere una magnifica occasione per vietare per legge la vendita di quella serie infinita di porcherie che affollano le bancarelle quali posacenere a forma di colosseo, David di Michelangelo-accendini e statue (!!!!!) della primavera del Botticelli mentre l’effetto più tangibile di questo gesto è stata una esplosione d’amore universale che non si verificava dai tempi di Woodstock.
Come evoluzione spontanea il partito delle libertà, con la breve parentesi del partito dell’amore libero assolutamente in linea con i processi evolutivi, si è tramutato nel partito dell’amore.
Con grande gioia il presidente Berlusconi ha fatto suo questo movimento ispirato al più nobile dei sentimenti commettendo però una grande ingiustizia non riconoscendo nulla a chi 18 anni prima di lui era stato antesignano del movimento.
Era il luglio 1991 e come tutti i sani liceali della mia età mi aggiravo per via del corso inebriandomi di belle fanciulle in abiti succinti. Arrivato all’altezza di piazza del popolo una folla considerevole mi aveva incuriosito attirandomi verso un comizio elettorale dove due delle più serie esponenti della politica italiana stavano calorosamente lanciando la candidatura europea di una collega.
Sono sempre stato molto sensibile alle tematiche del femminismo militante e quindi mi ero fatto strada nella calca per approfondire il programma elettorale e partecipare al dibattito certo di trovarmi di fronte alla nascita di un partito che avrebbe cambiato la storia delle istituzioni.
Mi trovavo di fronte al congresso di fondazione dell’unico e solo Partito dell’Amore.
Ho vissuto un sogno, altro che Martin Luther King, io c’avevo Moana e Cucciolina con Ramba Malù che con un coraggioso gesto 68ino a zinne de fuori predicava l’amore libero e per tutti!!
Già vi vedo a ridere sardonici.. vergogna! I roghi di reggipetto degli anni 70 si e Ramba no? Razzisti! Solo perché partecipava ad “acchiappa la chiappa” sull’isola di Schicchi non vuol dire che il programma non fosse valido, anche perché la Staller aveva promesso un voto di scambio con sesso orale ad ogni elettore! Mai in vita mia ho rimpianto tanto di non poter partecipare alla vita politica del paese.
Con donchisciottesco ardore oggi mi scaglio contro l’irriconoscenza della maggioranza.
Che il presidente faccia ammenda del suo abuso e reintegri nei quadri dirigenti almeno Riccardo Schicchi, statista illustre, con una carica di prestigio come quella di ministro per le attività culturali.
Alla fine Berlusconi m’ha promesso un posto di lavoro e quello lo posso pure trova’ da solo, Ilona era stata di manica ben più larga.

dicembre 29, 2009 Posted by | Editoriali, Er cuppolone | Lascia un commento

Le verità nascoste

Durante la settimana, da tantissimi amici o anche solo da conoscenti, mi sono sentito rivolgere la seguente domanda: “ma come, il Papa si frattura una mano in modo misterioso e tu non dici nulla?”.
Li per li sono rimasto di sasso. Non c’è mai stata ombra di malizia in me. In tutti questi anni mi sono sempre considerato un avversario fiero ma leale dello stabile sito in via della conciliazione e quindi non vedevo nulla di strano o di sospetto nella frattura tranne forse il fatto che i nuovi gessi somigliano moltissimo alle uniformi dei pizzardoni a piazza Venezia.
gesso
Poi le richieste si sono fatte sempre più pressanti e certo di fare cosa gradita anche all’interessato in nome del motto “vox populi, vox dei” ho messo in moto la macchina investigativa.
Sono bastate poche indagini mirate nel mondo della distillazione clandestina per scoprire laverità.
Seguendo il richiamo del sangue e dell’istinto secolare della sua nazione (no, non perseguitare le minoranze) il santo padre ha cominciato a fare il birraio e il rarissimo reperto di cui sono entrato in possesso lo dimostra.
birra
Pare che la frattura sia arrivata al culmine di una festa di presentazione del marchio in cui l’allegro alemanno, forse non lucidissimo, ha provato a impressionare gli invitati (la solita gente.. Corona, Belen, Paris Hilton, Mike Tyson, i Beckham, Cosimo Mele e Sircana…) aprendo una bottiglia con un colpo di karate portato col taglio della mano e centrando invece la fronte del chierichetto che la teneva sulla testa per rinverdire il mito di Guglielmo Tell.

PS Come TUTTE le foto contenute in questa scatola di vaniloqui, anche queste sono al 100% vere e non frutto di fotoshop o contraffazioni, spero che in sede di giudizio possa essere considerata una attenuante

luglio 21, 2009 Posted by | Er cuppolone | 3 commenti

Bocca mia taci !!

Prosegue la battaglia a distanza fra il Vaticano e Monteverde! Il tono si mantiene più sui dispetti che sulle offese tangibili però ci sono rimasto male quasi come quando in seconda media non fui invitato alla festa di Marzia Pasanisi dove si sarebbe fatto il ballo del semaforo con possibilità di rimediare un bacetto sulla guancia.

Le mie spie sparse per tutto lo stivale mi hanno inviato la locandina di un incontro-discussione su un tema in cui mi sento legittimamente chiamato in causa e per cui non ho ricevuto nemmeno un sms.
E come fare un forum sullo stress da divorzio e non invitare O.J. Simpson

Trieste - 25 aprile 2009

maggio 11, 2009 Posted by | Er cuppolone | Lascia un commento

Un passo avanti!

 

sagrestano
Troppe volte, per una sorta di snobismo culturale largo e profondo come il gran canyon, ho riversato pensieri malevoli e superficiali sulla chiesa cattolica (a dirla tutta più sui suoi illustri esponenti che sull’istituzione in se) per un suo scadimento in termini di performance.
Non essendo addentro ai contenuti, mi sono sempre concentrato sulla forma corrucciandomi per la perdita di smalto del Santo Padre rispetto ai suoi predecessori.
Giulio II mosse guerra a Firenze per lo sfizio di avere Michelangelo a Roma, Bonifacio VIII inchiodava le lingue dei suoi detrattori alle porte delle chiese come goliardico monito e quando ho visto il sacrestano di Vigevano aspettare i fedeli alla messa della domenica con una svastica al braccio mi sono detto: “questa è proprio l’occasione giusta per un revival, per ritirare fuori dalle segrete di Castel Sant’Angelo la vecchia garrota o lo schiaccia pollici.”
Ho atteso in silenzio la prevedibile ondata di sdegno ma quando nelle navate della basilica ha cominciato a riecheggiare un sommesso fischiettio di Lilì Marlene, ho compreso di aver preso una cantonata.
Il fatto però non era ne così nuovo ne così grave, oddio magari per qualcuno un Papa che non squarta uno del genere e ne appende le carni alle porte della città potrebbe essere un fatto grave ma mi rendo conto di essere antiquato, per cui stavo archiviando il tutto infiocchettandolo con le maledizioni per essere nato nel paese o quantomeno nell’era sbagliata quando la Tv mi è venuta in soccorso al grido di “mal comune, mezzo gaudio” facendo apparire il pontefice mite e coccoloso come Zum, il delfino bianco del cioccolato Galak.

zum
Con la coda dell’occhio, sul punto di abbandonarmi a Morfeo, ho intravisto un vegliardo che farebbe fare il segno della croce all’imperatore di guerre stellari incrociato con Stalin.

Approfondendo, ho scoperto che questo quinto cavaliere dell’apocalisse appiedato risponde la nome di Fred Phelps, professione pastore calvinista con l’hobby degli anatemi.

Il tono e gli argomenti erano talmente stupefacenti che per i primi dieci minuti ho pensato fosse una parodia esagerata di questi papponi dai capelli turchini che lanciano lodi congiunte a Dio ed ai bonifici bancari su teletevere. Mai stato più lontano dal vero.

Fred senior, perché ha avuto anche la faccia tosta di riprodursi, è il fondatore di un sito che mira a riequilibrare il concetto di parità dei diritti sessuali negli stati uniti, godhatesfags.com, letteralmente “dio odia i froci”. Tanto di cappello.

Questa simpatica accolita di trombamaiali degli stati rurali USA gira la nazione manifestando di fronte a cliniche per l’aids, funerali di omosessuali e altri luoghi di svago con cartelli come quelli che potete leggere dabbasso.

godhates
Avvocato, alle primarie democratiche per il senato ha preso il 15% con un programma che prevedeva le lodi a dio per lo tsunami in Indonesia. Nei suoi scritti e nelle sue interviste il lucido reverendo definisce il suo movimento:

Antigay, antisemita, anticattolico, antiirlandese e.. antisvedese!!!
Resta per me misterioso come si possa coniugare l’odio per gli omosessuali e quello verso un paese composto mediamente da gnocche bionde con due pere così!

maggio 8, 2009 Posted by | Editoriali, Er cuppolone | Lascia un commento

Nobile Lignaggio

Breve ma sentito post per annunciare una importante scoperta scientifica. L’anticlericalismo è riconducibile a una malformazione genetica e come tutti i difetti del caso può saltare le generazioni. Prova incontrovertibile è la benemerenza che Leone XIII volle accordare ai miei antenati insignendoli della prestigiosa medaglia d’oro.
Sua santità portava sempre con se questo portentoso rimedio contro l’influenza e la tosse e, come riportato sulla confezione, lodava le virtù miracolose.
Il fatto che fosse un preparato a base di alcool e cocaina non deve far sorridere i maliziosi ma far comprendere come l’evangelizzazione del sud America sia stato un momento di grande crescita per la chiesa cattolica.

wine

Addendum:
Leone XIII è stato il motore primo della fondazione delle scuole gesuite a Milano (che porta il suo nome) ed a Roma (dove sono andato io).
Devo dire che ora tutto ha molto più senso…

maggio 4, 2009 Posted by | Er cuppolone | Lascia un commento